martedì, Agosto 4

Sole: Terra in ‘zona rossa’ Il 4 luglio la Terra ha raggiunto il punto della sua orbita più lontana dal Sole, l'afelio, ovvero due milioni e mezzo di chilometri che si assommano ai 150 milioni che è la distanza media

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Questa settimana non parleremo dei nostri amati argomenti delle attività spaziali fatte dagli abitanti del pianeta Terra, ma di un elemento messo in cielo da Qualcun Altro.

E visto che in questi giorni in alcune parti della nostra sfera lamentiamo temperature che ci tolgno il respiro, proviamo a spiegarci che cose succede al di fuori della nostra atmosfera.

Il 4 luglio la Terra ha raggiunto il punto della sua orbita più lontana dal Sole, l’afelio, ovvero due milioni e mezzo di chilometri che si assommano ai 150 milioni che è la distanza media.

In astronomia, l’afelio –dal greco, lontano dal sole- è usato genericamente anche perdefinire il punto di massima distanza di un corpo del sistema solare di due oggetti, siano pianeti, asteroidi o anche satelliti artificiali. Giusto per precisione, se siamo all’esterno del sistema solare il termine analogo è apoastro.

Quest’anno l’afelio terminerà domani, il 7 luglio quindi circa due settimane dopo il solstizio d’estate, la data che dà inizio all’estate nell’emisfero boreale del nostro pianeta.

Dunque, siamo lontani dalla nostra stella madre, che ci appare più piccola dell’1,7%.

E però la distanza maggiore non attenua le temperature, che in questo momento, pur con le bizzarrie climatiche sono poco tollerate. Specie da quelli che d’estate vorrebbero il freddo e d’inverno lamentano di non poter essere al caldo.

La spiegazione del perché nonostante l’afelio ci sia tanto caldo è che non è la distanza quanto l’inclinazione assiale della Terra rispetto ai raggi solari a mutare le stagioni.

L’asse terrestre è inclinato di circa 23° rispetto alla perpendicolare al piano dell’eclittica: angolo che varia da 22,1° a 24,5° con una periodicità di 41.000 anni. È dunque questa posizione, combinata con la rivoluzione della Terra a causare la ciclicità stagionale.

Pertanto è sempre un po’ frettoloso attribuire solo all’uomo la capacità di modificare le temperature sulla Terra. Ci sono molte fenomenologie e meccanismi di movimento che possono intervenire e per quanto alcune cause possono essere riscontrate, per esempio la dislocazione degli edifici nei centri abitati può modificare il flusso del vento o la combustione di motori e macchine termiche può aterare il microclima, parlare indistintamente di cambio climatico e dare ad esso un’unica causa lascia un po’ perplessi. Ma ormai chiunque si sente in grado di essere opinion leader.

Retorica e speculazioni sono arti antiche e sempre vivaci. Ma è un altro paio di maniche. Torniamo al nostro Sole!

Infatti, se nel tempo, la precessione assiale cambia il punto dell’orbita della Terra in cui iniziano le stagioni questo ha effetti minimi sull’ammontare dell’insolazione nei periodi in cui l’orbita è poco eccentrica, ma può avere grandi effetti sull’impeto delle stagioni quando l’orbita della Terra è estremamente ellittica. Questo fenomeno ha una ciclicità di circa 100.000 anni.

Quando un emisfero è inclinato verso il Sole si contano giorni più lunghi e notti più corte. L’inclinazione assiale non solo causa il variare delle ore di luce, ma provoca anche l’angolazione con cui la luce colpisce la terra, più verticale in estate, meno in inverno.

La Terra va così. Per migliorare le cose si può proporre un referendum per l’uscita dal sistema solare. Potrebbe essere un’occasione per dare una temperatura costante per tutti, rendere giorni e notti uguali e abolore tutte le differenze climatiche che sicuramente sono le cause di tanta insofferenza vissuta sul Pianeta Azzurro.

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