domenica, Giugno 7

Spagna: debito perpetuo per ricostruire l’Europa? Utopia o tattica? La proposta spagnola di un fondo finanziato con debito perpetuo - prodotto finanziario adatto per finanziare investimenti molto redditizi a lungo termine- avanzata dalla Spagna secondo la lettura di Enric Casulleras Ambrós, professore di politica economica alla Universitat Central de Catalunya in Barcellona

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Al centro del Consiglio europeo di oggi, in assoluto il Consiglio più atteso da tutta l’Unione, o almeno dai Paesi del Sud, c’è il Recovery Fund, il Fondo per la ripresa europea dopo la crisi del coronavirus Covid-19.

Se l’Italia, nelle settimane che hanno anticipato questo Consiglio, si è distinta per la sua testarda rivendicazione dello strumento degli Eurobond, c’è un altro Paese che nei giorni immediatamente precedenti la riunione ha fatto parlare di sé, la Spagna. La proposta spagnola si è distinta per essere originale e articolata, quanto irrealistica’,così è stata definita dai cronisti che ben conoscono i corridoi della Commissione. In tre paginette che chi le ha viste le ha definite stringate quanto precise e chiare, la Spagna ha dimostrato di avere idee chiare e ambizioni decisamente importanti.
Madrid ha presentato una proposta che implicherebbe 1.500 miliardi di euro di sovvenzioni per superare l’emergenza Covid-19. Si tratta di bond perpetui. Strumenti di debito che non prevedono una data fissa per il rimborso. La Spagna ha chiesto l‘istituzione di un grande fondo Ue fino a 1.500 miliardi di euro finanziato con debito perpetuo, che verrebbe distribuito sotto forma di trasferimentie non di debitotra i Paesi più colpiti dalla crisi. In pratica, secondo Madrid il fondo Ue dovrebbe essere finanziato attraverso 1.500 miliardi di euro di debiti irredimibili, cioè a fondo perduto, che dovrebbero essere coperti da una parte del bilancio Ue. Gliinteressi per le obbligazioni emesse dovrebbero essere pagati direttamente dal bilancio Ue, che dovrebbe essere rafforzato facendo ricorso a nuoverisorse proprie’, basate su imposte comunitarie, come ad esempio una Carbon tax alle frontiere o una tassa sul mercato unico, o altro. La proposta ha trovato immediatamente il coro dei no dei Paesi del Nord, nonché, pare, dei Paesi Baltici e dell’Est.

L’immagine che ne è venuta fuori è quella di un Paese innovativo, capace di guardare lontano, verso la nuova economica a cui in tanti dicono di guardare dopo la tragedia del coronavirus, desideroso di costruire gli Stati Uniti d’Europa, e certamente un po’ utopistico, ma forse più ancora che utopistico tattico.

Con Enric Casulleras Ambrós, professore di politica economica alla Universitat Central de Catalunya in Barcellona, abbiamo provato capire qualcosa in più di questa proposta, per altro poco discussa fuori dalla Spagna in quanto da subito scartata come, appunto, utopistica, quasi una provocazione, utile solo per fare pressione, in particolare sui Paesi rigoristi.
Casulleras Ambrós non si fa molte illusioni, né sul vertice di oggi, Nessuna decisione verrà presa oggi. Saranno prese in considerazione solo le diverse proposte, che verranno discusse nelle prossime settimane e, in caso di accordo, dovrebbero essere finalizzate a giugno”, né sul progetto di Madrid. “Le questioni da concordare sono l’ammontare totale del piano (si stima che occorrerà circa un miliardo e mezzo di euro), se il debito è mutualizzato (ancora una volta, il dibattito sugli Eurobond) e, su proposta del Governo spagnolo, indipendentemente dal fatto che si tratti di un debito perpetuo”.

 

Professore, ci sembra di capire che questo piano vada nella direzione di un bilancio europeo vero, gestito dalla Commissione, mediante il quale la stessa, attraverso un vero e proprio Ministro dell’Economia europeo, investa in tutta Europa. E’ così?

In effetti, sembra che questa sia la proposta del Governo spagnolo, sì. I dettagli non sono ancora emersi, o almeno li ignoro. È importante pensare attentamente se gli investimenti serviranno a rilanciare l’economia nella stessa direzione in cui stava andando (e consolidare il capitalismo globale) o serviranno a promuovere un modello economico diverso, in cui l’industria è meno delocalizzata, assistendo al transizione energetica necessaria verso fonti di energia rinnovabile e cura del commercio locale e della sufficienza alimentare delle regioni e dei Paesi. La tragedia di Covid-19 dovrebbe avvisarci del fatto che questa grande globalizzazione, con il movimento incessante di navi, aerei, treni e camion pieni di passeggeri e merci, ci rende molto vulnerabili. Covid-19 è stata la prima pandemia globale, ma non sarà l’ultima. Un Ministero dell’Economia europea sarebbe uno strumento utile per coordinare gli sforzi nella direzione di ripensare il modello economico. Inoltre, è logico che se all’Unione europea viene richiesto un grande sforzo di investimento, la Commissione europea desidera controllare la realtà e l’efficacia di tali investimenti. Nel capitolo sugli investimenti pubblici, in alcuni Paesi, e in particolare in Spagna, si sono verificati gravi casi di corruzione. Dobbiamo proteggerci.

Il piano prevede un debito perpetuo il che significa che agli investitori sarebbero pagati solo gli interessi e non si prevede una restituzione del capitale. A suo avviso una proposta del genere può essere accolta dalla comunità finanziaria, dai mercati?

Ho seri dubbi sul fatto che i governi dei Paesi del nord Europa accettino queste condizioni. Debitoperpetuo significa che l’entità emittente paga regolarmente gli interessi e lo fa a tempo indeterminato. Ciò significherebbe che tali interessi sarebbero pagati dalla Commissione e, in definitiva, dai contribuenti, quest’anno e in seguito, generazione dopo generazione. I nostri nipoti e i figli dei nostri nipoti continuerebbero a pagare interessi sugli investimenti da realizzare nel 2020 e nel 2021. Non sembra molto ragionevole ipotecare il futuro di molte generazioni in questo modo. Quando si verifica un’emissione di debito perpetuo, l’emittente ha il potere di stabilire il suo ammortamento quando lo ritiene opportuno o quando può pagare il capitale. Se non puoi mai ripagarlo, il debito si protrarrà per sempre. Ciò significa che i futuri bilanci della Commissione sarebbero sempre condizionati e gravati dal pagamento degli interessi. L’idea del credito, inerente al sistema capitalista, ha a che fare con l’anticipare i rendimenti futuri. Debito perpetuo significa proiettare le catastrofi di oggi nel futuro. È una visione che si scontra frontalmente con l’idea dell’economia che economisti e cittadini del Nord Europa hanno forgiato nella tradizione luterana e calvinista e che difendono l’austerità e il risparmio come valori fondamentali.
In effetti, da alcuni anni, nelle istituzioni europee abbiamo assistito a intensi dibattiti tra l’Europa settentrionale e l’Europa meridionale, ad esempio con riferimento alla politica della Banca centrale europea. Nell’Europa settentrionale, ben consapevoli dell’importanza del valore della valuta, preferirebbero una politica monetaria più prudente e meno espansiva. Draghi ha elaborato un’ottima politica monetaria espansiva per far fronte alla crisi del 2008, ma sembra che queste misure, in linea di principio transitorie, stiano diventando permanenti. Nell’Europa settentrionale, l’idea di una politica monetaria espansiva permanente (allentamento quantitativo) produce rigetto. Se
 la proposta di debito perpetuo dovesse progredire, di cui dubito, sarebbe necessario vedere quale sia la risposta dei mercati. Se i tassi di interesse sono elevati, a lungo termine può essere un’attività finanziaria interessante, perché garantisce all’investitore una vita e un reddito ereditario, a condizione che non abbia mai bisogno del capitale iniziale.

E’ una proposta utopistica o innovativa? Quali sono i punti deboli e i punti forti?

In realtà non è un’innovazione completa: in Spagna, il debito perpetuo è una risorsa ampiamente utilizzata dagli istituti finanziari per ottenere finanziamenti nei mercati. Prima della grande crisi economica del 2008, molte entità finanziarie emettevano un debito perpetuo con il nome commerciale di obbligazioni privilegiate. Offrono interessi più interessanti, ma i compratori non potrebbero recuperare il capitale se non fosse attraverso la rivendita di tali obblighi. Molte banche e casse di risparmio, bisognose di liquidità, hanno fatto l’impressione di commercializzare questi obblighi preferenziali a livello di vendita al dettaglio, tra i piccoli risparmiatori, molti dei quali pensionati. Durante gli anni del boom, i risparmiatori che avevano acquistato obbligazioni senior erano molto soddisfatti degli alti rendimenti che stavano ottenendo, ma non erano davvero consapevoli del funzionamento del prodotto. Credevano di essere istituti di credito, ma in realtà erano titolari di debiti indefiniti. Fino al 2008, la rivendita dell’obbligazione obbligazionaria era semplice e le stesse entità finanziarie se ne occupavano quando i pensionati reclamavano il denaro. Ma a partire dal 2008, nessuno voleva acquistarli … e centinaia di migliaia di pensionati hanno trascorso molti anni senza avere accesso ai loro soldi e senza davvero capire la natura del prodotto finanziario che avevano acquistato. Fu uno scandalo monumentale in Spagna, che impiegò molti anni per risolversi. Né è un prodotto finanziario sconosciuto in Europa. La prima volta che il debito perpetuo fu emesso fu nel 1826 a Dalkeith, una piccola città scozzese vicino a Edimburgo, da un gruppo di proprietari di miniere di carbone situati in questa città. Questi proprietari ottennero dal Parlamento britannico una disposizione che li autorizzava a costituire una società per azioni con un capitale sociale 10.125 sterline, quindi una grande fortuna. Volevano costruire e gestire una linea ferroviaria tra Dalkeith ed Edimburgo per trasportare il minerale. Stiamo parlando di binari trainati da animali, dal momento che Stephenson non aveva ancora sviluppato il motore a vapore. Questa società è stata finanziata con attività finanziarie chiamate obbligazioni subordinate, che in realtà erano debito perpetuo. E con diverse varianti, il debito perpetuo è esistito nei mercati finanziari europei, anche in Germania, con alcune peculiarità: il Genussscheinen. Le obbligazioni di debito perpetuo sono un prodotto finanziario adatto per finanziare investimenti molto redditizi a lungo termine, poiché l’emittente non è vincolato dalle scadenze. La domanda che i capi di Stato europei devono discutere è se ricostruire l’Europa dopo l’epidemia sia un investimento redditizio a lungo termine. Potrebbe non essere redditizio, ma è necessario prevenire un collasso ancora più grande.

Vista da fuori ci pare una proposta molto innovativa di un Paese, di un Governo che da una parte ha capito perfettamente che il mondo si deve preparare a una nuova economia totalmente diversa da quella attuale e dall’altra che vuole per davvero andare nella direzione degli Stati Uniti d’Europa. E’ così? Ci dia, la prego, una sua lettura da dentro, da cittadino di questo Paese.

Vorrei che fosse come dici tu e che il Governo scommettesse su una nuova economia diversa e sull’unificazione politica dell’Europa. Temo che la realtà sia meno utopica. La Spagna è uno dei Paesi con il debito pubblico più alto in Europa (95% del PIL) e ha poco spazio di manovra per aiutare l’economia delle aziende e dei lavoratori autonomi in questo momento di crisi. Per questo motivo ha deciso di abbreviare il confinamento dei cittadini: le aziende tornano al lavoro anche se l’epidemia di Covid-19 produce ancora molte infezioni e c’è il rischio di un nuovo focolaio, che potrebbe far crollare il sistema sanitario. Tuttavia, il Governo spagnolo teme un collasso economico. I consulenti sanitari del Governo chiedono di allungare la chiusura, ma i consulenti economici e le lobby delle grandi società economiche stanno scommettendo per rilanciare l’economia da ora in poi. In effetti, è sospetto che sia stato revocato il confinamento per le aziende industriali e commerciali, mentre rimane lo stato di allarme. Lo stato di allarme è servito a centralizzare le decisioni riguardanti la crisi sanitaria. In condizioni normali, le competenze sanitarie sono sviluppate dalle comunità autonome, proprio come in Germania sono sviluppate dai Länder. Il problema è che in Spagna non vi sono dubbi o problemi politici che non esercitino suscettibilità all’unità della Spagna di fronte alle aspirazioni del popolo basco e in particolare del popolo catalano di raggiungere la loro piena sovranità. Quindi questa risposta centralizzata, anche stranamente militarizzata, alla crisi sanitaria di Covid-19. Siamo molto perplessi nel vedere ogni giorno ufficiali militari dare spiegazioni sulla lotta contro Covid-19. Penso che anche gli italiani sarebbero sorpresi.

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