domenica, Agosto 25

‘Space19+’: che ne sarà dello spazio italiano? Tra meno di tre mesi i Ministri UE a ‘Space19+’ dovranno stabilire le sorti della politica spaziale europea; chi rappresenterà l’Italia? quali gli interessi nazionali difesi?

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Non è stato un fulmine a ciel sereno, la caduta dell’Esecutivo. Gli exploit del Ministro dell’Interno sulle spiagge amiche e tutta la pantomima, sempre più vicina alla retorica, dei diversi ventenni passati– lasciavano immaginare che la campagna elettorale della Lega fosse già stata pianificata e promossa da tempo. In fondo, non è anche questa l’espressione del Governo del cambiamento?

Che l’Italia sia stata diretta da componenti di falsi amici lo dobbiamo già al Gabinetto di Enrico Letta, di Matteo Renzi e di Paolo Gentiloni. Un modo improbabile di governare un Paese, ma pur sempre ammissibile. Quindi non riteniamo sia stato per i contrasti interstini che possano essere saltati i giochi di Palazzo, quanto per un mero calcolo di probabilità numeriche seguite alla consultazione dell’europarlamento. Prendiamo a prestito il titolo del film ‘Business is Business’ del 1915, prodotto dall’Universal Film Manufacturing Company, per dare un senso alle nostre preoccupazioni.

Infatti, se è vero che dopo la tornata elettorale relativa alla sfiducia dal Parlamento, che potrebbe avvenire non prima del 20 o del 21 agosto, e che si definirà non prima del 13 ottobre, a meno di una vittoria che consolidi il desiderio dei pieni poteri invocati da vice premier leghista, sarà poco probabile possa consolidarsi con la costituzione di un Esecutivo in tempi rapidi.

Intanto sui tavoli depotenziati del governo si accumuleranno molti dossier: troppi per pensare di sopravvivere, piccoli pesci tra i banchi di squali. Da nostro punto di vista ne palesiamo uno che seguiamo con la nostra puntuale attenzione: quello dello spazio europeo.

Già. Perché nonostante i sottintesi ‘me ne fregorivolti ora a questo, ora a quella istituzione continentali, o ai flirt non sempre trasparenti con potenze più distanti, noi pensiamo che gli impegni di decenni e gli accordi consolidati vadano seguiti, pur con tutte la riproposizioni necessarie per salvaguardare i patrimoni e gli interessi nazionali. Così proviamo a ricordare un passaggio chiave di uno degli appuntamenti che si avvicinano a grandi passi.

Lo scorso 25 ottobre, Pedro Duque, Ministro spagnolo della Scienza, dell’Innovazione e dell’Università, ha presieduto la Riunione Ministeriale Intermedia (IMM18) tenutasi presso il Centro Europeo di Astronomia Spaziale dell’ESA di Villanueva de la Cañada, a Madrid, assieme agli omologhi degli Stati membri e ai responsabili delle agenzie governative di settore. Si è trattato di una pietra miliare sulla strada perSpace19+’, per la costruzione del Consiglio ESA a livello ministeriale che si terrà a novembre 2019 a Siviglia. Sarà quello l’appuntamento focale a cui facciamo riferimento, per la costruzione della mappa dei finanziamenti e dell’attuazione dei programmi spaziali in Europa dopo il 2019.

La preoccupazione che condividiamo con i nostri Lettori è questa: tra meno di tre mesi i Ministri delegati dovranno stabilire le sorti della politica spaziale europea. Scienza ed esplorazione, applicazioni, accesso allo spazio, operazioni e ricerca & sviluppo, sicurezza spaziale. Sono argomenti forti, lontani forse da un’attrazione mediatica declamata dalla celebrazione di grandi eventi, ma fondamentali per la protezione delle infrastrutture e per le sfide del secolo come la meteorologia spaziale, la difesa planetaria dagli oggetti vicini alla Terra la copertura dai detriti spaziali. L’elenco è incredibilmente lungo e fa parte di un pacchetto di attività che coinvolge università, centri di ricerche, imprese manufatturiere ed erogatrici di servizi. Un interesse per non meno di 10.000 professionisti in Italia che lavorano a livello quasi sempre internazionale per costituire un portafoglio di esportazioni e di prodotti utili alle esigenze nazionali. E al contributo della sua ricchezza.

Poco dopo la riunione della capitale spagnola, la nostra agenzia ha attraversato una fase di preoccupante instabilità[In questi giorni di vacanza ci permettiamo di consigliare la lettura della serie di interventi che nei mesi scorsi abbiamo fatto sul tema e che trovate in chiusura di questo testo.] E onestamente non riteniamo sia uscita definitivamente dalle sue secche in cui si era arenata. Immaginiamo, quindi, che senza precise linee guida governative, all’aggressività che ci sembra necessario sfoderare in un tavolo di alto valore economico, possano sovrapporsi un atteggiamento di quieta accondiscendenza e di pericolosa remissività.

Ma su piano squisitamente finanziario, chi sarà l’italiano che difenderà le posizioni del suo Paese in quella prossima data? Lo scenario che si presenta ci fa porre diverse domande. Sarà la voce di un nuovo Ministro con un bagaglio ancora non definito delle informazioni necessarie? Oppure, dettare le posizioni toccherà al rappresentante di un Governo ormai agonizzante che ha poco interesse a guardare il futuro? O tutto sarà relegato a funzionari costretti a giocare una partita che non gli competono valicando gli esili confini di interessi sovrapposti?

E quali saranno le priorità su cui il nostro Paese potrà far leva? Saranno protetti gli interessi delle imprese di quella zona costellata di collegi elettorali amici o finalmente prevarranno le opportunità nazionali anche se dovessero essere in contrasto con le guide più scontate ma che daranno vita a programmi remunerativi e di grande opportunità?

Sono quesiti importanti. Le risposte potrebbero valere diverse centinaia di milioni, posizioni occupazionali e soprattutto, il futuro della nostra Nazione.

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