sabato, Agosto 8

Sono Porci Questi Umani field_506ffb1d3dbe2

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Delle volte mi faccio fuorviare da particolari trascurabili che adotto come asse portante dei miei articoli e non vedo ciò che ho sotto il naso.

Ovvero, ieri mi sono aggrappata al boxer di Roberto Cota – ma quelli come lui ce li hanno di tessuto robusto, magari seta da paracadute – e mi son fatta sfilare sotto il naso, come una pischelletta, la vera notizia, ovvero la sentenza ammazza-Porcellum della Corte Costituzionale.

Naturalmente c’è chi ha raccolto il tema con maggiore abilità di quanto avrei saputo fare io, ovvero  il mio idolo Massimo Gramellini, che ha imbastito un ironico, serissimo ‘Buongiorno’ (ma è stato cantore, in realtà, di una notte senza fine) sulle conseguenze della sentenza della Consulta di illegittimità della legge elettorale fino ad ieri vigente.

Il titolo è di icastica sintesi: ‘Bordellum’, e ci troviamo davvero davanti ad un caos d’imprevedibile entità, una sorta di effetto domino in cui si sfalda l’intero sistema istituzionale (che già si mantiene in piedi con gli spilli).

Chissà per quale morbosa devianza di pensiero, mi vengono a galla alcuni versi che a scuola ci venivano tatuati nella memoria a lettere di fuoco, dal manzoniano Conte di Carmagnola: ‘S’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo’; ovvero, siamo accerchiati da una situazione di assoluta confusione, con un popolo di parlamentari eletti illegittimamente (meno male: il livello di certi carri bestiame chiamati Gruppi parlamentari è talmente infimo che rappresenta un vero sollievo che il popolo sia assolto dalla responsabilità di averli portati in Camera e Senato), ivi compresi il Presidente del Consiglio; un Governo che ha avuto la fiducia da quelli che in pratica son dei pellegrini (con l’unica eccezione dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che sta lì in base al dettato costituzionale, il quale liquida gli ex Capi dello Stato col laticlavio di Senatore a vita). Questo crollo istituzionale produce, in re ipsa, l’illegittimità della Legge Severino, ovvero della radice giuridica di una certa decadenza – ma, d’altronde, il decaduto non sarebbe neanche passibile di decadenza, essendo un senatore illegittimo, con buona pace del suo atto di nascita -, ma lo è anche la Corte Costituzionale illegittimante, giacché composta di 15 membri, di cui i 2/3 nominati da organi dello Stato illegittimi, ovvero il Presidente della Repubblica illegittimo   -in entrambi i mandati, dato che il Porcellum contava 8 anni, dunque fino a Ciampi si aveva un Parlamento votato da deputati e senatori eletti con una legge valida- e lo stesso anti-Parlamento indebitamente insediato a Montecitorio ed a Palazzo Madama (come gli anti-conclavi degli anti-Papi medievali); un terzo dei giudici costituzionali si salverebbe in quanto nominato dalle magistrature ordinaria e amministrativa.  

A proposito di magistratura, in quanto a sentenze, l’altro ieri ce n’è stata un’altra che non passerà come acqua su marmo: è quella sull’uso clinico della Stamina e sui suoi effetti, riguardo ai quali c’è una lunga diatriba fra chi la ritiene una mano santa e chi, invece, è convinto che sia un palliativo.

Anche in quel caso, a  rimettere il boccino in gioco è stata la magistratura (stavolta amministrativa), provocando una caduta massi non da poco.

A dare una risposta risolutiva che va a spiegare il perché di questa situazione ingarbugliata e di tutte le altre, dalla notte dei tempi, interviene una recente scoperta bio-palenteologica: già sapere che discendiamo dalla scimmia era per me motivo di sconforto; da quando, però, lo scienziato statunitense Eugene Mc Carthy (che buffo che, nel suo nome di battesimo si trovi una radice che lo vorrebbe ‘ben-nato’) va predicando che nella nostra linea evoluzionistica, oltre che a quello degli scimpanzé, c’è anche il suino, mi sono cascate le braccia.

Certo, ho tuonato contro le porch- erie che spuntano come funghi e sono i nostri chiodini di tortura ma mai immaginavo che la scienza riuscisse a trovare una liaison genetica così imbarazzante! E voltavo la testa quando si facevano audaci esperimenti medici che univano l’uomo e il maiale, preferendo sospirare sul sanguinaccio di Carnevale della mia infanzia.  Nè tenevo in considerazione i segnali lanciati da Omero nell’Odissea, con tutta quella questione della Maga Circe, limitandomi a riflettere sul potere femminile di trasformare gli uomini in tanti porci…

Il porco, dunque, è in me nella stessa misura in cui c’è in Napolitano, in Letta e persino in Calderoli e finanche nel laureato decaduto (non per sentenza della Corte Costituzionale ma per sua deficienza costituzionale) Renzo Bossi, il che un po’ mi fa specie.

Ma che, volevo essere umana senza pagar pegno, mi direte voi? A ben rifletterci sì, perché il tempo trascorso a studiare e a indirizzare l’intelletto verso un’idrovora culturale che mi sollecita e mi affascina, mi fa presumere che sia questo elemento a fare la differenza.

Dunque, oltre a illegittimi (con tutte le sfumature del meticciato), siamo pure ibridi, come una rosa o un cavolfiore… Voglio il pianetino del Piccolo Principe per ritirarmici, in compagnia della Rosa… ibrida pure lei, poverina…

 

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