giovedì, Ottobre 29

Somalia: è guerra tra Somaliland e Puntland Per disinnescare la miccia, La soluzione dovrebbe necessariamente passare attraverso vari compromessi tra cui l’impossibilità di mettere in discussione l’entità statale della Terra dei Somali

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Lunedì 9 gennaio reparti dell’esercito della Republlica del Somaliland (la Terra dei Somali) hanno oltrepassato il confine delle regioni contestate di Sool scontrandosi con le truppe dello Stato semi autonomo del Puntland confederato al Governo Federale di Transizione di Mogadiscio. Violenti scontri si sono verificati nella cittadina di Tukaraq nella regione di Sool situata a 86km da Garowe, la capitale amministrativa del Puntland.  Dopo aver perso Tukaraq, le truppe del Puntland sono riuscite a fermare l’avanzata dell’esercito della Somaliland che controlla tuttora la città. Nessuno dei due contendenti ha fornito cifre sulle perdite subite. Pur rispettando un non dichiarato cessate il fuoco, le truppe del Puntland si stanno ragruppando per sferrare un contrattacco per riconquistare Tukaraq mentre l’esercito della Somaliland sta inviando rinforzi per mantenere il controllo della città oggetto della disputa territoriale. Dal 10 gennaio scorso non si sono registrati altri combattimenti mentre i due eserciti si fronteggiano pronti a sferrare l’attacco finale.

Il Presidente del Puntland, Abdiweli Mohamed Ali, ha accusato il governo di Hargheisa di aver invaso il territorio con il chiaro intento di vanificare gli sforzi tesi a rafforzare il processo federalista della Somalia, recentemente compiuti dal Presidente somalo Mohamed Abdullahi Famajo durante una visita nella regione. Il Governo di Garowe ha chiuso le frontiere con la Somaliland bloccando ogni attività commerciale. La versione fornita dalle autorità del Somaliland differisce in modo sostanziale da quella fornita da Garowe.

Si accusa il Governo Federale di voler distruggere la sovranità del Somaliland con l’obiettivo di inglobare lo Stato autonomo nella Repubblica della Somalia contro la volontà popolare.  Il Ministro dell’Informazione di Hargheisa, Abdirahman Abdillahi Guri-Barwaqo ha accusato il governo centrale di voler creare un contenzioso territoriale nelle regioni di Sool, Sanaag e Cayn considerate territorio della Somaliland ma rivendicate anche da Mogadiscio e dal Puntland. «Il governo e il popolo della Somaliland non tollereranno alcuna manovra contro la propria indipendenza e integrità territoriale. Siamo pronti a difendere il nostro Paese» ha dichiarato il Ministro Gur-Barwaqo alla BBC.

Nonostante l’assenza di scontri la situazione sta preoccupando sia l’ Unione Africana che la Comunità Internazionale. Il conflitto, se subirà una escalation, si innesca in un delicato periodo di transizione dove la forza di pace dell’Unione Africana: AMISOM ha iniziato un progressivo ritiro di truppe anche se il gruppo terroristico Al-Shabaab non é stato definitivamente debellato. Il 30 dicembre 2017 il principale contingente militare della AMISOM, quello ugandese, ha attivato l’inizio della fase progressiva di ritiro delle sue truppe dalla Somalia dopo 10 anni di combattimenti contro Al-Shabaab.

Lo scoso dicembre il Brigadiere Richard Karemire, portavoce del UPDF (esercito ugandese) ha annunciato il ritiro di 281 soldati sui 6.000 presenti in Somalia. La fase di ritiro dovrebbe essere completata entro il 2019. Per compensare il disimpegno delle truppe africane gli Stati Uniti stanno intensificando i raid aerei contro le postazioni di Al-Shabaab per indebolirle e permettere all’esercito regolare somalo di liberare altre aree del Paese. La maggioranza dei raid aerei si concentra nei distretti nord est del Puntland dove Al-Shabaab mantiene ancora varie roccaforti. Nonostante gli sforzi compiuti dalle truppe africane e dall’aviazione americana Al-Shabaab dimostra ancora la capacità di lanciare offensive militari oltre che continuare le sue tattiche terroristiche che stanno mietendo vittime tra la popolazione civile anche nella capitale con l’obiettivo di creare panico e caos, indebolendo il Governo Federale.

Il 14 gennaio miliziani di Al-Shabaab hanno preso il controllo della strategica cittadina di Elka Geele nella regione del Midle Shabelle distante circa 50 km dalla capitale Mogadiscio.  Il giorno successivo un reparto di Al-Shabaab ha sconfinato in territorio keniota attaccando un posto di polizia a Ishakani, vicino alla città portuale di Lamu. Le autorità keniote affermano che il posto di polizia era stato abbandonato prima dell’arrivo dei terroristi salafisti. Reparti dell’esercito avrebbero successivamente ripreso il controllo della caserma e dell’area costringendo i miliziani a ritirarsi oltre il confine somalo. Altri reparti di Al-Shabaab il 2 gennaio avevano attaccato un’altra caserma di polizia presso la località di Elwak-Kotulo nella Contea keniota di Mandera uccidendo 5 poliziotti.

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