mercoledì, Settembre 23

Spagna: Borrell non fa rima con Forcadell Borrell condanna la repressione di Trump contro gli afroamericani e plaude a quello dello Stato spagnolo (di cui è stato Ministro) contro gli indipendentisti catalani. Forcadell ha già scontato 800 giorni di carcere per aver promosso la più grande mobilitazione popolare nella storia dell'Europa

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Sembra che la pandemia sia rientrata (non sparita) in Spagna e in Italia. Invece, dagli Stati Uniti arrivano cattive notizie, non solo a causa del coronavirus Covid-19.
Scorsa settimana abbiamo assistito con preoccupazione alla repressione che Donald Trump ha esercitato contro i cittadini americani, legittimamente oltraggiati dalla violenza arbitraria della Polizia. E abbiamo sentito, attoniti, Josep Borrell, capo della diplomazia europea, affermare che «le società devono rimanere vigili contro l’uso della forza e garantire il rispetto dei diritti umani». Attoniti, perché Borrell applaudì alle percosse della Polizia spagnola contro gli elettori catalani e giustificò la prigionia dei leaders dell’indipendenza. Il cinismo di questa frase, sulle sue labbra, è offensivo per molti catalani.

Questa settimana si sono compiuti i primi 800 giorni di carcere per Dolors Bassa e Carme Forcadell, due signore parlamentari rispettivamente di 61 e 65 anni, psicopedagogista la prima e filologa la seconda.
Formalmente, Carme Forcadell è condannata per il crimine di sedizione: secondo la sentenza, la sua posizione privilegiata come Presidente del Parlamento della Catalogna, nel 2017, le ha assegnato un ruolo decisivo per proteggere una legislazione parallelacarente di validità’. La Corte suprema spagnola ha ignorato che questa legalità repubblicana era pronta ma non è mai entrata in vigore; il Governo catalano e il suoPresidente, Carles Puigdemont, hanno deciso di bloccare gli effetti legali della proclamazione della Repubblica catalana a fine di ottobre 2017 per evitare un bagno di sangue: i preparativi degli organi spagnoli e delle forze di sicurezza hanno fatto prevedere la violenza repressiva estrema, di cui era difficile dubitare dopo le percosse ricevute dalla popolazione civile il 1 ° ottobre 2017.

Da parte catalana non vi è stata violenza, né èstata attivata la dichiarazione di indipendenza. Al fine di giustificare il crimine di sedizione della signora Forcadell, la Corte suprema ha dovuto destreggiarsi tra equilibrismi da circo e serietà procedurale. Come si spiegano gli 800 giorni di carcere scontati dalla signora Forcadell e gli otto anni e mezzo di condanna che ancora l’attendono?

Si spiegano, naturalmente, da ciò che questa signora rappresenta: Carme Forcadell è stata, tra il 2012 e il 2015, Presidente dell’Assemblea nazionale catalana, un’organizzazione civile, attivista e pacifista che ha promosso dibattiti, conferenze e atti collettivi a favore dell’autodeterminazione della Catalogna. Un’autodeterminazione che è stata l’aspirazione di centinaia di migliaia di catalani per generazioni, e maggioritaria dal luglio 2010 (data in cui la Corte costituzionale spagnola ha rotto il patto territoriale della Costituzione del 1978 con una sentenza senza precedenti). Il 13 marzo 2013, la stragrande maggioranza dei deputati del Parlamento catalano (104 deputati, compresi quelli del CPS, su un totale di 135) ha approvato una mozione a favore dell’autodeterminazione e ha chiesto di avviare negoziati con il Governo spagnolo per organizzare un referendum. Orecchie sorde in Spagna.

Il risultato più spettacolare dell’Assemblea nazionale catalana è stato l’organizzazione della Via Catalana: centinaia di migliaia di cittadini si sono uniti, l’11 settembre 2013, formando una catena umana da Vinaròs, nella comunità valenciana, a Voló, in Francia, attraverso Catalunya, di oltre 400 km … per rivendicare il loro diritto politico all’autodeterminazione. Esiste un solo precedente simile nella storia dell’Europa e del mondo: nell’agosto 1989, a partire dalla Torre Pikk Hermann, a nord di Tallinn, gruppi di estoni, lettoni e lituani si erano stretti la mano per 560 chilometri fino alla Cattedrale di Vilnius. I cittadini baltici protestarono contro l’accordo tra Stalin e Hitler che cinquant’anni prima li avevaunificati all’Unione Sovietica contro la loro volontà. Nel 1991, con il fallimento del colpo di Stato dei generali russi contro Michail Gorbačëv, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno celebrato la loro indipendenza.

I catalani non hanno meno diritto all’autodeterminazione di lituani, lettoni ed estoni; ma lo Stato spagnolo lo nega. Questa è l’unica ragione per gli 800 giorni di carcere della signora Forcadell e la condanna a 100 anni per tutti i leader politici e sociali incarcerati.

Un democratico deve indignarsi quando Donald Trump ordina di colpire i manifestanti americani, quando l’Unione europea non vuole salvare i naufraghi nel Mediterraneo, e quando il Governo spagnolo reprime attivisti e elettori indipendentisti.I diritti umani dovrebbero essere indipendenti dal colore della pelle, dal luogo di nascita e dal desiderio di libertà delle persone. Ogni nuovo giorno in cui prigionieri politici rimangono in prigione è un attacco ai diritti umani perpetrato dallo Stato spagnolo.

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Sull'autore

Docente della Universitat de Vic, Departament d'Economia i Empresa