giovedì, Dicembre 12

Somalia: quale la verità sulle sanzioni UE al contingente burundese?

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Kampala – Lo scorso aprile l’Alto Rappresentante della Unione Europea, Federica Mogherini, decretò la sospensione degli stipendi elargiti ai soldati burundesi impegnati nella lotta contro i terroristi Al-Shabaab in Somalia sotto bandiera della Unione Africana, la Missione AMISOM. Il provvedimento fu adottato per creare ulteriori pressioni al regime illegalmente al potere dal agosto 2015 che sta compiendo una brutale repressione della popolazione in cui è inserito un genocidio strisciante contro la minoranza sociale tutsi. La sospensione seguiva il congelamento di 432 milioni di Euro di aiuti umanitari e bilaterali decisa dal Parlamento Europeo in considerazione delle gravi violazioni dei diritti umani e la mancata volontà da parte del regime di partecipare seriamente ai colloqui di pace per trovare una soluzione politica alla guerra civile in corso dal maggio 2015.

La decisione della UE aveva trovato grande soddisfazione presso l’opposizione burundese e messo seriamente in difficoltà il regime che sta disperatamente lottando per trovare i finanziamenti necessari per comprare armi, munizioni, pagare i mercenari ruandesi delle FDLR e forse assoldare mercenari occidentali al fine di poter vincere la guerra civile ed imporre al Paese una dittatura HutuPower. Una dittatura sotterfugio per poter continuare gli affari e depredare delle scarse risorse nazionali da parte del dittatore Pierre Nkurunziza e del suo ristretto cerchio di fedeli. Opposizione e Società Civile burundesi speravano che il provvedimento costringesse i soldati burundesi del contingente AMISOM (5.432 uomini) a rientrare nel Paese unendosi alla ribellione armata decretando la fine del regime.

A distanza di due mesi tale scenario non si è verificato. Le truppe burundesi rimangono in Somalia e non vi è nessun accenno di malcontenti o di voler ritornare in patria. Una situazione incomprensibile. I soldati burundesi, come del resto tutti i soldati delle altre Nazioni che compongono il contingente militare AMISOM, combattono in Somalia esclusivamente per ricevere uno stipendio che è 6 volte maggiore di quello percepito in normale servizio. Visto che il regime FDLR-CNDD non può supportare il pagamento dei suoi soldati in Somalia, chi continua a pagarli per evitare che rientrino in Burundi divenendo un pericolo per la dittatura?

La risposta ci viene indirettamente dall’Uganda. Il Uganda People Defence Forces – UPDF (l’esercito ugandese) in questi giorni sta rivedendo il suo impegno militare in Somalia. Per la prima volta dal 2007 è stata ventilata la possibilità di un ritiro della truppe. Il portavoce del UPDF, il Colonnello Paddy Ankunda, informa che è stato costituito un specifico comitato di politici, militari ed esperti per considerare tutte le opzioni da adottare in Somalia. Secondo la rivelazione fatta alla BBC da una fonte protetta all’interno del UPDF, il presidente Yoweri Museveni avrebbe già avvertito le rappresentanze occidentali in Uganda sulla possibilità di ritirare le truppe dalla Somalia.

Il ventilato ritiro dalla AMISOM potrebbe compromettere l’impegno di liberare il Paese del Corno d’Africa dal terrorismo e potrebbe compromettere l’attuale governo somalo con gravi ripercussioni internazionali proprio quando i servizi segreti africani e occidentali informano dei tentativi del ISIL DAESH di stabilire una base proprio in Somalia. Forte di 6.223 soldati, il contingente militare ugandese rappresenta la prima forza a disposizione della AMISOM attiva dal 2007. Una forza che ha garantito la liberazione di gran parte del territorio nazionale. L’AMISOM è composta da 21.500 soldati di cui oltre la metà sono ugandesi e burundesi. Il terzo contingente è quello keniota con 3.664 uomini seguito dalle Forze di Difesa di Djibouti: 2.000 uomini. Il supporto militare di altri Stati africani all’interno della AMISOM è praticamente simbolico. La Nigeria ha messo a disposizione 200 poliziotti. Il Ghana 56 poliziotti e finora la Sierra Leone non ha ancora inviato gli 850 soldati promessi mantenendo in Somalia solo 47 poliziotti.  Il contingente etiope, che opera all’esterno della AMISOM conta 4.395 uomini.

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