sabato, Agosto 8

Sinistra: hai voglia di remare? image

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Come ampiamente previsto, le truppe conservatrici del Pd, sonoramente sconfitte alle primarie, reagiscono in modo scomposto, lasciando ai vari marescialli in odore di pensionamento il compito di gettare fango e mettere i bastoni tra le ruote fin dall’inizio alla nuova gestione. Il primo bersaglio caduto nelle grinfie rancorose  dei custodi di un’ortodossia perdente ma non doma, è Marianna Madia, scelta da Matteo Renzi a partecipare, con altri giovani tra cui le ottime Debora Serracchiani e Pina Picierno, alla task force di Segreteria.

La Marianna  si dovrebbe scusare, secondo ben pagati responsabili della fantomatica tv ‘Youdem, sconosciuta ai più (e non è un buon biglietto da visita per una struttura che ha il compito di veicolare e propagandare le iniziative di un partito), di aver collaborato, nel tempo, con esponenti di primo piano di varie correnti del partito stesso. Nella logica dei cacicchi e dei capibastone ciò è evidentemente intollerabile. Vai avanti, Marianna, che l’aria si farà presto più respirabile.

Grandi editorialisti, dal canto loro, sprecano fiumi di inchiostro puntualmente riportati sulla pubblica gogna-fiera delle vanità dei social network, per fare le pulci a Matteo Renzi. Ah, se Silvio Berlusconi fosse stato oggetto, a suo tempo, di altrettanto minuziose analisi. Forse si sarebbero guadagnati una ventina d’anni nell’evoluzione della coscienza politica di questo Paese. Ma allora Facebook non c’era, e il fiume di soldi immesso sul mercato dell’informazione dall’ometto di Arcore faceva gola, oh se la faceva.

E’sotto gli occhi di tutti che il sospirato cambiamento di atmosfera politica in Italia abbia subito negli ultimissimi tempi, a causa soprattutto di due eventi, un’accelerazione senza precedenti. Gli eventi in questione, lo ricordiamo a scanso equivoci, sono l’uscita di scena di Silvio Berlusconi con la conseguente spaccatura del centrodestra e il rafforzamento dell’azione di Governo, e l’esito delle primarie Pd.

Mai come ora la situazione è trasparente: populisti eversivi e avventuristi senza nessun progetto (uno addirittura era al Governo, prima di essere condannato dalla legge) da una parte; progressisti innovatori dall’altra. In mezzo, gli utili idioti di sempre, dei quali sarebbe bene evitare di far parte se si è, ma sinceramente, progressisti e difensori delle istituzioni democratiche.

Le primarie Pd, confortate da un’altissima partecipazione popolare, hanno indicato, per la sinistra, un orientamento politico nuovo. Se la fazione perdente ritenesse, come già ha fatto per lunghissima pezza riguardo agli elettori berlusconiani, il fior fiore della propria militanza di partito costituito da imbecilli, avrebbe il dovere di dichiararsi una volta per tutte fuori dal partito, dando vita a una formazione più aderente alle convinzioni finora coltivate.

Altrimenti, ed è la soluzione auspicabile visto il momento di grave incertezza generale, cavalcato dagli avventurieri in cerca di affermazione o rivincita, deve sostenere senza alcuna remora di testa o di pancia la nuova linea.

Continuare una guerra sotterranea sarebbe l’ultimo e il definitivo degli innumerevoli errori che hanno ridotto la sinistra quello che è.

Io credo che l’esasperazione e lo smarrimento legato al catastrofico ventennio trascorso abbia creato nella sinistra, tradizionalmente aperta e incline al cambiamento, un’ inedito istinto repulsivo per il ragionamento politico in generale, che si intravede nelle reazioni di chiusura aprioristica a proposte e ad interpreti che appaiono ‘diversi’ rispetto al proprio bagaglio culturale di riferimento.  Ciò crea una grande difficoltà a riconoscere e metabolizzare i cambiamenti necessari e chi li propone.

Insomma, la questione è chiacchierare di meno e indicare soluzioni concrete. Il Premier Enrico Letta sembra aver già raggiunto un accordo col nuovo Segretario Pd, sotto la supervisione del Presidente Giorgio Napolitano. C’è un fronte eversivo che di fatti ne fa molti, e senza scrupoli.

L’impressione è che con queste premesse il Paese possa superare l’emergenza e, lentamente ma gradatamente, riprendersi. A patto che i responsabili remino finalmente tutti nella stessa direzione.

 

 

 

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