domenica, Agosto 25

Sospesa Rousseff, il Brasile ad interim field_506ffb1d3dbe2

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Sono stati 55 i voti del Senato brasiliano a favore e 22 contro per la procedura di impeachment che prevede la sospensione di 180 giorni della presidente Dilma Rousseff. «Senza riuscire a identificare il reato commesso, il Senato federale ha deciso di allontanare la presidente e proseguire l’impeachment», commenta lei su facebook. La votazione era iniziata attorno alle 9 di ieri (le 14 in Italia) per proseguire fino alle prime ore del mattino di oggi: in tutto la sessione plenaria che la allontanerà per consentirgli la difesa davanti alla Corte suprema è durata 20 ore e mezza. Dilma lascia la presidenza dopo un anno e quattro mesi dall’inizio del suo secondo mandato, a gennaio 2015 per lasciare la guida del paese al suo vice, Michel Temer che ne assume la presidenza ad interim. Gli unici commenti che sono finora arrivati sono quelli che la stessa presidente ha rilasciato su facebook in cui definisce senza mezzi termini che si tratti di un vero e proprio «golpe». Intanto si sono svolte a Brasilia, San Paolo e nelle altre grandi città del Paese numerose manifestazioni a favore e contro la presidentessa. In alcuni casi le proteste sono degenerate in scontri con le forze dell’ordine, che sono ricorse a gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti.

Anche in Venezuela la tensione è alta. Il governo venezuelano ha infatti impedito che stamattina l’opposizione manifestasse a favore del referendum per revocare il mandato del presidente Nicolas Maduro, bloccando lo svolgimento del corteo e aggredendo con gas lacrimogeno il candidato presidenziale antichavista e in passato candidato alla presidenza Henrique Capriles. «Gli hanno spruzzato un gas in faccia e hanno dovuto portarlo via, ci sono blocchi della polizia dappertutto, stanno sparando pallettoni di gomma e lacrimogeni», ha raccontato alla stampa Julio Borges, deputato del Tavolo di Unità Democratica (Mud, coalizione antichavista). La motivazione delle proteste è la lentezza con la quale l’organismo sta controllando le firme raccolte per indire il referendum contro Maduro. È mentre il corteo, composto da migliaia di manifestanti, stava cercando di raggiungere la sede del Consiglio Nazionale Elettorale per protestare, che la Guardia Nazionale lo ha bloccato all’ingresso del municipio di Caracas.

Anche in Francia sono in atto manifestazioni di protesta un po’ in tutto il paese su appello dei sindacati che si oppongono alla riforma che dovrebbe dare più flessibilità alle regole del lavoro. Il “Jobs Act” francese è in agenda dalle 16:00 di questo pomeriggio al tavolo dell’Assemblea Generale che se dovesse approvarla vedrà il passaggio al Senato. Sulla riforma il governo di Manuel Valls ha deciso di porre la questione di fiducia provocando l’ira di molti dei cittadini scesi in piazza ad esprimere il proprio dissenso. I primi incidenti nella manifestazione si sono tramutati ormai in una battaglia tra forze dell’ordine e dimostranti. Un ragazzo è stato ferito alla testa, secondo quanto si apprende. Tre i fermati, sassi e oggetti di ogni tipo contro la polizia, lacrimogeni da parte degli agenti.

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