giovedì, Dicembre 12

Siria, ecco le pause umanitarie. Ma spunta di nuovo il cloro Trump: 'Corea del Nord per la prima volta vuole parlare e noi vogliamo parlare ma solo alle giuste condizioni'

0

Novità dalla Siria: a partire da domani, per cinque ore al giorno, dalle 9 alle 14, saranno osservate delle pause umanitarie per consentire ai civili di abbandonare la zona di Ghuta est, dove stanno agendo ora le  forze di Damasco. Ad annunciarlo il ministro della Difesa russo Serghiei Shoigu.

Una notizia positiva in una giornata però dove l’Osservatorio nazionale siriano è lanciato il sospetto che i governativi siriani abbiano portato a termine un attacco chimico con cloro su Al-Shifuniyah. «Diversi civili hanno avuto sintomi di soffocamento, un bimbo è morto», afferma l’Ong, precisando di non avere ancora informazioni dettagliate in merito al raid. ma il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha subito bollato la notizia come una una provocazione mirata a sabotare la tregua.

Nel frattempo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) fa sapere che è di almeno 25 civili, di cui 7 bambini, il bilancio del bombardamento compiuto da aerei della Coalizione internazionale a guida Usa contro una sacca di territorio ancora controllato dall’Isis nell’est della Siria. Gli attacchi sono stati effettuati sul villaggio di Al Shaafah, a nord dell’ex bastione dello Stato islamico di Abu Kamal, verso il confine con l’Iraq.

Combattimenti anche ad Afrin, dove sono intervenute le forze speciali della polizia e della gendarmeria turca per contrastare possibili infiltrazioni di miliziani curdi dell’Ypg nei villaggi già passati sotto il controllo turco.

La Corea del Nord per la prima volta vuole parlare e noi vogliamo parlare ma solo «alle giuste condizioni»: a dirlo Donald Trump durante un incontro con i governatori alla Casa Bianca, ricordando che gli Usa sono stati molto duri con Pyongyang. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in  ha però ammonito Washington affinchè abbassino le proprie pretese. Allo stesso tempo, Pyongyang però dovrà «mostrare la sua intenzione di denuclearizzare».

Intanto per Trump, problemi anche di politica interna, perché la Corte Suprema ha respinto la richiesta dell’amministrazione di porre fine al programma di protezione dei ‘dreamer’, i giovani immigrati irregolari entrati nel Paese quando erano minori.

In Afghanistan, i vertici militari Usa hanno respinto valutazioni della Russia su una presunta ‘forza preoccupante’ dell’Isis nel Paese, chiedendo a Mosca e a Teheran di «sostenere il governo afghano e non i talebani». Il comandante delle forze Usa e della Nato in Afghanistan, generale John Nicholson, ha rivelato che le valutazioni russe «sono esagerate».

In Gran Bretagna, Jeremy Corbyn ha confermato la svolta a favore di una nuova unione doganale. Corbyn ha detto che nella transizione la Gran Bretagna dovrà restare nell’unione doganale e nel mercato unico, con le regole esistenti. Theresa May però ha bloccato tutto, negando questa possibilità dopo la Brexit. Resta il ‘no’ pure a una permanenza nel mercato unico dopo la transizione, ha detto il portavoce, precisando che il governo si riunirà per confermare questa linea prima di un discorso annunciato dalla premier per venerdì.

Si complica la battaglia al Parlamento europeo per la revisione dell’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam. La commissione Affari costituzionali del Pe ha bocciato l’emendamento della relatrice Mercedes Bresso (Pd), che chiedeva di eliminare dal testo del nuovo regolamento dell’Ema ogni riferimento alla città di Amsterdam come nuova sede.

Visualizzando 1 di 2
Visualizzando 1 di 2

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore