domenica, Gennaio 20

Spagna, cresce la criminalità organizzata field_506ffb1d3dbe2

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La Spagna è sicuramente una delle mete preferite per i turisti che ne vogliono apprezzare cultura, ambiente e buon clima. Purtroppo però, sta diventando anche una delle mete principali per le trattative del crimine organizzato. Negli ultimi anni le autorità spagnole hanno riscontrato un aumento della criminalità di stampo mafioso sul proprio territorio e hanno iniziato una campagna per riprendere il controllo delle città dove i nuovi gangster si sono insediati.

Nell’ultimo anno si sono susseguiti molti arresti ad opera della Guardia Civil, effettuati in collaborazione con la Serious Organised Crime Agency (Soca) britannica. Importante quello avvenuto quest’estate ad Ibiza, dove in un solo giorno sono state arrestate 13 persone coinvolte nel traffico e nello spaccio di cocaina ed ecstasy nei party dell’isola. Dieci di questi erano di nazionalità britannica, due irlandesi ed un polacco. Secondo la Guardia Civil gli arrestati sono membri di una delle ganga più attive sul territorio e principali spacciatori di cocaina e droghe sintetiche nei nightclub e lungo le vie dell’intrattenimento dell’isola. Preoccupanti sono poi gl’intrecci che si stanno formando sul territorio spagnolo tra i gruppi delinquenziali iberici e la Camorra italiana. Le autorità spagnole hanno affermato che la Camorra è «specializzata nell’introduzione, nella distribuzione e nella vendita di droga, specialmente cocaina e chetamina» ed ingenti quantitativi di stupefacenti sono stati trovati in nascondigli riconducibili al gruppo mafioso napoletano. Sembrerebbe dunque che la Camorra, che negli ultimi tempi è stata duramente colpita dalle forze di polizia italiane, voglia avviare una sorta di start up della droga proprio in Spagna per differenziare e mettere al sicuro i propri introiti.

Il fenomeno del narcotraffico in Spagna però non è un fatto recente. Esso si è infatti sviluppato durante gli anni ottanta, prevalentemente in Galizia regione a nord ovest della Spagna, approdo preferito dei trafficanti. La Galizia si è distinta come luogo idoneo ai traffici di droga ma immune alle presenze di gruppi criminali esterni in quanto è un area molto diversa dal resto della Spagna. Autonoma e contratti culturali e linguistici a metà tra lo spagnolo e il portoghese, essa è molto chiusa e difficilmente penetrabile da gruppi esterni. Qui il traffico è gestito dai gruppi locali che importano la merce, la fanno approdare con sicurezza sulle coste galiziane e poi la diffondono, anche attraverso contatti con i gruppi esterni.

Nel resto della Spagna però, benché i gruppi criminali siano molto numerosi e di varia provenienza, va sottolineato che gli elementi autoctoni sono più deboli di quelli ‘importati’ dall’estero. Questo probabilmente è da imputare al periodo della dittatura di Francisco Franco, che ha notevolmente ridotto la capacità dei gruppi criminali di formarsi e radicarsi nel territorio. La fine della dittatura ha però aperto le porte della Spagna ai gruppi esterni che hanno iniziato ad investire nel territorio iberico. Questo è avvenuto a causa di tre fattori, spesso interconnessi. Il primo è sostanzialmente riconducibile alla fuga dei latitanti da altri Paesi. Braccati in patria, la neo democratica Spagna è apparsa essere un ottimo rifugio dove ricominciare daccapo o scomparire. Ad esempio, sono stati numerosi gli arresti di appartenenti al clan degli Spagnoli di Scampia, che per anni hanno trovato rifugio nella penisola iberica. In secondo luogo Madrid, che dopo la dittatura lanciò un impressionante processo di espansione economica per rimettersi al passo con il resto d’Europa, è sembrata un ottima meta per il riciclaggio del denaro sporco. I settori più interessanti per la criminalità organizzata sono risultati essere quello del turismo, fortemente viluppo nel Paese, e quello immobiliare. Entrambi questi settori sono caratterizzati da un elevata circolazione di denaro contante, ideale per il ‘lavaggio’ del denaro sporco e, inoltre, sono spesso ambienti multiculturali dove è facile nascondersi e celare la propria identità. A rendere allettante la Spagna per questo tipo di operazioni vi è poi anche il fatto che essa si trova vicina ad un notevole paradiso fiscale, Gibilterra, e non è lontana nemmeno dalla Svizzera. Infine la penisola iberica, a causa della sua posizione geografica, svolge il ruolo di porta d’ingresso per i traffici provenienti dal Sud America e dal Marocco, essa è infatti il principale punto d’approdo per i carichi di cocaina diretti verso il continente europeo. Un dato, per far capire le dimensioni del fenomeno spagnolo, è quello dei sequestri: da sole le forze di polizia spagnole sequestrano il 50% della cocaina sequestrata in tutto il resto dell’Europa. 

Oggigiorno la situazione vede la maggioranza dei gruppi criminali sul territorio provenienti da Italia, Sud America e Russia, con spazi ristretti occupati dai galiziani, alcuni gruppi baschi e pochi andalusi. A differenza però dei passati vent’anni la situazione non è più aggravata dall’inefficienza delle istituzioni e dall’impreparazione delle forze di polizia. Al di là delle leggi entrate in vigore per fermare questi traffichi e salvaguardare la popolazione, il governo spagnolo sostiene dal 1997 alcune unità speciali, le Unidades de Droga Y Crimen Organizado (UDYCO), volte a reprimere la criminalità organizzata in tutti i suoi aspetti. 

E’ dunque possibile affermare che oggi la Spagna non è più un rifugio sicuro per i latitanti, ma purtroppo l’odierna crisi economica la rimette in testa tra le mete preferite dal crimine per il riciclaggio, come dimostrato dal massiccio acquisto di beni immobili in Costa del Sol da parte di individui e società russe di dubbia legalità. Soprattutto in Galizia poi, i gruppi criminali locali si sono riorganizzati, lasciando perdere le grandi organizzazioni gerarchiche per dare spazio a piccoli gruppi autonomi dove gli individui possono operare in diversi di questi. Il caso galiziano poi è interessante per il ruolo svolto dai ‘lancheros’ possessori di barche veloci e abili uomini di mare, trasportano per il miglior offerente i carichi di droga. La capacità di questi individui di evitare i controlli e i blocchi ha messo in seria difficoltà la polizia locale, che non potendosi più occupare di una sola organizzazione si è trovata a combattere contro centinaia di narcotrasportatori indipendenti. Questo metodo d’importazione è riconosciuto a livello mondiale come estremamente efficace e ha portato, quando ancora si occupava del caso, il procuratore antimafia Pietro Grasso a definire i galiziani come «i più grandi importatori di droga di tutta Europa».

Il problema della criminalità organizzata in Spagna è dunque lontano dall’essere risolto e questa crisi, con il carico di disperazione che si porta dietro, non può fare che peggiorare le cose.

 

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