domenica, Novembre 17

Siria, continuano gli attacchi a Idlib. E la gente scappa Slittano i negoziati per lo Yemen. Trump, dopo le accuse, torna all'attacco

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Sale la tensione in Siria in vista dell’offensiva finale sui ribelli delle milizie governative a Idlib. Proprio per questo, centinaia di civili hanno lasciato nelle ultime ore le loro abitazioni nella parte meridionale dell’area e si sono diretti verso il confine turco più a nord. Lo riferiscono fonti sul terreno a Idlib e dintorni. Oggi nuovi raid sulla zona. Per domani è previsto a Teheran il vertice tra Russia, Iran e Turchia per definire le modalità e i limiti dell’annunciata offensiva di terra russo-iraniana-governativa. Da Mosca nel frattempo chiariscono: «La Russia ha ucciso, uccide e continuerà a uccidere i terroristi in Siria», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, sottolineando che la pace deve tornare a regnare nel Paese.

E’ stata posticipata di un giorno invece l’apertura dei negoziati di pace sullo Yemen attesa per oggi a Ginevra a causa del mancato arrivo in Svizzera dei rappresentanti delle milizie Houthi. L’Inviato Speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, si è detto fiducioso che, nonostante il ritardo, venerdì vi saranno tutti.

Negli Usa invece ancora polemiche. Il vice presidente Mike Pence e il segretario di stato Mike Pompeo hanno smentito di essere gli autori dell’intervento pubblicato ieri dal ‘New York Times‘ in cui un alto dirigente anonimo dell’amministrazione Trump sostiene di fare parte di una resistenza interna per limitare i danni del presidente. Nel frattempo il tycoon va all’attacco e dice che il consigliere speciale per il Russiagate Robert Mueller e l’ex direttore dell’Fbi James Comey sarebbero molto vicini ed è in possesso di immagini che lo dimostrano.Secondo il presidente, il loro rapporto stretto ha spianato la strada per l’indagine ‘illegale’ del Russiagate.

Intanto secondo l’Iran gli Stati Uniti stanno abusando delle Nazioni Unite: è questo il messaggio della missione iraniana al Palazzo di Vetro in risposta alla decisione di Washington di organizzare il 26 settembre una riunione dei capi di Stato e di governo su Teheran. «La riunione sull’Iran è un ulteriore tentativo da parte degli Usa di distogliere l’attenzione dalle brutalità di Israele e rimuovere la questione dall’agenda dei Quindici, ma tali azioni sono destinate a fallire», fanno sapere gli iraniani.

Le accuse rivolte dalla Gran Bretagna alla Russia sul caso Skripal sono inammissibili. A dirlo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: «Londra dovrebbe avanzare una richiesta di assistenza legale in modo che la Russia possa prendere delle decisioni riguardo a queste persone accusate dalle autorità britanniche».

In India l’omosessualità non è più reato. Decisione storica quella della Corte Suprema, che ha cancellato la sezione 377 del Codice Penale indiano che da 157 anni puniva come offese contro natura questi comportamenti. «Criminalizzare l’omosessualità è irrazionale e indifendibile», ha osservato il Presidente del collegio giudicante illustrando il verdetto.

Chiudiamo con la terza seduta annuale del Comitato Congiunto per la Cooperazione allo Sviluppo, svoltasi oggi alla Farnesina. Stati approvati 9 interventi a favore di Paesi africani (Guinea Conakry, Egitto, Mozambico, Tunisia, Sudan e un intervento regionale) per oltre 56 milioni di Euro; 6 interventi in Paesi del Medioriente (Giordania, Palestina, Libano, Siria) per circa 9 milioni di Euro; 1 intervento in Asia (Pakistan) del valore di 1 milione di Euro; 3 in America Latina (Colombia, El Salvador, Bolivia) per circa 10 milioni; e 1 bando per l’educazione alla cittadinanza globale del valore di 7 milioni.

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