domenica, Giugno 16

Sono morte cinque stelle: chi di rete ferisce di rete perisce Una domanda, intanto, sorge spontanea: se i 5S hanno preso 13milioni di voti, si ritrovano poi solo in 52.000 a esprimere un voto su un fatto così importante? Se il 3% detta legge, la democrazia digitale è la dittatura reale

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Abbiamo una notizia dallo spazio (virtuale) e una dallo spazio (fisico): i 5S sono morti. E la sentenza di morte se la sono data loro stessi: chi di rete ferisce di rete perisce.

Infatti, l’elettorato 5S,  che inizia coi forconi in mano pronti a infilarli verso chi compie, o solo è sospettato di compiere, illegalità di ogni sorta,  finisce poi per tenersi al suo fianco uno che ha infranto la legge in base alle accuse dei magistrati rivolte a Matteo Salvini. L’elettorato 5S ha detto che Salvini, prima di ogni processo, è già innocente. Ergo, i colpevoli sono i magistrati, che hanno pure esteso a Luigi Di Maio l’accusa riferita a Salvini. Insomma, un voto per due; due piccioni con una fava. Bene. Così ragiona quello che è l’odiato numero 1 dei 5S, Silvio Berlusconi, secondo il ragionamento che i 5S attribuiscono a Berlusconi. Ergo, siccome Berlusconi diceva che il primo problema dei magistrati è psichiatrico, i 5S dichiarano che anche per loro i magistrati sono matti. Con buona pace di quel Travaglio che dava del matto a Berlusconi e che ha sempre detto ogni bene dei 5S: Travaglio, ci dica, son tutti matti e lei l’unico savio, o nella gabbia  psichiatrica anche lei si è guadagnato un posto?

Si, lo spettacolo è proprio da manicomio. Gli elettori della rete che hanno detto ‘no’ a processare Salvini e Di Maio sono 52.000. Un mistero: se i 5S hanno preso 13milioni di voti, si ritrovano poi solo in 52.000 a esprimere un voto su un fatto così importante? Ma dove stavano gli altri 12.948 milioni di votanti? Sono così poveri da non poter comprarsi un computer, né pagarsi il collegamento in rete? E che cazzo di democrazia è quella che abbatte del 97% il suo dato originario? Forse, bisogna chiedere a Cirino Pomicino questo abisso statistico, Pomicino che è l’uomo del Sud che ha lavorato per i voti del Sud ai 5S. E se Pomicino non risponde, facciamoci una domanda: e che cazzo di democrazia è quella democrazia digitale che prende per maggioranza il 3% sul 100%?.
Se il 3% detta legge, la democrazia digitale è la dittatura reale.

Pomicino-Geronimo (col nome del noto capo indiano il sudista firmava i suoi pezzi su ‘Il Giornale’), neanche in questo caso sa dare una spiegazione? Magari Davide Casaleggio, il cyborg delle giostre, potrebbe dirci qualcosa. Lo farà? Se gli è complicato rispondere in merito a ciò, è alla sua portata spiegarci come dobbiamo intendere un voto che di fatto ha dato una sponda a Salvini che sta portando alla deriva i 5S?

Davide Casaleggio lo sa che senza i suoi elettori la piattaforma Rousseau  -tra l’altro una vera schifezza informatica se va in tilt ogni volta che deve raccogliere voti (forse Davide Casaleggio deve aumentare la quota che i parlamentari e i consiglieri 5S versano alla piattaforma, per renderla davvero efficiente)-, va in fallimento? Per altro, di qualche interesse questo servizio di oggi sulla ‘scatola nera di Rousseau’.
E di più lo sa che chiamare Rousseau una rete politica che raccoglie consensi come la sua piattaforma raccoglie, tra pubblicità e centesimi per ogni ingresso alla stessa, farebbe vomitare Rousseau?

No, qualcosa non torna. O qualcosa finalmente di dimostra: i 5S vogliono il potere e, una volta raggiunto, se lo tengono stretto come ogni altro partito di potere si tiene stretto il potere quando lo raggiunge.
Oppure, se proprio non vogliamo pensar male di tutti gli elettori 5S, dobbiamo concludere così: ogni sito che opera in internet abbiamo imparato che può manipolare i risultati. La piattaforma Rousseau ha manipolato i voti degli elettori? Ha fatto diventare maggioranza un esito che era minoranza? Non lo sapremo mai, ma come si fa a fidarsi di Davide Casaleggio, il presidente della piattaforma Rousseau, che per soldi sta scendono ai patti più biechi per non perdere i vantaggi che lo stare al potere dà?

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