martedì, Settembre 29

Spagnol di Salani Editore: “Più interattività? Bisogna leggere”

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Leggere è il cibo della mente: passaparola!” è lo slogan di una campagna del governo italiano circolata nel 2010 tra tv, radio e giornali per invogliare la popolazione alla lettura, dopo una serie di dati inquietanti che registravano un sensibile calo, soprattutto tra i più giovani. Proprio verso i ragazzi, in un range di età che va dai 6 ai 17 anni, si rivolse questo invito: la lettura stimola la curiosità, migliora le capacità di apprendimento, diffonde conoscenza e se acquisita da piccoli ha più probabilità di diventare un hobby anche da adulti. Il dito è stato puntato su una serie di abitudini diseducative che la modernità stava catapultando nella vita dei ragazzini: parliamo ovviamente di  Tv e videogames, validi sostituti alla lettura nel tempo libero, e l’avvento di internet, dove bastava un click per effettuare una ricerca o soddisfare una curiosità, un mezzo decisamente più facile e veloce di lunghe ricerche in biblioteca. L’avvento dell’e-book, il libro in formato digitale usufruibile su ogni tipo di dispositivo mobile e computer, ha cercato di coniugare la vicinanza dei ragazzi al mondo della tecnologia alla passione per la lettura anche se è accusato tutt’ora da molti di snaturare l’esperienza, di privarla della bellezza che sta nello sfogliare le pagine e conservare i libri letti come trofei. Esistono tuttavia casi editoriali che vantano milioni di copie vendute, dal classico intramontabile come  ̔Il piccolo principe̓ ai numeri da capogiro delle saghe fantasy più moderne, prima fra tutte le avventure del maghetto Harry Potter.

Alla narrativa per ragazzi si è affiancato un nuovo fenomeno editoriale, la Young Adult Literature, libri scritti per un target di età dai 12 ai 17 anni che in realtà risultano apprezzatissimi dai lettori adulti. Secondo una ricerca pubblicata dal Publishers Weekly nel 2013 più del  55% degli acquirenti degli YA books hanno più di 18 anni e tra questi il 28% si posiziona in una fascia di età tra i 30 e i 44 anni. Merito anche di tutta una serie di “corollari”, primi fra tutti le produzioni cinematografiche di questi best seller che portano al grande pubblico i casi editoriali accompagnate da sapienti operazioni di marketing che fanno registrare guadagni elevatissimi intorno a quelli che ormai sono brand più che libri: è il caso della saga di ̔Hunger Games̓, rimasto nella lista dei best seller del New York Times per ben 92 settimane.

In Italia la lettura sembra star registrando una notevole ripresa rispetto al passato, senza tralasciare alcune difficoltà. Facendo una rapida analisi dei dati pubblicati dall’Istat nel gennaio 2016 sull’andamento della lettura in Italia nel corso dell’anno 2015 salta subito all’occhio che la quota dei lettori supera il 50% solo nella fascia d’età tra gli 11 e i 19 anni, con un picco tra i 15 e i 17. Positivi anche i dati relativi ai lettori digitali: nel 2015 sono stati in 4.5 milioni a scaricare ebook da internet, circa l’8,2% dell’intera popolazione. Grande rivalutazione da parte dei più giovani soprattutto per quanto riguarda la lettura come occupazione nel tempo libero: mentre nelle altre fasce d’età i numeri rimangono stabili rispetto all’anno precedente, nel 2015 i lettori 15-17enni sono aumentati dal 51,1% al 53,9%. Interessante anche la differenza di genere, sono infatti donne i lettori più appassionati, soprattutto le lettrici più giovani tra i 15 e i 24 anni, con un picco per le 15-17enni (66,1%).  Altro elemento da non trascurare è l’ambiente in cui si formano i giovani lettori. È sempre più evidente come la scuola non basti. La famiglia è un ambiente fondamentale, deputato all’educazione dei piccoli anche per quanto riguarda la coltivazione delle passioni nel tempo libero: secondo Istat sono il 66,8% i ragazzi tra i 6 e i 14 anni che leggono libri con entrambi i genitori lettori rispetto al 30,9% di coloro che non hanno lettori in famiglia.  Rimane il fatto che una nuova generazione di lettori equivale a dire una futura generazione di cittadini consapevoli, critici e più sensibili alla cultura e alla conoscenza in generale. Un punto critico che nessuno, dalla politica all’italiano medio, può ignorare.

Abbiamo intervistato Luigi Spagnol, presidente della  Adriano Salani, casa editrice dall’origine secolare tra le più autorevoli nella pubblicazione di narrativa per ragazzi nonché traduttrice ed editrice della saga di Harry Potter dell’autrice J.K. Rowling qui in Italia, per scoprire i segreti e le tendenze che si nascondo dietro al mondo della letteratura per i più giovani.

 

Alcune ricerche del recente passato hanno attestato un calo nell’interesse dei ragazzi alla lettura. Pensa che quella per la lettura sia una passione innata o c’è bisogno di insegnarla fin da bambini?

Penso che ci sia tantissimo da fare. I numeri recentemente in crescita sono parecchio relativi. Penso che il provvedimento più utile sia garantire l’accesso ai libri. Le nostre statistiche parlano di un  60% di ragazzi che leggono, il che significa che c’è un altro 40% che non legge mai, una percentuale altissima. Ci sono aree nel nostro paese, e non solo in provincia, dove semplicemente i libri non arrivano, non ci sono. Manca l’accesso fisico al libro.

A tal proposito, cosa pensa della disparità tra il Nord e il Sud Italia?

I numeri dicono ci sia, ma basta andare fuori dai centri ed anche al Nord  la situazione è tutt’altro che rosea.  Penso che sia quello il primo obiettivo, rendere la lettura accessibile per tutti. Prima ancora di interrogarci su come si avviano i ragazzi alla lettura, su cosa è giusto o non è giusto fare, bisogna che tutti abbiano la garanzia ad avere l’accesso a un vasto numero di libri. Non solo quelli che si trovano al supermercato, che sono comunque meglio di niente, per carità, però non basta. Ho letto uno studio di recente in cui si dice che più del 90% dei ragazzi ha come libro preferito un libro che ha scelto da solo. Quindi bisogna dare ai ragazzi la possibilità di scegliere, e scegliere vuol dire avere tanti libri a disposizione in libreria ma anche in biblioteca, così come a scuola o in famiglia. Questo è il primo passo.

 Molti puntano il dito contro la tecnologia. Cosa pensa degli e-book? Snaturano il libro o avvicinano i ragazzi alla lettura?

Penso che tutte queste chiacchiere sulla tecnologia, sul fatto che possa distrarre dal libro, siano un enorme sciocchezza. E’ dalla fine dell’800, dall’invenzione della radio che si dice che le nuove tecnologie distraggano dal libro. Prima la radio, poi la televisione come il cinema, poi il computer. In realtà non si è mai letto tanto come oggi. Penso che chi dice questa sciocchezza non ha fiducia nel libro, probabilmente legge poco, perché se una persona ama leggere sa che non esiste esperienza migliore. Perché dovrei farmi distrarre da qualche altra cosa?

Qual è il vantaggio di iniziare a leggere quando si è molto giovani?

Si impara fin da subito ad amare questa meravigliosa attività, quella che ha la più grande interattività che esista. Devi leggere una parola e devi immaginare ciò che significa. Io davanti a un testo immagino, devo farlo io, in prima persona, nessuno mi impone cosa pensare. E prima si attiva questa facoltà meglio è. Perché ci si diverte prima!

Attualmente qual è il genere che i più giovani preferiscono?

È emerso da uno studio molto vasto condotto stato fatto in America che i libri preferiti dai ragazzi sono quelli che fanno ridere, un elemento che è sempre stato molto importante. C’è da dire però che spesso questi studi sono influenzati dal best seller del momento. Pensiamo ad esempio a Il diario di una schiappa, per anni primo in classifica. Probabilmente qualche anno prima in cui era Harry Potter si sarebbe detto fantasy.  Questi studi sono molto influenzati dal libro che funziona.

Il 24 settembre Salani pubblicherà “Harry Potter e la maledizione dell’erede”. Cosa ha reso e rende ancora così fruttuosa la storia dei maghetti di Hoghwarts?

Perché Harry Potter è un mondo infinito, un mondo bellissimo. La gioia di tornarci dentro forse è stata più forte di quanto mi aspettassi.  Ha segnato una generazione e io ho vissuto questo fenomeno molto da vicino. L’emozione di tornare in quel mondo magico. La sensazione è proprio quella di essere stato in un altro paese per dieci anni e tornare finalmente a casa.

A leggere i libri per ragazzi non sono solo i teenager. Sempre più adulti si appassionano, spesso provando vergogna, alla narrativa per ragazzi. Perché secondo lei?

Secondo me ci sono due cose che bisogna chiarire. C’è una letteratura che è stata chiamata Young Adult con dei criteri vaghi, come sono sempre quelli usati per definire un genere, e spesso ci si stupisce  se  in realtà la leggano persone che arrivano fino a 35- 40, ma secondo me il difetto sta nella definizione. Chi l’ha detto che è per adolescenti? Si tratta di una letteratura che segue alcuni generi piuttosto romantici, con sentimenti forti. Quando ero ragazzino io il mondo era impazzito per le love story, oggi le chiameremo YA. Allora non esisteva la categoria e nessuno si stupiva che gli adulti leggessero le love story: si tratta di sentimenti forti, facili, che hanno fatto la fortuna del melodramma italiano di fine 800’ o del romanzo francese.  La seconda cosa è che spesso  queste storie per ragazze, ma anche per bambini, sono talmente belle che sarebbe un peccato non leggere, anche per un adulto. È una letteratura meravigliosa, ci sono grandi scrittori che hanno scritto pensando ai ragazzi e alla fine hanno creato dei grandi libri per tutti.

Parliamo degli scrittori, oltre che dei lettori. Sono tanti a scrivere storie per ragazzi?

Si, in particolare in Italia penso ci sia stato un sensibile aumento rispetto a qualche tempo fa.  Penso anche che a tutti gli scrittori faccia bene scrivere per ragazzi. Quando si scrive lo si fa per un pubblico che in quel momento è lo scrittore stesso. Quindi scrivere per ragazzi vuol dire rivolgersi al proprio bambino interiore e trovare quel rapporto è importantissimo.

Quali sono gli ingredienti fondamentali per un buon libro per ragazzi?

In realtà non ci sono ingredienti per scrivere un buon libro per ragazzi. Verrà sempre fuori un genio che farà un capolavoro senza nessun particolare ingrediente ma con nuovi a cui nessuno aveva pensato.

Non solo la saga Potter, ma anche Twilight,Hunger Games e molti altri hanno numeri da capogiro. Merito del genio degli autori e sapienti opere di marketing?

Posso parlare in prima persona del fenomeno Harry Potter e posso dire che il marketing è arrivato tutto al seguito, quando era già abbastanza inutile. Ovviamente quando arriva il cinema tutto si amplifica. Ad alcuni di questi successi il raggiungimento di determinati numeri, anche per Harry Potter,  è dovuto alle produzioni cinematografiche. Il marketing in editoria dà una spinta all’inizio ma più di tanto non può fare se dietro non si nasconde una storia di qualità.

Nel futuro prossimo, quali pensa saranno le novità più interessanti nell’ambito dell’editoria per ragazzi?

Il bello dell’editoria, non solo per ragazzi, è proprio l’imprevedibilità. Il fatto che chi scrive sia solo in una stanza, che non si consulti con esperti di marketing, garantisce che sia tutto frutto del suo genio. E vengono fuori delle storie che nessuno si aspetta.

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