giovedì, Dicembre 12

Spagna: Ceuta, terra di immigrati e jihadisti

0

Ceuta, città autonoma spagnola situata nel Nordafrica, enclave spagnola del Marocco di 85.000 persone, alla ribalta internazionale quale punto di approdo dei migranti che provano entrare in Europa dalla rotta orientale, quella della Spagna, è da ieri città sulla quale si puntano i riflettori nel tentativo di fare luce sull’attentato di Barcellona. La città, infatti, sarebbe il punto più caldo della rete dei terroristi islamici spagnoli di seconda generazione originari appunto del Marocco.

Oggi la Spagna ha riaperto il transito delle merci dal Marocco verso l’enclave di Ceuta. Il posto di controllo di Tarajal era stato chiuso il 9 agosto dopo che centinaia di migranti privi di documenti avevano tentato di attraversare la frontiera per arrivare poi in Spagna. Tarajal è uno snodo cruciale: folle di migranti si avvicinano al checkpoint in attesa di poter attraversare il confine. Nei giorni scorsi centinaia di migranti hanno tentato di entrare in Spagna e sono stati bloccati dalle forze dell’ordine marocchine, e la Guardia Costiera iberica ha tratto in salvo altrettante centinaia di persone provenienti dal Marocco.

L’emergenza a Ceuta è la conferma della ripresa della rotta orientale dei migranti, dall’Africa nord-orientale alla volta della Spagna attaverso le acque dello Stretto di Gibilterra, secondo l’organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), la quale, per altro, sottolinea che dal primo gennaio al 9 agosto sono 8.385 i migranti giunti in Spagna– senza contare quelli che sono riusciti a penetrare nelle due enclave di Ceuta e Mellilla.

La Spagna non ha le risorse, nè le capacità per far fronte all’ondata crescente di arrivi di migranti: è l’allarme lanciato ieri dall’ufficio dell’Alto commissario dell’Onu per i rifugiati (Unhcr). Maria Jesus Vega, portavoce di Unhcr Spagna, ha spiegato che fra le principali criticità ci sono la carenza di fondi delle forze di polizie iberiche, oltre alla mancanza di interpreti e di alloggi per ospitare i nuovi arrivati. «Alla luce dell’attuale aumento degli arrivi», ha sottolineato la portavoce dell’Unhcr alludendo all’intensificazione degli sbarchi dopo il rafforzamento dei controlli lungo la rotta per l’Italia nel Mediterraneo centrale, «ci sono situazioni di sovraffollamento che le autorità locali si trovano a gestire nei punti di sbarco». «Lo Stato», ha aggiunto, «non ha neppure le risorse per fronteggiare i flussi normali di migranti, tra cui ci sono molte donne e bambini. Ciò che chiediamo è che vi siano i giusti meccanismi per assicurare che le persone che arrivano siano trattate con dignità“.

In totale sono 9.300 i migranti arrivati in Spagna via mare quest’anno, per lo più dal Marocco e in piccola percentuale dall’Algeria, a cui si aggiungono i 3.500 che sono riusciti a entrare nelle enclave di Ceuta e Melilla, in Marocco. Come osserva un portavoce dell’Unhcr da Ginevra, William Spindler, nel Mediterraneo da decenni ci sono tre rotte per i migranti: «Quella orientale dalla Turchia alla Grecia, quella del Mediterraneo centrale e poi c’è sempre stata la Spagna. Se ci sono sforzi per ridurre gli arrivi lungo una rotta, un’altra tende ad aprirsi».

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.