venerdì, Febbraio 28

Siria, alta tensione Usa-Russia Trump, lascia anche Tom Bossert, consigliere per la sicurezza Interna. La Cina ha presentato una denuncia al Wto contro i dazi americani

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Il cacciatorpediniere Donald Cook della marina militare Usa ha lasciato il porto cipriota di Larnaca, dove era ormeggiato, per avvicinarsi alle acque territoriali della Siria e alcuni jet russi lo hanno sorvolato a bassa quota per 4 volte, compiendo manovre di disturbo. A scriverlo il quotidiano ‘Hurriyet‘, secondo cui la nave da guerra statunitense sarebbe giunta a circa 100 km dal porto siriano di Tartus, dove c’è una base della marina militare russa. Non risultano al momento conferme ufficiali da parte delle forze armate Usa sulle manovre, che giungono mentre la tensione è alta dopo il sospetto attacco chimico del regime di Bashar al Assad su Duma.

«Non possiamo lasciare che atrocità come quella in Siria si verifichino», ha detto il presidente americano Donald Trump. All’attacco chimico «risponderemo con forza». Usa che intanto hanno chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di votare la bozza di risoluzione per istituire un nuovo meccanismo d’inchiesta indipendente sull’uso di armi chimiche in Siria. Fonti diplomatiche però parlano di uno scontato veto della Russia al documento. Mosca nel frattempo ha preparato una sua bozza, su cui potrebbe chiedere il voto.

Pericoli di scontro tra Usa e Russia. Nessuno secondo Mikhail Bogdanov, vice ministro degli Esteri e inviato speciale di Putin in Medio Oriente: «Non credo che vi sia il rischio di un conflitto armato fra la Russia e gli Usa in Siria. Alla fine il buon senso dovrebbe prevalere sulla follia». Mentre per Mikhail Gorbaciov è necessario che Vladimir Putin e Donald Trump si incontrino al più presto per evitare una sorta di ‘crisi cubana’ del 21° secolo.

Intanto la Siria ha invitato gli osservatori dell’Opac per indagare sul sospetto attacco chimico dei giorni scorsi a Duma. Damasco, che ha smentito di aver utilizzato gas, ha invitato l’organizzazione a lavorare in «piena trasparenza e a fare affidamento su prove credibili e tangibili». Su questo attacco è tornato oggi l presidente turco Recep Erdogan: «Chiunque abbia compiuto questo massacro ne pagherà il prezzo, e sarà certamente un prezzo alto».

Mentre un alto funzionario iraniano, Ali Akbar Velayati, ha ribadito: il raid aereo israeliano su una base aerea siriana che ha provocato sette morti iraniani «non rimarrà senza risposta». Ma il ministro della difesa israeliana Avigdor Lieberman ammette: «Non so cosa sia successo lì o chi abbia attaccato, ma so per certo una cosa: non permetteremo all’Iran di stabilirsi in Siria qualunque sia il prezzo. Non abbiamo scelta. Consentire a Teheran di stare in Siria significa consentire all’Iran di stringerci un cappio al collo. Non lo faremo».

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha discusso dei colloqui in corso con gli Usa a un importante evento del Partito dei Lavoratori. Secondo la ‘Kcna‘, alla riunione del Politburo del Comitato centrale riunitosi lunedì, Kim «ha fatto una profonda analisi e valutazione dell’ orientamento degli sviluppi delle relazioni attuali tra Nord e Sud e delle prospettive del dialogo tra la Corea del Nord e gli Usa».

Tornando agli Usa, il presidente Trump attacca il procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, e la sua «costante caccia alle streghe, che va avanti da almeno 12 mesi». Con il raid dell’Fbi negli uffici di Michael Cohen, il suo legale personale, si è arrivati a «tutto un nuovo livello di ingiustizia». Il presidente ha inoltre aggiunto che il ministro della Giustizia Jeff Sessions ha «commesso un enorme errore quando ha deciso di astenersi sulla Russia». Trump che intanto perde un altro dei suoi più stretti collaboratori alla Casa Bianca con l’annuncio delle dimissioni di Tom Bossert, consigliere per la sicurezza Interna. Non sono ancora noti i motivi della sua scelta.

Intanto in ambito commerciale, la Cina ha presentato una denuncia al Wto contro i dazi americani sull’acciaio e l’alluminio. Il Wto ha reso noto che Pechino, come da prassi, ha chiesto un periodo di consultazioni di 60 giorni con gli Stati Uniti per risolvere la disputa. Se le consultazioni non avranno esito positivo, il passo successivo potrebbe essere la richiesta della Cina di una decisione da parte di un gruppo di esperti commerciali.

Yulia Skripal, la figlia dell’ex spia russa Sergei avvelenata con l’agente nervino Novichok insieme al padre il 4 marzo scorso a Salisbury, è stata dimessa dall’ospedale e portata in un luogo sicuro. Suo padre rimane in ospedale ma le sue condizioni migliorano rapidamente. E sull’ipotesi di trasferimento segreto di Yulia e Serghiei Skripal in un altro Paese, interviene l’ambasciata russa in Gran Bretagna, secondo cui questa mossa sarebbe una violazione del diritto internazionale e potrebbe essere interpretato come «un rapimento dei due russi o almeno come un loro isolamento».

In Francia, l’ex presidente francese, Francois Hollande in vista dell’uscita del suo libro sul quinquennato all’Eliseo (2012-2017) ‘Les lecons du pouvoir’ non risparmia le critiche nei confronti del suo ex ministro dell’Economia ed attuale presidente Emmanuel Macron: «Un presidente lavora sempre per il suo successore ed eredita dal suo predecessore. Le politiche che mette in cantiere durante il suo mandato hanno conseguenze che vanno ben al di là del suo termine. Ho lasciato la Francia a Emmanuel Macron in una situazione migliore di quanto non l’avessi trovata. Del resto si sta prendendo la sua fetta».

Chiudiamo con il Kashmir, perché almeno due soldati indiani sono morti lunedì sera a causa di colpi di armi pesanti e leggere sparati dal lato pachistano della Linea di Controllo. Da almeno due anni gli episodi di questo genere nella zona si ripetono, con moltissime vittime civili e militari denunciate dalle due parti.

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