domenica, Febbraio 17

Siria, passaggio sul fiume Eufrate È su questa strada che dovrà passare la grande ferrovia che unirà il sud dell’Iran alla città irachena di Bassora

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È stato un quotidiano online curdo, ‘Bas News’, a dare la notizia una settimana fa, annunciando che a spifferarla era stato un alto ufficiale dell’esercito siriano di cui non poteva essere rivelata l’identità: forze militari russe avevano appena fatto saltare alcuni ponti sull’Eufrate controllati da milizie iraniane. Uno scoop perché Teheran è il principale alleato di Mosca in Siria.

Cosa possa aver generato lo scontro non è difficile da immaginare: i passaggi sul fiume Eufrate nella provincia di Deir Ezzor generano grandissimi profitti per chi li controlla. Da qui, tra una sponda e l’altra, passano ogni giorno petrolio e derrate alimentari. Chi ha in mano i ponti, alcuni fatti di semplici zattere, riceve una commissione su tutte le merci in transito. Ma non si tratta solo di soldi.

Qualche giorno prima dell’attacco russo anche l’aviazione statunitense aveva bombardato la zona diversi chilometri a Sud: a essere colpiti erano stati alcuni siti militari iraniani ad Abu Kamal, il valico di passaggio con l’Iraq.

Questa strada, che dal confine con l’Iraq porta alla città di Deir Ezzor, sul fiume Eufrate, è una delle direttrici più importanti della Siria: da qualche settimana è il teatro di scontri che stanno passando quasi sotto traccia. Intorno alla lunga arteria sorgono i più importanti impianti di gas e petrolio della Siria. A Ovest dell’Eufrate il percorso è quasi interamente controllato dalle milizie iraniane che esercitano la propria influenza a volte con la forza, altre con metodi più sofisticati, come l’assistenza alla popolazione locale, ormai priva di riferimenti dopo otto anni di guerra e il collasso della struttura statale siriana.  

È su questa strada che dovrà passare la grande ferrovia che, secondo i progetti di Teheran, unirà il sud dell’Iran alla città irachena di Bassora, dove sorgono alcuni tra gli impianti petroliferi più ricchi del Medio Oriente, per arrivare fino alla Siria e al porto mediterraneo di Latakia. La ferrovia percorrerà una delle zone più ricche di risorse energetiche dell’Asia e punterà dritto all’Europa.

Il memorandum d’intesa tra Siria e Iran sulla nuova ferrovia sarebbe stato firmato ieri. E secondo il viceministro dello Sviluppo stradale e urbano dell’Iran, Amir Amini, ci sarebbe anche il benestare della Cooperazione economica Asia-Pacifico. Si, perché questo progetto rientra in quello più grande della Nuova via della seta cinese ed è chiarissimo perché né Russia né Stati Uniti ne vogliano lasciare una fetta consistente interamente nelle mani delle milizie iraniane.

Alla fine di gennaio, quando nel corso di un’intervista dell’americana ‘Cnn’ era stato chiesto al viceministro russo, Sergey Ryabkov, se Mosca e Teheran fossero da considerare alleate, la risposta era arrivata abbastanza diretta: “non userei questo tipo di parola per descrivere dove siamo con l’Iran”.  Pochi giorni dopo alcuni ponti sull’Eufrate controllati dalle milizie iraniane sarebbero stati bombardati dalle forze russe. L’annunciato ritiro americano dall’est della Siria rischia di aprire l’ennesimo conflitto: non solo tra curdi siriani e turchi, ma anche tra Mosca e Teheran.

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