domenica, Novembre 17

Siria, tra nuovi negoziati ed emergenza umanitaria

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E’ partita a Ginevra la sesta sessione dei negoziati sulla Siria. Ad insistere su questo incontro l’inviato speciale dell’Onu in Siria, che aveva sottolineato l’importanza di ritrovarsi per ‘battere il ferro finché è caldo’, riferendosi all’intesa che sarebbe stata raggiunta nel vertice di Astana.

«Vogliamo collegare per quanto possibile questi risultati con un orizzonte politico. Sappiamo tutti che un cessate il fuoco o una de-escalation non funzionerà mai in assenza di un orizzonte politico a lungo termine», aveva aggiunto De Mistura, che ha insistito sulla necessità di guardare all’incontro di Ginevra come ad un’azione complementare del vertice di Astana, affermando che non ci può essere una soluzione ai 6 anni di conflitto, senza che vi sia anche una soluzione politica.

L’Alto rappresentante per la politica estera e di difesa della Ue Federica Mogherini, ha difeso anche il ruolo dell’Europa nel conflitto siriano: «L’Unione europea non è un attore militare impegnato in Siria, per alcuni ciò ci rende meno influenti, invece ciò ci rende più forti nella ricerca di una soluzione politica. Siamo sempre stati vicini alla popolazione siriana, con progetti concreti e come principali donatori, per questo abbiamo un ruolo più importante nella mediazione politica».

«Noi non abbiamo distrutto nulla», ha insistito l’Alto rappresentante Ue, «e abbiamo salvato le vite dei siriani e per questo possiamo aiutarli a ricostruire il Paese». E ha ribadito che la «ricostruzione inizierà solo una volta terminata la transizione politica e che la pace potrà essere costruita solo dai cittadini siriani: nessuna potenza regionale o globale può risolvere questa crisi da sola».

Intanto la crisi umanitaria continua. Solo per capire i problemi nella sola Aleppo, ecco un servizio della BBC sulla mancanza ormai da anni di elettricità.

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