venerdì, Novembre 15

Spari in Sinagoga: mandanti morali e nuove regole I cittadini sani dovrebbero immaginare una sorta di Pre-crimine per i tiranni, prima che diventino tali, cominciando a lavorare seriamente su severe regole di accesso alle cariche politiche, creando fattispecie di reato che siano parametrate sullo specifico culturale odierno

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Ventiquattrore prima avevo finito di leggere, ipnotizzato e commosso, ‘Heimat’, una splendida graphic novel di Nora Krug, illustratrice tedesca 42enne, che da un paio di lustri vive negli Stati Uniti, sposata e madre di una creatura.

Nora intraprende un viaggio nelle viscere del nazismo, non solo quello collettivo, impersonale, anonimo. No. Coraggiosamente si occupa dell’orticello di casa, cerca di capire se il suo ceppo familiare sia stato toccato dal morbo, esplorandone il quotidiano. Operazione autobiografica di notevole intelligenza, che l’ha condotta a scarnificare il passato dei suoi ascendenti con il piglio delle persone assetate di verità, memore del fastidio, anzi del dolore, per lo scherno subito quando, studentessa, si recava negli altri Paesi europei. Le prese in giro, anche cattive, le allusioni sul passato che fioccavano quando emergeva la sua nazionalità.    

Nemmeno il tempo di chiudere quelle pagine, impossibili da dimenticare, con il loro monito sottile e incessante, mai moralistico, eppure capaci di costringerti a interrogarti sul tuo nazismo quotidiano, non su quello astratto, generale, storico, che arrivano gli spari di Halle.

Gli ebrei sono le radici di tutti i problemi. Così dice il neonazista tedesco che si è messo a uccidere in Sinagoga, rigorosamente in diretta Web, perché non vi fossero dubbi sull’autore e l’effetto risultasse amplificato. Uno slogan che replica i sentimenti di molti italiani verso i neri, anch’essi considerati radice di tutti i problemi. Una comoda scappatoia, guardare lontano, ci aiuta a sospendere la ricerca su noi stessi.

Certamente siamo di fronte ad uno squilibrato, uno dei tanti spiriti solitari che negli antri di personalità irrisolte, di vite vissute ai margini, cercano capri espiatori fuori dalla propria finestra. Questi individui esistono da sempre e non smetteranno mai di esserci, il problema nasce quando qualcuno comincia a usarli come munizioni al servizio delle proprie perversioni personali.

La mamma di un ragazzino che vedo da un mesetto, si lamenta della reticenza del figlioletto davanti all’insuccesso. “Non ammette mai di avere sbagliato”. Forse non sa, quella donna, che non è solo il suo ragazzo ad avere simili problemi, ma che il mondo è pieno di persone convinte di essere inadatte, e non credo sappia nemmeno che molte di queste, non tutte per fortuna, diventano preda di delinquenti travestiti da politici, abilissimi a costruire i propri imperi su quelle percezioni di inadeguatezza. Il metodo è semplice, sempre uguale, collaudato in molte circostanze nella storia. Non prendertela con te stesso per le tue sventure, per la tua insignificanza, la colpa è di qualcuno, di mostri che cercano di derubarti mentre ti sorridono. 

Ieri gli ebrei, oggi i neri, sebbene gli originali rimangano sempre in cima ai pensieri delle menti paranoicheDavanti alla desolazione della propria vita, pensano le vittime dei pifferai, ci dev’essere una spiegazione che non riguardi le mie responsabilità. Esattamente come il giovane caporale Adolf Hitler, un malato grave sfuggito alle pinze della psichiatria austriaca e tedesca, che pure stava vivendo momenti di splendore. È bastato un pazzo a fare da detonatore, provocando, tra morti, mutilati, affamati e soccombenti a vario titolo, centinaia di milioni di vittime. 

Ecco perché cittadini sani dovrebbero immaginare una sorta di Pre-crimine, come suggeriva per i delinquenti comuni Philip Dick, e come in modo audace e geniale teorizzava Dietrich Bonhoeffer per i tiranni

Bisogna colpire questi ultimi. Occorre farlo possibilmente prima che diventino tali, cominciando a lavorare seriamente su severe regole di accesso alle cariche politiche, creando fattispecie di reato che siano parametrate sullo specifico culturale odierno, un tempo in cui la smaterializzazione della realtà, con la conseguente incorporeità dell’azione politica, moltiplica all’infinito gli effetti del male, raggiungendo e asservendo le menti più deboli e isolate.

L’assassino di Halle trova naturale replicare comportamenti da notte dei cristalli, proprio perché oggi vi sono troppi politici che tirano la pietra e possono nascondere tranquillamente la mano, persone spregiudicate che mettono in piedi vere e proprie centrali della manipolazione, dell’odio, della paranoia elevata a strumento di lotta politica. Costoro non posso passarla sempre liscia, soprattutto non possono essere pagati con soldi pubblici, com’è accaduto nel nostro paese recentemente. 

Anche in Italia, come nell’intera Europa, questo pericolo è più vivo che mai, per questo non è tempo di esortazioni. È necessario aprire il grandangolare sui precursori di violenza, soprattutto tecnologici, ma vanno stanati e isolati anche i registi, non permettendo loro di spacciare le proprie gravi patologie interiori per opinioni legittime, perché tutto ciò che concorre a scagliare l’uomo contro l’uomo non potrà mai diventare legittimo, sebbene stia accadendo. Proprio qui e ora.

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