venerdì, Novembre 15

Spagna vs Catalogna, muro contro muro E Baghdad sospende i voli da e per il Kurdistan. Tensioni anche tra Stati Uniti e Cuba

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«Non ci sarà nessun referendum» in Catalogna. Madrid risponde così alla sfida lanciata dal governo autonomo di Barcellona, che oggi ha confermato la consultazione elettorale di domenica. Al termine del Consiglio dei ministri, il portavoce del governo spagnolo, Inigo Mendez de Vigo, ha avvertito che i responsabili di questa situazione saranno chiamati a rispondere in Tribunale «in forma personale e patrimoniale», secondo il quotidiano catalano La Vanguardia. Chiaro il riferimento al presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, e al suo vice Oriol Junqueras, il cui comportamento, secondo Mendez de Vigo manifesta «reiterata disobbedienza e grave slealtà».  «Questo è un processo illegale fin dal suo inizio e il governo impedirà che possa realizzarsi», ha concluso Mendez de Vigo, sottolineando come la consultazione si svolga fuori dalla legalità e sia priva di garanzie costituzionali.

In Iraq saranno sospesi da oggi pomeriggio i collegamenti aerei internazionali con il Kurdistan. Lo ha deciso nei giorni scorsi l’Autorità per l’Aviazione Civile dell’Iraq in risposta al referendum sull’indipendenza tenutosi lunedì scorso. Tutti i voli da e per Erbil e Sulaimaniyah sono sospesi ad eccezione delle compagnie irachene che operano solo voli interni fino a nuove disposizioni, si legge in una nota.

Le autorità di Erbil hanno già respinto la misura imposta da Baghdad definendola «illegale, incostituzionale e contraria alle normative e ai regolamenti internazionali». L’Autorità per l’Aviazione Civile dell’Iraq ha il controllo dei voli operati dall’estero sugli scali di Erbil e Sulaimaniyah, mentre la gestione dei due aeroporti è curda.

Intanto ieri decine di curdi sono stati arrestati in Iran per essere scesi in strada a festeggiare l’esito del referendum. Teheran, che ha fortemente osteggiato il referendum, reprime ogni movimento indipendentista curdo. Inoltre, le forze di sicurezza sono da anni impegnate a combattere il Pjak, cellula iraniana del Pkk.

Tensioni anche tra Stati Uniti e Cuba, dopo che Washington ha diffuso un’allerta invitando i cittadini americani a non recarsi sull’isola per timori di possibili ‘attacchi’ negli hotel. Interrotti, a scadenza indefinita, il rilascio di visti a Cuba e fermati i viaggi di delegazioni ufficiali in seguito agli attacchi contro il personale americano. È stato inoltre ordinato al 60% dello staff dell’ambasciata americana a L’Avana di lasciare la sede di rappresentanza in seguito a ‘specifici attacchi’ contro diplomatici a Cuba.

Per l’Unione Europea è arrivato il momento di uno «scatto ambizioso», in particolare per quel che riguarda le politiche di crescita e di espansione e nella gestione della sicurezza, nelle questioni migratorie e negli investimenti in Africa. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, parlando a margine del vertice digitale di Tallinn, in Estonia. Stamani il Presidente del Consiglio ha avuto anche un incontro bilaterale con la Cancelliera tedesca Angela Merkel. «Mi auguro – ha detto Gentiloni – che il governo che verrà costituito in Germania contribuisca alla spinta necessaria alle politiche di crescita e lavoro, con la cancelliera il livello di collaborazione è sempre positivo».

Da Tallinn si apprende anche alla fine di questa settimana di negoziati per la Brexit in corso tra le delegazioni dell’Ue e del Regno Unito «non si faranno progressi sufficienti» sulle tre priorità dell’accordo di ritiro del Regno dall’Unione (diritti dei cittadini, accordo finanziario e questione irlandese) «a meno che non succeda un miracolo». Lo ha confermato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. I negoziati, secondo il mandato dato a Michel Barnier dai 27, non potranno passare alla seconda fase, quella che riguarda la futura relazione tra Ue e Gran Bretagna, prima che il Consiglio Europeo abbia constatato, all’unanimità dei 27, che nei negoziati sono stati fatti progressi sufficienti sulle tre priorità.

Altri negoziati, vale a dire per la formazione del nuovo governo tedesco potrebbero protrarsi fino all’inizio del prossimo anno. Lo ha anticipato Peter Altmaier, capo di gabinetto della cancelliera Angela Merkel. Secondo l’ultimo sondaggio ZDF, il 59% dei tedeschi è a favore di un’alleanza di governo che metta insieme i conservatori di Cdu-Csu, i Verdi ed liberali dell’Fdp, la coalizione cosiddetta ‘Giamaica’ dai colori della bandiera dell’isola (nero-verde-gialla). Il 22% degli interpellati si è detto invece contrario a questa opzione, mentre al 15% non interessa. Sarà lo stesso Altmeier ad assumere l’interim delle Finanze quando Wolfgang Schauble nei prossimi giorni lascerà il suo incarico per essere eletto alla presidenza del Parlamento.

Presieduta dall’Italia, si è svolta oggi alla Farnesina una riunione del gruppo di contatto informale sulla Corea del Nord, nel cosiddetto formato G7+. Il gruppo ha come obiettivo il coordinamento sull’applicazione delle sanzioni nei riguardi del regime di Pyongyang. Oltre ai membri del G7 e all’UE vi prendono parte anche la Repubblica di Corea e l’Australia. Da parte italiana si è valorizzato il ruolo svolto in qualità di Presidente G7 e in sede Nazioni Unite del Comitato 1718 sulle sanzioni alla Corea del Nord.

Il segretario di stato americano Rex Tillerson era atteso oggi a Pechino per colloqui dedicati alla minaccia della Corea del Nord, oltre che alle relazioni commerciali bilaterali fra Stati Uniti e Cina e all’organizzazione della visita del presidente Trump a novembre. Pechino ieri ha annunciato di aver imposto la chiusura, entro i primi di gennaio, di tutte le compagnie nordcoreane basate in Cina e Trump ha ringraziato Xi Jinping per l’aiuto.

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