sabato, Dicembre 7

Spagna: nel ‘gran fracaso’ la vittoria degli indipendentisti catalani Mai prima vi erano stati 23 deputati catalani nel Parlamento spagnolo. I 13 deputati ERC sono fondamentali se il PSOE vuole formare un governo

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4 voti in 4 anni, 2 in 1 anno. Come dire: prendi 2 paghi 1. Un grande affare per l’estrema destra di Vox, ma un ottimo affare, pare, anche per i catalani.
Se Vox è passata dagli 24 attuali (10,3%) a 52 seggi (15,1%) ed è il terzo partito del Paese, i catalani (con ERC, JxCat, CUP ) portano al Congresso 23 deputati (il 43% dei voti in Catalogna): di cui 13 dei repubblicani di Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) -forza che arriva al 3,60% dei voti-, 8 di Junts per Catalunya (JxCat) e 2 Candidatura d’Unitat Popular (CUP), che entra per la prima volta in Parlamento. Mai prima vi erano stati 23 deputati catalani nel Parlamento spagnolo.

Il partito socialista, il Psoe, tiene, si conferma primo partito del Paese, ma perde tre seggi, con il 28% dei voti (dalla tornata delle politiche di aprile avevano portato a casa il 28,7%, e alle elezioni europee aveva stravinto arrivando al 32,86%) ottiene 120 seggi; la destra del PPI conquista una ventina di deputati in più, ed è il secondo partito del Paese; vanno male sia Podemos, che con il 12,8% perde 8 seggi passando dagli attuali 43 a 35, sia Ciudadanos che crolla da 57 a 10 seggi (dal 15,9% al 6,79%). In questo quadro, la sinistra arretrala destra avanzal’estrema destra stravincei catalani si sfregano poderosamente le mani.

Ora la Spagna è per l’ennesima volta bloccata, alla disperata ricerca di un Governo, e tutti i guai sono per Pedro Sánchez, che esce ulteriormente indebolito dal voto, primo attore di una scena da ‘gran fracaso.
Sánchez ha perso su tutta la lineaè vincente eppure perdente -nei numeri e nel potere negoziale. Aveva convocato il voto, forte del successo alle europee dello scorso maggio, convinto di rafforzare il suo partito e il blocco di sinistraconvinto di riuscire essere argine all’estrema destra, convinto che con questi risultati sarebbe stato per lui più facile formare un Governo, e, infine, convinto di rimuovere la necessità di una futura alleanza con gli indipendentisti di Esquerra Republicana de Catalunya (ERC)Nessuna di queste scommesse è andata in porto. I repubblicani di ERC hanno giocato la carta di moderazione, hanno resistito e hanno portato a casa 13 deputatidivenendo la quinta forza nel Parlamento e assumendo un ruolo chiave nella formazione del Governohanno perso due seggi, ma, guardando da Barcellona, hanno vinto le elezioni.

Non bastasse, Sánchez in campagna elettorale è stato particolarmente duro con gli indipendentisti catalani, così che il Psoe ha di fatto escluso qualsiasi possibilità di dialogo con l’area indipendentistaLa giornata elettorale ci ha detto che il problema politico in Catalogna esiste e resiste a condanne, rivolte di piazza, condanne della Corte costituzionale e divisioni (che restano) tra le 3 forze indipendentiste, ci ha restituito l’indipendenza catalana non solo come un problema centrale ineludibile in fase di formazione del Governo, ma come indispensabile nella formazione del Governo.

CUP e JxCat sono considerati fuori gioco nella partita per il Governo, CUP ha dichiarato apertamente che il suo obiettivo è bloccare i lavori parlamentari, ma i 13 deputati ERC sono fondamentali se il PSOE vuole formare un governo. Senza i 13 seggi del CER, Pedro Sánchez non può essere investito nel primo turno. Potrebbe esserlo nel secondo turno, perché potrebbe ottenere 172 voti aggregando quelli delle varie minoranze, sarebbe una coalizione ‘multicolore’, molto anomala, che includerebbe aree molto diverse nell’ambito ideologico.

Un risultatoquello degli indipendentisti, che i commentatori oggi hanno definito come ‘storico’, ma che molto probabilmente non porterà risultati immediati all’indipendenza in seno al Parlamento. E’ possibile addirittura che gli indipendentisti non formino un gruppo unitario in Parlamento, CUP ha già rifiutato e ERC resiste. La Spagna oggi è molto più a destra, gli indipendentisti inutilmente vincenti, l’indipendenza ben posizionata ma al di là da venire.

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