venerdì, Agosto 23

Spazio italiano, nel pieno del ‘cambiamento’ che non cambia una cippa C’è qualcosa di nuovo nello spazio, anzi di antico: il subcommissario della Gelmini, Piero Benvenuti, ora è diventato commissario, subcommissario è Giovanni Cinque, anche lui volto ben conosciuto nell’ambiente

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Spazio. Nel Governo del cambiamento, così attento alla ricerca e alla valorizzazione di volti nuovi della politica e delle amministrazioni, si è appena trovato un personaggio del tutto nuovo per dirigere il gruppo telefonico Tim, è Luigi Gubitosi, che dopo i successi di Rai e Alitalia, ora passa anche a un’altra azienda strategica nazionale, mentre il suo posto nel vettore aereo sarà preso da un altro ‘dio del management’ di cui attendiamo il nome. Che il cielo ci assista. È là che devono viaggiare i nostri aerei.

Ma noi oggi, a proposito dei cambiamenti promessi da questo gruppo biassiale di politici in carica, torniamo sulla nota dolente dello spazio, che a quanto pare non smette di stupirci, superando di gran lunga la fantascienza che ne ammanta le sue storie.

Come si ricorderà, la defenestrazione di Roberto Battiston dalla presidenza dell’Asi ci aveva fatto prefigurare una crisi al buio che ha compiuto puntualmente il Governo, rendendo illegittima la nomina effettuata da un Ministro ormai in dimissioni che aveva utilizzato, non si sa se a torto o ragione, il decreto legge 128 del 4 giugno 2003, riguardante il movimento di sedie e poltrone nella sontuosa quanto spropositata sede dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Una vacanza di potere preoccupante, che ‘L’Indro’ ha subito individuato, viste le scadenze in itinere per la pianificazione dei budget dell’Esa, in vista della prossima Ministeriale di Siviglia e per i programmi nazionali che tengono impegnate migliaia di risorse altamente qualificate e che riguardano diversi aspetti strategici nazionali.

Orbene, si è trattato di un impatto sull’intero settore, che sicuramente non fa bene né alle industrie, né ai clienti istituzionali, e men che mai alle organizzazioni internazionali con cui avviene l’interfaccia continua. Nella nostra analisi avevamo anche escluso una presenza militare alla presidenza, che non sarebbe stata indicata per taluni dossier in attesa di essere esaminati e approvati, anche se il nome del generale Pasquale Preziosa, già capo di stato maggiore dell’AMI, sarebbe stato sicuramente di pieno rispetto.

Un’altra componente che onestamente avevamo avuto cura di indicare era di preferire persone capaci di esaminare gare e bilanci piuttosto che astronauti o gente troppo legata al mestiere, se è vero come è vero che lo spazio si sta spostando sempre più su un asse di economia, lasciando al passato quello più affascinante della sperimentazione. Una questione di opportunità, piuttosto che di immagine, così come non serve un medico a capo della Sanità, quanto piuttosto una persona capace di coordinare medici, amministratori, personale in genere. O un professore, al Ministero dell’Istruzione, anche se di Educazione Fisica.

Ora, quindi, l’Asi è stata commissariata. Senza che vi fossero crisi, senza che si manifestassero emergenze.
È già successo una volta, quando il Ministro Mariastella Gelmini –proprio lei quella che aveva le idee poco chiare di neurini e tunnel, ma che rappresentava la scuola italiana- aveva spodestato il compianto Nanni Bignami –scienziato di fama mondiale ma col vizietto di tendere un po’ a sinistra- imponendo all’Asi un commissario e un subcommissario. Allora come ora.

Con qualche piccola differenza. Il subcommissario della Gelmini, con Marco Bussetti è diventato commissario. Proprio lui, Piero Benvenuti, di 72 anni. Astrofisico dell’università di Padova, con un curriculum di ottima qualità e di profondo credo cattolico. Persona di grandi capacità, che sotto la guida della Ministra Gelmini aveva affiancato Enrico Saggese, divenuto poi Presidente dell’Asi, e costretto a lasciare la carica per una vicenda di illeciti contabili non ancora conclusa, che gettò un grande sconforto in tutta la comunità scientifica nazionale. E anche oltre.

Quindi, niente di nuovo, solite persone nelcambiamentoche non cambia.

Quanto al subcommissario, il Governo ha indicato Giovanni Cinque, un giuslavorista esperto di processi di ristrutturazione e riduzione del personale, socio di uno studio, ha curato gli interessi del Cira, sempre sotto la presidenza di Saggese, anche se la consulenza ebbe termine a gennaio del 2015, annullata da Luigi Carrino, che nell’aprile del 2014 era diventato il nuovo Presidente del centro di ricerche aerospaziali. L’avvocato Cinque, nonostante il nome molto accattivante, sarebbe stato indicato dalla Lega, mentre Benvenuti sarebbe più vicino ai pentastellati. Ma di questo non ne è sicuro nessuno e pensiamo che se fossimo arrivati alla diarchia anche in un’agenzia spaziale, rafforzeremmo l’idea che proprio tra i due raggruppamenti di Governo la fiducia non è il miglior sentimento che circola.

Questa la situazione, che del resto il premier Giuseppe Conte deve conoscere assai bene, visto che ha fatto parte, nel 2010, del Comitato degli Esperti, nominato sempre dalla Mariastella (che ha un nome proprio spaziale),  per risistemare statuti e quant’altro riguardasse l’Asi.

Ci è difficile aggiungere altro. Non possiamo che sperare che tutti questi movimenti così bruschi siano finalizzati a migliorare il sistema, piuttosto che lasciarlo nel guado attuale.

Del resto, da un’Italia che accetti che un senatore -il suo nome è Agostino Santillo affermi in aula che Mario Monti sia stato nominato senatore a vita da Matteo Renzi, mostra il degrado completo dell’istituzione. Perché «Chi sta in Parlamento può ignorare la grammatica e la geografia, ma è tenuto a conoscere i rudimenti del diritto costituzionale», come afferma in una sua nota Massimo Gramellini. Ne siamo consapevoli?

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