giovedì, Luglio 18

Spagna, sfiduciato Rajoy nel giorno della reazione Ue ai dazi Usa Voci su ok russo a Israele contro obiettivi iraniani in Siria. Corea e Ucraina, ripartono i negoziati di pace

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Spagna. Il Congresso dei deputati spagnolo ha sfiduciato il premier conservatore Mariano Rajoy. Il leader socialista Pedro Sanchez diventa automaticamente il nuovo capo del governo di Madrid.
La mozione di sfiducia costruttiva presentata dal Psoe ha ottenuto 180 sì, 169 no e un’astensione, ricevendo i voti dei parlamentari di Unidos Podemos e di altri gruppi minori e partiti regionali come gli indipendentisti catalani del PdeCAT e di Esquerra Republicana. Anche se decisivi per la sfiducia a Rajoy sono stati i voti dei cinque deputati del Partito nazionalista basco (Pn). Il voto mette fine a una settimana di tensioni in Spagna.

Il Psoe aveva presentato la proposta venerdì scorso in seguito alla condanna di cinque esponenti del Partito popolare di Rajoy per corruzione nella vicenda ‘Operacion Guertel‘. Sanchez, 46 anni, entrerà in carica nei prossimi giorni e nominerà un nuovo esecutivo che potrebbe governare come minoranza, contando al Congresso solo su 84 deputati su 350.

Usa/Ue. I dazi americani sulle importazioni di acciaio e alluminio sono «un errore» a cui l’Ue risponderà. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un colloquio telefonico avuto ieri sera, dopo l’annuncio del segretario al Commercio americano Wilbur Ross. Secondo quanto riferito dall’Eliseo, Macron ha aggiunto che la risposta da parte europea sarà «ferma e proporzionata», esortando il presidente a partecipare ai negoziati con Bruxelles, Cina e Giappone per rafforzare le regole dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto).

Duro il commento di Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco, da Whistler (Canada), dove è in corso il G7 dei ministri delle Finanze G7, arriva il duro l ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz «Questo non è un buon giorno per le relazioni transatlantiche» Scholz ricorda che la Commissione europea «ha già preparato le reazioni che saranno messe in atto secondo le regole internazionali». «La Ue – assicura il ministro – reagirà in maniera robusta e intelligente».

Secondo l’Alto Rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini,  «L’Ue non è in guerra con nessuno, è una parola che non fa parte del nostro vocabolario. L’Ue è un progetto di pace, anche nel commercio» internazionale, ed è impegnata a preservare il multilateralismo. Lo ha detto durante un incontro con la stampa a Bruxelles, al fianco del ministro degli Esteri cinese Wang Yi. «Continueremo a fare così e per questo stiamo moltiplicando gli accordi» commerciali con altri Paesi.

Intanto la Commissione Ue porta oggi davanti al Wto sia gli Usa che la Cina, i primi per i dazi su acciaio e alluminio e la seconda per la violazione delle regole sui diritti sulla proprietà intellettuale. Lo ha annunciato la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem.

Israele/Russia. Gerusalemme e Mosca avrebbero raggiunto accordi che darebbero via libera allo Stato ebraico per «operazioni militari» contro obiettivi iraniani in Siria. Lo scrive il quotidiano Asharq Al-Awsat che cita fonti russe. Tali accordi prevederebbero anche il ritiro delle forze legate all’Iran dai territori del sud della Siria al confine con Israele.
La notizia arriva all’indomani del colloquio a Mosca tra il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Liberman e l’omologo russo Sergei Shoigu, mentre il presidente russo Vladimir Putin e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno avuto un colloquio telefonico incentrato proprio sulla Siria.

Corea. La Corea del Nord e la Corea del Sud hanno concordato di tenere colloqui militari il prossimo 14 giugno. I negoziati si svolgeranno nel villaggio di Panmunjom, lungo la linea smilitarizzata tra le due Coree. E otto giorni dopi, il 22 giugno, rappresentanti del nord e del sud si vedranno al monte Kumgang, per discutere della riunificazione delle famiglie separate dalla guerra (1950-1953). Lo afferma un comunicato congiunto.
Intanto il Cremlino conferma la possibilità di un vertice entro l’anno fra Kim Jong-un e Vladimir Putin anticipata dall’agenzia nordcoreana KCNA.

Arabia Saudita. Al-Qaeda nella penisola araba (Aqap) contro i progetti di riforme di Mohammad bin Salman, erede al trono saudita. «La nuova era di bin Salman», si apprende su ‘Madad’, uno degli organi di propaganda sul web dei terroristi e «ha aperto la porta alla corruzione e al degrado morale».
I piani del principe, che ha rotto alcuni storici tabù come il divieto di guida per le donne e ha riaperto i cinema, stanno incontrando l’opposizione degli ultraconservatori che considerano tali aperture come una minaccia per l’identità culturale e religiosa.

Brexit. Per evitare che l’uscita dalla Ue determini il ripristino delle barriere doganali alla frontiera tra le due Irlande, in Irlanda del Nord potrebbe operare un doppio status Regno Unito-Unione Europea. È l’ultima proposta sul tavolo di David Davies, il ministro britannico per l’uscita del Regno Unito dalla Ue, dopo che il governo conservatore di Theresa May si era spaccato al suo interno proprio sulla questione irlandese. Il nuovo progetto ricalca il modello del Lichtenstein, dove sono contemporaneamente in vigore il regime regolatorio svizzero e quello comunitario.

Ucraina. I ministri degli Esteri di Russia e Ucraina si vedranno a Berlino l’11 giugno per colloqui di pace per il Donbass, con Germania e Francia a fare da mediatori. Lo ha anticipato il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, in visita nell’est del Paese insieme al collega ucraino Pavlo Klimkin.
Intanto un tribunale di Kiev ha formalizzato l’arresto del presunto organizzatore dell’assassinio del giornalista russo Arkady Babchenko, Boris Herman, accusato di aver ingaggiato un sicario a cui aveva promesso un compenso di 40mila dollari. Herman rimarrà in carcere due mesi in attesa del processo.

Catalogna. La procura generale dello Schleswig-Holstein ha presentato una nuova richiesta di estradizione per Carles Puigdemont alla corte d’appello dello stesso Land, cui spetterà la decisione finale. Fra i reati contestati anche la ribellione, elemento centrale delle accuse all’ex leader catalano.

 

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