mercoledì, Novembre 25

Siria: 3 cose da sapere su intervento di Russia

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L’aumento della spesa militare russa, la disponibilità dell’Iran e di Hezbollah a offrire sostegno, e la disunione tra gli Stati Uniti e i suoi stessi alleati, tutti questi elementi hanno facilitato l’intervento della Russia in Siria. A dirlo al Consiglio delle relazioni con l’estero, il consulente senior Stephen Sestanovich. In particolare, spiega perché è essenziale seguire questi tre fattori per capire la campagna della Russia in Siria. La decisione da parte di questo Paese è arrivata dopo quasi un decennio impiegato nell’aumento delle spese militari. Questo programma di modernizzazione, per il consulente, non sarebbe stato rallentato dalla crisi del 2008-2009 e dal recente rallentamento economico. Nonostante le prospettive economiche future prospettate nel corso di diversi dibattiti a tema. Sulla questione, invece, ‘Partner in Siria’. Senza partner come l’Iran, spiega Sestanovich, o il suo gruppo di miliziani Hezbollah affiliati,  pronti a sostenere le forze siriane sul territorio, la Russia avrebbe dovuto affrontare il problema di come schierare numericamente le proprie forze di terra. Mettere forze di terra russe in Siria per sostenere la sua campagna aerea avrebbe sortito assai più gravi ripercussioni sul mercato interno, conclude.

Riguardo, infine, la coalizione delle Nazioni Unite, l’esitazione e la disunione della stessa coalizione a guida Usa ha reso l’intervento della Russia in Siria molto più facile. La Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar, la Giordania e altri paesi amici per gli Stati Uniti non hanno lavorato di concerto né con Washington o con altri. Tuttavia, l’intervento russo potrebbe galvanizzare gli avversari del presidente siriano Bashar al-Assad. Stanovich conclude sostenendo che Washington sembrerebbe pronta ad aumentare la quantità e la qualità delle attrezzature militari anti-Assad.

(tratto da canale ‘Youtube’ di ‘Council on Foreign Relations’)

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