domenica, Giugno 7

Sindone: ‘più forte è l’amore’ In occasione della speciale Ostensione della Sacra Sindone di sabato 11 aprile 2020, ripubblichiamo una serie di servizi sull’‘oggetto’ più studiato e controverso al mondo

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Il prossimo sabato 11 aprile 2020, vigilia di Pasqua, una speciale Ostensione della Sacra Sindone, in diretta televisiva e sui canali e le piattaforme social, a partire dalle ore 17.
L’annuncio è stato dato sabato 4 aprile, dall’Arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia.

Come dice monsignor Nosiglia, custode pontificio del Telo, «molto meglio» di una Ostensione, vedremo la Sindone da vicino, anche se ‘solo’ attraverso le immagini trasmesse dai media, e quelle immagini «andranno nel cuore e nelle tristezze di tanta gente che ci seguirà. Sarà uno stare col Signore nel giorno in cui attendiamo la sua Resurrezione».
Sabato Santo,
spiega la scelta del giorno Nosiglia, «perchè la Sindone rappresenta anche quella speciale giornata di silenzio e meditazione sul mistero della morte e in attesa delle resurrezione». «Vogliamo introdurci così, già nella veglia pasquale». Stare qualche ora con Gesù, perché «l’amore con cui Gesù ci ha donato la sua vita e che celebriamo durante la Settimana Santa è più forte di ogni sofferenza, di ogni malattia, di ogni contagio, di ogni prova e scoraggiamento. Niente e nessuno potrà mai separarci da questo amore, perché esso è fedele per sempre e ci unisce a lui con un vincolo indissolubile».

Per chi crede e soprattutto per chi non crede, la Sindone è unoggettomolto speciale.
Per chi crede èiltelo nel quale fu avvolto il corpo del Risorto.
Per chi non crede è unoggettospeciale, perché la scienza e la storia non lo hanno ancora decodificato e continuano studiarlo, e perché, come minimo, ci restituisce l’immagine di un uomo sul quale si è scagliata tutta la cattiveria violenta della quale l’uomo è capace.

L’Ostensione in questo momento della storia, quando la pandemia da coronavirus Covid-19 sta di fatto sconvolgendo la storia e il mondo come lo abbiamo conosciuto fino a pochi mesi or sono, la crediamo una grandissima intuizione e insieme dolcissima carezza di Papa Francesco, ai credenti, certamente, ma forse più ancora ai non credenti.
Attenzione, non è un ‘regalo’, una ‘consolazione’. E’ uno sganassone in pieno viso, di un Papa forte, di un papà fortissimo in amore. E’ offerta, anzi, implorazione di un Papa capace di inginocchiarsi difronte ai così detti ‘potenti’, per implorare Pace. Pace per questo martoriato pianeta, per implorarci, fin tanto che forse ancora siamo in tempo, di aprire gli occhi, sconvolgerci difronte a quanto stiamo facendo alla Terra e ai suoi abitanti, e invertire la rotta, dalla Stupidità alla Saggezza.

La Sindone di Torino è quasi sicuramente l’oggetto più studiato e controverso al mondo. Il dibattito, anche aspro, prosegue da secoli, ma dalla fine dell’Ottocento ha assunto le forme di una discussione che, a dire di molti, a tratti, è imbarazzante’, per la scienza e per la religione. Quelli che sono stati definiti ‘fondamentalismi sindonici’, che percorrono, come una linea rossa, sia gli ‘autenticisti’ che i ‘non autenticisti’, hanno inquinato il percorso di studio e di conoscenza del Telo di Torino. Nel corso del XX secolo: leggende, palesi falsi, ricerca dello scoop a tutti i costi si sono mischiati alla ricerca storica e scientifica -in alcuni casi di vera eccellenza- fino a farne una indistinta paccottiglia.

In questa occasione, ripubblichiamo, a partire da oggi e fino a venerdì, parte di una serie di servizi che abbiamo realizzato in occasione della Ostensione 2015, e che comunque si possono trovare raggruppati nello ‘Speciale Sindone 2020’.

Una serie di servizi giornalistici -alcuni dei quali a firma degli stessi protagonisti degli studi del Telo-, che hanno l’obiettivo di offrire al Lettore gli elementi per accrescere la conoscenza dell’oggetto, del lavoro di studio condotto nei decenni su tale oggetto, delle ipotesi sulle quali i ricercatori stanno lavorando, e distinguere chiaramente ifattidalle elaborazioni fantasiose.

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