giovedì, Dicembre 12

Simpatia per il diavolo Berlusconi field_506ffb1d3dbe2

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Sta a vedere che non riusciamo più ad arginare la ricorrente ‘simpatia per il diavolo’. Nel caso specifico il diavolo più diavolo di tutti, un diavolone che è il più demònio dei dèmoni, ancor più ‘Il Demònio’ stesso, Belfagor, Belzebù e Satana al contempo, che al confronto il demonìaco Giulio Andreotti era un quasi inoffensivo diavoletto. Ma sì, proprio lui, Silvio Berlusconi. Che causa operazione al cuore e necessaria quanto ben gestita assenza fa sin sorgere rimpianti bertolucciani. «Assenza, più acuta presenza». E se la nostalgia torna ad essere quella di un tempo, e se «Vago pensier di te, vaghi ricordi turbano l’ora calma e il dolce sole. Dolente il petto, ti porta come una pietra leggera» il trionfo dell’’impresentabile’ potrebbe finalmente avverarsi nel momento più inatteso. E’ il risultato risospingente della confusione politica e della disperazione reale che coglie e attanaglia molti in mezzo a quanto sta avvenendo. Tornare ad amare il ‘vecchio’ Berlusconi, e addirittura simpatizzare per l’indomito combattente anche da parte di chi è sempre stato in grado di vederlo nella sua vera dimensione e nella tragica capacità di corruzione a lungo termine. E non solo e tanto quella politica ed economica.

A cosa siamo ridotti, signora mia… Visto che, via Movimento Cinque Stelle e neo Sindaco di Roma, Virginia Raggi, si ‘riabilita’ persino quell’altro ‘diavolone’ di Manlio Cerroni, ottantanove anni abbondantemente compiuti e padrone della più grande discarica europea, quella di Malagrotta. Soprannominato ‘Il Supremo’, un veloce e recente passaggio agli arresti domiciliari (con lieve condanna finale). Il nuovo Assessore comunale all’Ambiente, Paola Muraro, ha prescritto di trattare i rifiuti capitolini a Rocca Cencia. Sempre Cerroni, seppur via affitto ad un terzo. Visto che i radicali, o i Radicali a scelta, si stanno a disputare senza pudore (anche se qualcuno almeno prova a mettercelo) le spoglie ideali e pratiche di Marco Pannella. Visto che la rivoluzione di Matteo Renzi si è già dimostrata per quel che è, una quinta di cartapesta. E visto che la sinistra è morta, il centro è morto e anche tutti gli altri non si sentono tanto bene. Così si ritorna al solito, ben conosciuto diavolone di Arcore. Che sta per compiere ottanta anni (il 29 settembre 2016), e in questo caso l’antica battuta dei ‘suoi primi ottanta anni’ per l’imprenditoreimpresario rischia di rappresentare non solo una battuta.

Sympathy for the Devil’ era, è, il celebre pezzo dei ‘The Rolling Stones’ di Mick Jagger, il cui protagonista è l’’affabile gentiluomo’ bulgakoviano. Tema ricorrente, abbiamo già toccato con diverso taglio l’argomento in ‘Il diavolo, probabilmente’ su ‘L’Indro’ ne ‘il Contrappunto’ del 2 maggio 2016. Ora, se così stanno le cose, siamo addirittura alle viste di una sorta di ‘amnistia generale’ della memoria. Morale, sentimentale, politica. Forse anche, in caso di necessità, giudiziaria. Tranquilli, tutto è perdonato. Renato Betulla Farina e il suo tradimento di amici e nemici. Angelino Alfano dovrà sì stare per tre giorni e tre notti nel prossimo gelido inverno inginocchiato dinnanzi al portale chiuso della sua Arcore-Canossa, ricoperto dal saio, i piedi scalzi, il capo cosparso di cenere. Però già sicuro che Silvio-Gregorio lo riaccoglierà sgozzando il vitello grasso. Matteo Salvini deve forse cominciare a preoccuparsi di questo, ma intanto anche lui potrà essere perdonato da africani, migranti, islamici e disgraziati vari che ne concepiranno un profondo, masochistico, affetto. Del resto mica è razzista, come si era soliti dire in certi ambienti meneghini «Rasista a mi? Ma se l’è lü che l’è negher». E per quel che lo riguarda perdonerà Umberto Bossi, e quello i terroni, e i terroni… Di questo passo, e nell’imminenza del ritorno alla domenica pomeriggio Rai di Pippo Baudo, non ci limiteremo ad attendere il reinsediamento alla guida del Governo di Ciriaco De Mita, evento prossimamente inevitabile, ma potremo già ricominciare a guardare verso Andreotti e Bettino Craxi, che opportunamente riesumati, formalinizzati e dignitosamente rivestiti possono ancora ben guidare il Paese. Quanto a Benito Mussolini, forse pure per lui è venuto il momento di uscire dalla cripta di Predappio. Tanto, ormai…

 

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