sabato, Luglio 4

Sindone: un’istantanea della Resurrezione La ‘Teologia della Sindone’ nelle parole di Russ Breault: “Credo che il mistero SIA il messaggio”, dice. Definisce il telo ‘documento della Resurrezione’, ‘istantanea della Resurrezione’, ‘scontrino’, ‘transazione’, la terza testimonianza della Resurrezione di Gesù

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Non so se la Sindone sia autentica o meno, nessuno lo sa. Non si può affermare con certezza scientifica né l’una né l’altra ipotesi. Il mio punto di vista è sempre stato che la Sindone potrebbe essere autentica, quindi esploriamo il mistero e ‘incontriamo’ il messaggio. È qui che la teologia e l’apologetica entrano in gioco”. Chi parla è Russ Breault, protestante presbiteriano, da 25 anni studioso della Sindone, Fondatore e Presidente del Shroud of Turin Education Project Inc., e grande divulgatore del Telo negli Stati Uniti.

Breault ha ‘scoperto’ la Sindone nel 1978, leggendo delle ricerche che lo STuRP stava conducendo, e dal 1980 ha iniziato a studiarla, studi che non ha mai abbandonato. Lui, che nella vita si occupa della pubblicità per ‘CBN’ -TV del circuito Christian Broadcasting Network-, ora gira gli States, e non solo, presentando ‘Theology of the Shroud’. Ascoltarlo o anche solo leggerlo in questo suo ‘racconto’ interpretativo agli occhi della teologia della Sindone di Torino   -che lui definisce in svariati modi, tutti terribilmente suggestivi: ‘documento della Resurrezione’, ‘istantanea della Resurrezione’, ‘scontrino’, ‘prova d’acquisto’, ‘transazione’ –   è un’esperienza entusiasmante per la mente e per il cuore e molto proficua per chi, laico o credente, si voglia accostare al Telo di Torino.

Ci sono prove a favore e prove contro l’autenticità della Sindone, riconosce Breault, il quale si dice convinto che la scienza non potrà mai provare l’autenticità della Sindone, la scienza nulla potrà dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio. Il messaggio della Sindone di Torino è trascendente, “il messaggio è lo stesso messaggio del Vangelo. Non c’è alcuna differenza. Il messaggio non è il sudario; si tratta del messaggio insito nel sudario, il messaggio di salvezza”.

 

Russ, Lei fa molte conferenze dedicate alla Sindone, le più note sono ‘Shroud Encounter’, e Theology of the Shroud’. Quest’ultima si apre con una domanda che credo molti si pongano: come fa uno degli oggetti più studiati al mondo essere ancora un mistero per la scienza? Lei la risposta la trova guardando al messaggio che si cela dietro questo mistero.
Credo che il mistero SIA il messaggio. O la Sindone è l’autentico lenzuolo funebre di Gesù o è l’opera di un artista. Se fosse opera di un artista, allora dovremmo trovare delle prove dirette di tracce artistiche, del procedimento che è stato usato per realizzarla, invece non ci sono tracce visibili di pittura, inchiostro, tinta, colore o macchie che giustifichino l’immagine. Se la Sindone fosse una semplice opera d’arte l’avremmo scoperto da tempo. L’immagine è un negativo che diventa positivo in un negativo fotografico. Contiene informazioni vaghe che suggeriscono che avvolgeva una figura umana quando l’immagine è stata creata. Il sangue appartiene al gruppo AB e sembra essere fuoriuscito da ferite vere. Mentre il sangue bagna tutto il lenzuolo, l’immagine è solo sulle due microfibre superiori (ogni filo è composto da circa 200 fibre), ciò significa che tocca meno dell’1% di un solo filo, non penetra fino all’altro lato. Di che processo medievale si tratta? Chi è l’artista? Trovo sorprendente che non riusciamo a comprendere come si è formata questa immagine. È un mistero. Del resto tutte le cose profonde di Dio sono un mistero! Qualcuno è mai riuscito a spiegare i miracoli compiuti da Gesù? Come ha fatto a sfamare cinquemila persone con il pranzo di un ragazzo? Come ha fatto a placare una tempesta con un semplice ordine? Tutto ciò che ha fatto Gesù è avvolto nel mistero. Se ci imbattessimo nel suo lenzuolo funebre oggi per la prima volta, il telo che avvolgeva il suo corpo al momento della resurrezione fisica, sarebbe misterioso tanto quanto la Sindone di Torino. Forse è questo il punto.

Qual è la connessione biblica con il fatto che l’immagine sulla Sindone è una sorta di bruciatura ma non c’è una vera e propria bruciatura?
I test indicano che l’immagine ha le stesse caratteristiche di riflettanza di una bruciatura. Se si paragona il diagramma spettroscopico delle bruciature dell’incendio del 1532 con quello dell’immagine, si nota la somiglianza. Si potrebbe concludere che l’immagine sia semplicemente una bruciatura. Tuttavia, le bruciature quando esposte alla fluorescenza ultravioletta diventano fluorescenti come succederebbe con il calore, l’immagine, invece, non diventa fluorescente! Pertanto, sebbene sembri una bruciatura, non lo è, non deriva dal calore. Quando una bruciatura non è una bruciatura? Che cosa possiamo trovare di simile nella Bibbia? Il giorno di Pentecoste, quando tutti i credenti erano pieni di Spirito Santo, quale fu la rivelazione? Il suono del vento e le lingue di fuoco si posarono su ciascuno di loro…ma nessuno si bruciò o prese fuoco. Nell’Antico Testamento, Mosè vide il roveto ardente eppure non stava bruciando, esattamente come il giorno di Pentecoste. Questo è un indizio enorme! Sappiamo anche dalla Lettera ai Romani 8, 11 che lo Spirito Santo è il potere della resurrezione. Pensateci: come potrebbe esserci del fuoco in un roveto e non bruciare? Le fiamme non emanavano nessun calore. Come potrebbe l’immagine sembrare una bruciatura ma non derivare dal calore? Deve essere stata creata dalla luce. Gli esperimenti recenti condotti dall’ENEA hanno dimostrato come un laser ad Eccimeri possa creare in 40 nanosecondi una bruciatura della stessa profondità e colorazione di quella sulla Sindone. La Bibbia è piena di riferimenti alla luce. L’immagine è stata creata da questa luce? Io credo di si.

Lei parla della Sindone come una ‘testimonianza’ e fa riferimento al libro del Deuteronomio.
Nel Deuteronomio, capitolo 19, versetto 15, si dice che per stabilire una verità non basta una testimonianza, ne servono almeno due o tre, la verità di qualcosa DEVE essere riconosciuta da due o tre testimoni. Questo principio viene ripetuto in tutto l’Antico e il Nuovo Testamento. Tutti i miracoli di Gesù, la sua nascita, il battesimo, l’ascensione, tutto ciò ha avuto testimoni oculari per convalidarne l’attendibilità, secondo la regola biblica. Pensiamo anche a tutte le apparizioni dopo la resurrezione narrate dai Vangeli, anche queste hanno avuto testimoni. Il ‘miracolo’ finale, quella che ha stabilito Gesù come il Figlio di Dio, la Resurrezione, non avrebbe avuto testimoni oculari?! Questo mi sembra impossibile, assurdo. Come può essere? Violerebbe il principio enunciato nel Deuteronomio e non solo. Dio non viola la sua Parola. Concludo, perciò, che anche la resurrezione deve aver avuto testimoni, per l’esattezza tre testimoni. Il primo testimone è la tomba vuota. Chiunque va a Gerusalemme oggi può vedere la tomba vuota. Ma un testimone non è sufficiente. Il secondo testimone devono essere i ‘teli posati per terra’ che Giovanni e Pietro -entrati nel sepolcro vuoto- vedono, e per le quali la Bibbia dice, riferendosi a Giovanni, ‘credette’. Ma per un evento come la Resurrezione, Dio deve aver lasciato tre testimonianze. Il terzo testimone deve essere il Sudario di Oviedo, un telo macchiato di sangue della grandezza di un asciugamano che ha coperto il volto di Gesù dalla croce fino alla tomba. È stato arrotolato e posto accanto al corpo prima che il corpo venisse completamente avvolto nella Sindone. È il ‘tovagliolo’ cui si fa riferimento nel Vangelo di Giovanni. Pertanto, la tomba, la Sindone e il Sudario sono le tre testimonianze richieste dalla Legge di Dio.

Crede, dunque, che la Sindone di Torino e il Sudario di Oviedo siano le ‘testimonianze per tutte le generazioni’ della Resurrezione?
La mia tesi è che Dio non viola la sua parola, quindi queste devono essere le tre testimonianze. Testimoni umani sarebbero morti; tutti e tre questi testimoni testimoniano al mondo la resurrezione fino ad oggi. Sono una testimonianza a tutte le generazioni. Soprattutto la Sindone è stata la testimonianza dell’Incarnazione che ha influenzato la prima Chiesa bizantina, perché la genesi delle icone di Gesù risale al sesto secolo. Molte eresie, come le dottrine abbracciate dagli gnostici e successivamente dai catari, negano che Gesù si è fatto uomo. La Sindone testimonia più l’Incarnazione che la Resurrezione. Nell’era della tecnologia, l’impatto più grande della Sindone si percepisce attraverso l’indagine scientifica e la comunicazione istantanea dell’immagine e del messaggio sulla Terra. Oggi comunichiamo più con le immagini che con le parole. La Sindone dà a quasi tutti nel mondo la stessa opportunità che ha avuto San Tommaso: di vedere e credere.

Lei rintraccia nella Bibbia anche una spiegazione al fatto che la Sindone sia fatta di lino. Qual è il messaggio insito nel lino intrecciato?
Secondo le Sacre Scritture, fu Giuseppe d’Arimatea a comprare il lenzuolo di lino per la sepoltura di Gesù e a offrire a Gesù la sua nuova tomba mai utilizzata. Chi era Giuseppe? Era un membro del Sinedrio, più o meno un senatore o un membro del Parlamento, molto prestigioso e molto legato al tempio. Nella Bibbia si legge: «Giuseppe d’Arimatea, uomo ricco, comprò un lenzuolo di lino pregiato». Ci informa, dunque, che era ricco e che il lenzuolo era costoso. Tuttavia, in un’altra traduzione si legge che comprò un lenzuolo di lino ‘puro’. Ciò non significa che fu soltanto lavato, significa solennemente puro dal punto di vista della legge ebraica. Per essere puro, poteva essere intrecciato soltanto su un telaio dedicato al lino o al cotone, non alla lana. Non era concesso mischiare tessuto vegetale con quello animale. Il fatto di definire Giuseppe un «uomo ricco» indica che il denaro non era un problema: comprò il miglior lino sul mercato. Quando il Sommo sacerdote ebraico entrava nel Santo dei Santi per compiere il sacrificio annuale per il popolo, doveva togliersi i vestiti e indossare un abito fatto di «lino intrecciato pregiato» che simboleggiava la santità di Dio. Tutte le tende dell’antico Tabernacolo erano di lino intrecciato pregiato per lo stesso motivo: rappresentare la santità di Dio. Pertanto, dove comprò Giuseppe il lino per la sepoltura di Gesù? Avrebbe dovuto avere accesso al magazzino del tempio. Comprò un lino intrecciato pregiato adatto a un Sommo sacerdote che stava per entrare nel Santo dei Santi? Giuseppe stava forse dicendo qualcosa sull’identità di Cristo con il telo che ha acquistato? La Sindone è un lenzuolo molto costoso tessuto a spina di pesce 3:1 con torcitura a forma di zeta.

Perché la Sindone è una promessa di ‘trasformazione’ e come mai la mette in relazione con il pane e il vino?
La trasformazione dell’acqua in vino a un matrimonio è stato il primo miracolo. C’è sempre un motivo per cui le cose accadono per prime o per ultime. Questo miracolo rappresenta tutto il messaggio di Gesù: anche noi possiamo essere trasformati proprio come l’acqua in vino. Questa è la differenza importante tra il cristianesimo e le altre religioni. Non si tratta solo di fede, ma di rapporto con un salvatore vivente per opera dello Spirito Santo. Quest’ultimo, spesso trascurato o ridotto a un simbolo in molte denominazioni cristiane, è l’ingrediente segreto della cristianità. Trovate qualcuno con una fede realmente viva e avrete trovato quella persona gioiosamente piena di Spirito. La maggior parte della gente crede semplicemente che si muoia e si vada in paradiso, ma non è soltanto questo. Siamo stati creati con una forma fisica. Tuttavia, per colpa di Adamo, i nostri corpi si sono ammalati e sono morti. La promessa di Resurrezione è che i nostri corpi saranno restituiti un giorno con un evento di trasformazione per opera dello Spirito, lo stesso Spirito che ha fatto risorgere Gesù dalla morte. Leggetelo voi stessi nella Prima Lettera ai Corinzi 15, 51-53: « 51Ecco, io vi annuncio un mistero: noi tutti non moriremo, ma tutti saremo trasformati, 52in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Essa infatti suonerà e i morti risorgeranno incorruttibili e noi saremo trasformati. 53È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità». Questo verso si riferisce a un evento futuro! Non è ancora accaduto. È la promessa di resurrezione. Secondo me, la Sindone è un’istantanea di quell’evento futuro che riguarda ognuno di noi in prima persona che è la resurrezione. La Sindone chiede a ognuno di noi «Riesci a credere nell’incredibile?» Quando accadrà? Nessuno lo sa, ma per coloro che osservano gli eventi del mondo, per vedere in che modo corrispondono alla profezia biblica, forse è più vicino di quello che crediamo!

Ha detto che la parola e la Sindone hanno lo stesso obiettivo. Può spiegarsi meglio?
Nel Vangelo di Giovanni, capitolo 20, versetti 30-31, si legge: «30Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome». È evidente che tutte le cose miracolose che Gesù ha fatto e tutto quello che ha insegnato avevano uno scopo: farci credere che è il Cristo di Dio e con la fede ricevere la promessa della vita eterna. La fede è la moneta del paradiso. In questo mondo le cose si acquistano con i soldi. Nel Regno dello Spirito le cose si acquistano con la fede. Grazie alla fede, credo che i miei peccati siano stati inchiodati alla sua croce, che il sangue che ha versato sia stato offerto come ‘pagamento’ per i miei peccati e per i peccati del mondo. Eppure è risorto dai morti sconfiggendo il potere della morte e con la fede nella sua Resurrezione anche noi siamo partecipi della sua vittoria sulla morte. La sua vittoria è la nostra vittoria. Da questo punto di vista, l’obiettivo della Parola e della Sindone è identico. Entrambe testimoniano la sua vita, la sua sofferenza, la sua morte e la sua Resurrezione. Lo scopo di entrambe è farci credere in queste cose senza crogiolarci nel dubbio e nello scetticismo.

Ha anche affermato che la Sindone di Torino è uno ‘scontrino’, una ‘transazione’ del dono che Gesù ha fatto all’umanità. Può spiegarci questo concetto?
Questo è un concetto profondo. Ci sono quattro parole che vengono usate più spesso per descrivere la Sindone: ‘reperto’, ‘reliquia’, ‘mistero’ e ‘simbolo’. Queste parole non sono adeguate perché indicano soltanto cos’è la Sindone senza dire nulla sul suo scopo o sulla sua funzione. Serve un nuovo concetto. È molto interessante notare che nelle Scritture vengono usate quattro parole diverse per descrivere quello che Gesù ha compiuto. Dicono che siamo stati ‘comprati’, che siamo stati ‘acquistati’, che siamo stati ‘redenti’ e Gesù ha affermato di aver dato la sua vita come ‘riscatto’. Queste quattro parole indicano che è stata fatta una ‘transazione’, è stato fatto un ‘pagamento’ per nostro conto. Quando andiamo al negozio a comprare qualcosa, che cosa ci dà sempre la cassiera? Lo scontrino! Che cos’è lo scontrino? È la prova d’acquisto. Che cosa c’è scritto sullo scontrino? Il prezzo che hai pagato. Così, quando Pietro e Giovanni corsero al sepolcro e videro il lenzuolo disteso, che cosa hanno visto? Hanno visto la ricevuta, la prova dell’acquisto, e del relativo pagamento. Hanno visto il prezzo che è stato pagato. In effetti, la Sindone è una ricevuta che documenta, dettagliatamente, il prezzo che è stato pagato: la corona di spine, la flagellazione in tutto il corpo, le ferite dei chiodi, la ferita nel fianco. Non solo: la Sindone è la prima prova tangibile che Gesù è risorto dai morti, è stata lasciata lì per un motivo. Si tratta di una ricevuta timbrata con il sangue, con sopra stampato il ‘pagato’ nella declinazione ‘Tutto è compiuto’, ciò che Gesù gridò dalla croce prima di morire. È uno scontrino stampato con il sangue in cui si legge ‘pagamento completo’. In greco ciò equivale a «È finita», che è quello che ha gridato Gesù dalla croce prima di morire. Siamo stati comprati, redenti e riscattati e abbiamo una ricevuta, uno scontrino, per dimostrarlo. Si tratta di un concetto davvero emozionante che collega direttamente la Sindone alla teologia biblica.

Questo suo affascinante approccio teologico alla Sindone rischia di essere usato e accettato ‘solo’ dai credenti. Quindi, le chiedo: ci sono fatti, documenti, dati storici che possano sostenere il suo punto di vista?
Il suo profondo mistero sostiene l’autenticità, ma non si potrà mai dimostrare al di là di ogni ragionevole dubbio, e non solo perché non abbiamo il DNA di Gesù per fare il confronto. Da un punto di vista storico, ora sappiamo per certo che nel 1204 la Sindone si trovava a Costantinopoli e che fu rubata dai francesi durante la quarta crociata. Per quanto riguarda la presunta datazione al carbonio del 1260 fino al 1390: il 1204 è precedente rispetto la data restituita dal test di datazione al carbonio; altresì, il lenzuolo non solo arrivò lì nel 1204, bensì era stato lì per centinaia di anni, arrivò da Edessa nel 944. È chiaro che la Sindone sia stata la fonte d’ispirazione per le immagini iconiche bizantine iniziate a comparire nel sesto secolo, caratterizzate da capelli lunghi, barba, occhi grandi incavati e naso appiattito; alcune immagini hanno ben 180 punti di congruenza con la Sindone. La leggenda di Abgar racconta di un lenzuolo con un’immagine misteriosa di Gesù che arrivò a Edessa nel primo secolo accompagnata dall’Apostolo Giuda. La pista storica è sicura? No, ma ci sono indizi importanti, direi sufficienti, autentica la Sindone. Il risultato della datazione al carbonio è seriamente compromesso, tra il resto, dal fatto che i campioni analizzati sono stati prelevati dall’estremità esterna, il punto in cui il lenzuolo era stato maneggiato centinaia di volte nel corso dei secoli; se stavate cercando il punto peggiore per il prelievo del campione, avreste scelto una delle estremità esterne ed è proprio questo che è successo. Un test chimico pubblicato nel 2005 indica che l’estremità in questione non corrisponde al resto del lenzuolo, suggerendo che l’angolo possa essere stato riparato con un tessuto nuovo. Nel 2013 i ricercatori dell’Università di Padova hanno valutato il tasso di degrado chimico di una decina di teli di lino risalenti tutti al 3.000 AC. confrontando il risultato con il tasso di degrado delle fibre della Sindone, l’hanno fatta risalire a un periodo compreso tra il 280 AC e il 220 DC!

Sono stati condotti numerosi studi sulla Sindone tra il XX e il XXI secolo, gli scienziati hanno indagato sulla data, sul tessuto, sulla formazione dell’immagine. Non crede che i teologi abbiano ancora, invece, molta strada da fare? Non crede che la teologia trascuri la Sindone di Torino e il Sudario di Oviedo?
Il disinteresse dei teologi e degli apologeti deriva da molti motivi diversi. Prima di tutto, la mancanza di prove certe. Ma anche dal risultato deludente della datazione al carbonio del 1988. Senza una data definitiva, molti mettono ancora in dubbio la sua autenticità. In genere, la Sindone suscita maggiore attenzione nelle persone interessate all’apologetica -la difesa razionale della fede cristiana attraverso prove storiche e archeologiche. I teologi hanno maggiori difficoltà ad accoglierla perché raramente vedono o accettano le sue implicazioni teologiche. È questo che ho cercato di evidenziare nella mia presentazione dal titolo ‘Theology of the Shroud’. Concepire la Sindone come uno ‘scontrino’, una ‘prova d’acquisto’, ha implicazioni profonde e collega direttamente la Sindone alla teologia biblica.

Crede che la Sindone possa rappresentare un problema per la Chiesa cattolica? E per i protestanti?
La Sindone non rappresenta un problema per la Chiesa cattolica. La Chiesa si è chiamata fuori dal dibattito sull’autenticità. Definendo la Sindone un «simbolo della sofferenza di Cristo degno di adorazione» ha adottato una posizione intermedia. Che la Sindone sia autentica o meno, resta sicuramente un simbolo potente. Potrebbe rappresentare una minaccia per i protestanti perché molti rifiutano l’idea che Dio abbia lasciato un’immagine di Suo Figlio crocifisso su un lenzuolo di lino. Molti credono che la fede debba essere sostenuta solo dalla fede e non dalla vista. Eppure Tommaso, che chiese di vedere Gesù prima di credere alla Sua Resurrezione, non fu condannato per il suo scetticismo; Gesù ha semplicemente dato la benedizione a coloro che possono credere senza vedere. Nella Lettera ai Colossesi, capitolo 1, versetto 15, Paolo descrive Gesù come «immagine del Dio invisibile». Inoltre, nella Lettera agli Ebrei, capitolo 1, versetto 3, si legge: « 3Egli è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, […] », anche tradotta: «È il riflesso della gloria di Dio e l’esatta rappresentazione del Suo stesso essere […] ». Non può essere che Dio, con la Sindone, voglia dare a milioni di persone la stessa opportunità che diede a Tommaso? ‘L’incredulo Tommaso’, noto per aver fatto la più grande professione di fede di tutto il Nuovo Testamento: «Mio Signore e mio Dio». Secondo me, il verso chiave lo troviamo negli Atti degli Apostoli, al capitolo 1, versetto 3: «Egli si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, […] ». Queste prove sono soprattutto le apparizioni di Gesù dopo la Resurrezione nei quaranta giorni prima dell’Ascensione. Tuttavia, la prima prova è stata il lenzuolo vuoto che giaceva nella tomba. Non può essere che Dio «che non vuole che alcuno perisca» possa averla preservata come testimonianza per tutte le generazioni e soprattutto per i dubbiosi e gli scettici della Sua epoca.

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