domenica, Luglio 21

Siria, la Russia sempre più schierata con Assad

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«La Russia e le sue forze armate continuano l’operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica araba siriana»: a dirlo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, a cui è stato chiesto del presunto attacco chimico in Siria centrale di cui viene accusata l’aviazione siriana. Il portavoce del ministero, il generale maggiore Igor Konashenkov, ha detto che le attività militari russe hanno registrato ieri un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun e ha aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzate in Iraq e dai ribelli ad Aleppo.

Gli Usa hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza Onu in cui si chiede al governo di Assad di collaborare nell’inchiesta su quanto avvenuto, ma il ministero degli Esteri russo ha bollato i resoconti sull’attacco chimico a Idlib, in Siria, come ‘fake’. Mosca poi  «ha condannato l’uso di armi chimiche in ogni circostanza e affermato che gli autori devono essere ritenuti responsabili», sottolineando però come «ogni volta che ci sono progressi nei colloqui politici sulla Siria avvengono strani incidenti, come l’attacco di ieri». «Non vediamo un particolare bisogno di adottare una risoluzione», ha detto il vice rappresentante russo all’Onu durante la riunione del Consiglio di Sicurezza sull’attacco di ieri in Siria. In realtà una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu elaborata da Usa, Francia e Gran Bretagna, esiste e secondo l’ANSA condanna l’attacco chimico di ieri e invita il presidente siriano Bashar al Assad a cooperare.

«Non ho visto assolutamente nulla che non suggerisca la responsabilità del regime. Tutte le prove che ho visto suggeriscono che è stato il regime di Assad, nella piena consapevolezza di usare armi illegali in un attacco barbaro contro il suo stesso popolo», ha affermato il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson. «Vorrei vedere che i colpevoli paghino un prezzo per questo. E certamente non vedo come un governo di questo genere possa continuare ad avere alcun tipo di legittima amministrazione sul popolo di Siria. Se è confermato che è stato un altro attacco chimico del regime di Assad, con o senza la complicità dei russi, mostra che questo è un governo che non ha alcuna compassione per il suo popolo».

«In Siria sono stati uccisi bambini con armi chimiche. Assassino Assad, come ti libererai di loro? Come pagherai, mentre il mondo resta in silenzio, le Nazioni Unite restano in silenzio?», ha condannato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.

Mentre un medico ,sempre all’ANSA, conferma che ci sono 25 minori e 16 donne tra i 74 civili morti per soffocamento ieri, ma il bilancio è destinato a salire. Nel frattempo 18 civili, tra cui 5 minori e 9 donne, sono stati uccisi da un attacco aereo governativo, con armi convenzionali, nella regione a est di Damasco. A dirlo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Andiamo in Russia, dove per l’attentato di San Pietroburgo sono state fermate persone originarie delle repubbliche dell’Asia Centrale, sospettate di ‘appoggiare l’attività terroristica’. A dirlo il Comitato Investigativo russo, precisando che «gli investigatori, insieme agli agenti della polizia e dell’FSB, hanno fermato sei persone venute in Russia per lavorare; secondo gli inquirenti dal novembre 2015 a San Pietroburgo i sospetti hanno svolto arruolamento, soprattutto tra i connazionali, per conto di al Nusra e Stato Islamico». Trovato nei blitz condotti nelle abitazioni materiale propagandistico islamista. Sembra però che non ci siano legami con l’attentatore della metropolitana Akbarzhon Jalilov.

Nel frattempo il presidente Vladimir Putin durante l’incontro con i capi della agenzie sicurezza dei Paesi della CSI ha sottolineato che «la situazione, purtroppo, non è migliorata. E la migliore conferma di ciò sono i recenti tragici eventi a San Pietroburgo. I terroristi hanno ucciso delle persone, molti sono stati feriti. Sappiamo che ognuno dei nostri paesi, praticamente tutti, è a rischio di attacchi».

Intanto è arrivato l’annuncio che il segretario di Stato Usa Rex Tillerson sarà in visita a Mosca l’11 e 12 aprile prossimi. Previsto un incontro con l’omologo Serghei Lavrov, durante il quale, fanno sapere dal Cremlino, «Lavrov solleverà la questione dei cittadini russi arrestati dai servizi speciali americani in Paesi terzi».

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