sabato, Luglio 11

Silvia Romano, gli ipocriti, i buffoni L’ipocrisia di politici, media, industriali e gente comune è ri-scoppiata: migranti e cooperanti le vittime di questi giorni. È colpa di Silvia se da noi tra ipocriti e buffoni c’è solo da scegliere?

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Una volta di più, con dolore, mi tocca tornare su un tema già toccato spesso in passato: l’ipocrisia, la disgustosa ipocrisia che, unita alla accidia, sono le caratteristiche principali di chi ci amministra o crede di governarci.
Sull’accidia, basterebbe leggere il ‘caffè’ di
ieri sul modo in cui la burocrazia agisce e si comporta: lentezza, farraginosità, oscurità, cripticità: Tvnd (ap, Sap) = Cu· Sap (ap)· Kd (ap). Bene, mentre risolvete l’equazione vado avanti: lo sappiamo, non c’è da farci molto, o meglio ci sarebbe, ma si dovrebbe mettercisi di ‘buzzo buono’, rimboccarsi le maniche e dare per scontato di ricevere tanti calci negli stinchi. Non lo ha fatto fino ad oggi nessuno, figuriamoci se lo farà questo Governo imbelle.
Che,
e qui quanto a ipocrisia mica ci scherziamo, è nel bel mezzo di un mega-mercanteggiamento, rispetto al quale il suk di Marrakech è un luogo di lealtà e di delizie, sui soldi da dare a chi e quanti, per non parlare di quei poveri disgraziati dei migranti resi irregolari da Matteo Salvini e Luigi Di Maio.
Un tira e molla osceno, che, credetemi, non ha alcuna finalità seriamente intesa a risolvere i problemi del Paese, ma solo di mettere in tasca (sia pure, per carità in senso figurato … quasi) il più possibile e, al tempo stesso, di permettere ai vari politicanti in piena zuffa, di mostrare alla fine un pezzo di carne sanguinolenta da offrire ai propri presunti elettori per fare vedere quanto sono stati bravi a prenderne un pezzo.
Gli ‘
industriali’ in particolare, ne vogliono sempre una di più: parlano male dello Stato che non funziona, che non amministra bene, che non fa le strade, che non fa non so che altro, ma poi, se si tratta di contribuire ad uno sforzo del Paese, l’unica cosa che sanno fare è chiedere soldi a fondo perduto, trasferire o vendere le proprie aziende, e intanto, in troppi, non pagare le tasse. Non si capisce come possa fare uno Stato a fare le strade e gli ospedali se non riceve le tasse. Ipocrisia, appunto, cinismo. Dubito che abbiano letto il sondaggio della signora Ghisleri: attenti, la gente non crede più proprio a voi, non solo ai politicanti, comunque al 4% di credibilità!

Ma sull’altra vicenda odierna il nostro ceto politico (e non parliamo di quello giornalistico per carità di Patria) sta dando il meglio di sé. Già l’attacco ieri mattina di Maurizio Molinari è tutto un programma (e sia chiaro è tra i migliori!) citando un comunicato dei rapitori «“Una parte dei soldi del riscatto pagato dall’Italia per la libertà di Silvia Romano finanzierà la nostra jihad”. È la frase terribile pronunciata dal portavoce di Al Shabaab». Ma spiluccando qua e là su Facebook (cosa che, confesso umilmente, non faccio mai se proprio non mi salta qualcosa all’occhio come oggi) leggo cose tipo «in zone a rischio ci debbono andare corpi militari di peacekeeping, professionalmente addestrati e coperti da assicurazione», «è tornata, convertita all’islam. Se lo ha fatto liberamente – del che dubito», «uno spot per l’estremismo», ecc. e riporto solo frasi civili e pacate, sulle altre sorvolo.

Vediamo un momento. Se un nostro connazionale viene rapito all’estero (ma anche in Italia, no?) che fa lo Stato? Vogliamo deciderlo una volta e per tutte? Vogliamo dire che va abbandonato a sé stesso e non va perseguita la possibilità di liberarlo? Allora, però, va detto, deciso e deliberato; altri stati lo hanno fatto e lo fanno. Noi non lo abbiamo mai fatto, e dunque finché il rapimento c’è, stiamo tutti lì a lamentare e criticare per la mancata liberazione e a deprecare le certe condizioni di sofferenza del rapito, ma poi appena lo si ritrova, si comincia a protestare per il pagamento del riscatto, quando non si lanciano oscure dietrologie.
Se c’è qualche politicante, di quelli che stanno oggi sbraitando, e qualche giornalista che vuole sostenerlo, lo dica chiaramente e se ne assuma la responsabilità, politica e morale … sì, lo so, ‘morale’ è una parola difficile. Ma se non lo si fa, è solo ipocrisia. Certo, ci sono Stati che agiscono con la violenza, con iblitz’: vogliamo farlo anche noi? Bene, decidiamolo. Ma alla luce del sole.

A suo tempo (per un po’ e in maniera ondivaga) si decise di non pagare il riscatto ai rapitori in Italia, lo ricordate? e ricordate le lamentele dei parenti, gli stracciamenti di vesti degli amici, gli interventi ‘nascosti’ di amici facoltosi e di banche amiche (si fa per dire!)? allora: linea dura, ma sotto sotto negoziamo a paghiamo.

Il prof. Gianfranco Pasquino  -verso il quale la mia stima sfiora la venerazione (e che, diversamente da me è anche ‘emerito’ vero)-  dice che la politica ufficiale del nostro Paese è pagare il riscatto. A me non risulta e, incidentalmente, sarebbe anche cretino dichiararlo, ma se tale è lo si dica, e se tale non è lo si dica. Tacere e alludere o ammiccare è peggio che cretino! È ipocrita.
E quindi, cari miei: o non si paga mai, o se si paga, si paga senza fare sceneggiate.
Che c’è da stupirsi che quei soldi vadano o siano andati a dei terroristi? E perché, qualcuno pensava che andassero ad una associazione umanitaria, dedita al bene del prossimo per realizzare il quale ogni tanto rapisce qualcuno per fare cassa? Ma ci vogliamo prendere in giro o cosa?

Cosa farei io? che non conto nulla. Pagherei, senza dubbio, tutto e subito senza perdere tempo, perché si tratta della pelle di un essere umano, nemmeno vecchio come quelli sterminati dal coronavirus, ma farei politica. Che vuol dire, intanto, evitare contrasti di principio o razzisti, che comunque sono incivili, ma poi cercherei di ‘proteggerele persone che per generosità di spirito fanno quelle cose, per evitare che siano mandate allo sbaraglio.
La cosa, infatti, più cretina che è stata detta è: impediamo ai nostri giovani di andare ad aiutare in quelle terre, ecc. Solo dirlo, dovrebbe fare scandalo, solo pensarlo dovrebbe fare vergognare. Quei giovani, magari irretiti, imbrogliati, ma entusiasti, pieni di fede, insomma come che sia, quei giovani vanno aiutati e protetti: non sono banditi, vanno protetti.
Pare che Silvia Romano abbia detto ai Magistrati di essere stata mandata allo sbaraglio. Ecco il punto: uno Stato che si rispetti, fa in modo che i giovani vadano dove il loro cuore o il loro cervello vuole inviarli, ma anche che ci vadano in sicurezza. Altrimenti è, ancora una volta, ipocrisia!

E certo non ci si va con corpi armati. Quelli sono altra cosa. A parte il fatto che, poi, quando si mandano i corpi armati in giro per il mondo, ci si ristrappa le vesti perché siamo militaristi o che so io, per non parlare delle mamme dei militari inviati a rischiare la pelle, in lacrime sui moli da cui “partono i bastimenti” … ve le ricordate? Ma anche in quel caso ci sono conseguenze, lo ricordiamo tutti, spero anche senza fare nomi. E invece ci sono situazioni e situazioni. In certi casi il corpo armato ci sta bene, in altri no. Ma uno Stato civile, un Governo che sia tale (chiaramente non l’attuale, per carità), prima che la gente parta, vede da chi sono mandati in giro, quale sia la serietà di chi organizza quelle cose. Questa è la vera e principale responsabilità di chi crede di governare, ed è una responsabilità tutta sua.

Non cito nemmeno tutte le volgarità schifose dette su quella ragazza, sulla sua conversione, ovviamente sul suo essere forse incinta, su … che so su tutto. Certo, a certa gente, fa scandalo che Silvia si sia convertita all’Islam, perché secondo loro non è credibile. Sorvolo sulla domanda ovvia ‘e perché lo avrebbe fatto?’, mi limito solo a sottolineare quanto razzismo ci sia in frasi simili: la ‘sindrome di Stoccolma’ è cosa nota, accettata e rispettata, ma quando si tratta di rapimenti di ricchi, bianchi occidentali. Non è così? Lo dice con dignità e quasi sottovoce l’Imam di Milano, certo un tantinello mussulmano!

E infine la pubblicità. Vero, sbagliata. L’uscita dall’aereo col velo, la dichiarazione immediata di essere diventata mussulmana, ecc., è ‘propaganda’ a favore dell’Islam e, nel caso ma solo nel caso, del terrorismo. Già perché, il pensiero di fondo di chi si scandalizza per la conversione è che l’Islam è terrorismo, inciviltà. Ce lo vogliamo dire francamente, guardandoci in faccia? Quando la finiremo di essere razzisti nel profondo delle nostre coscienze?

Ma poi, la propaganda. E chi ha obbligato a chiamare la stampa e la TV all’atterraggio dell’aereo?, chi ha deciso di cantare la vittoria della liberazione a voce altissima la sera prima dell’arrivo? chi ha obbligato Conte pochette e Giggino e una quantità di altri alti papaveriad andarla ad accogliere? facendo discorsi, sgomitando per farsi vedere, indossando ridicole mascherine con i colori della bandiera (che vergogna, un insulto!). Gli stessi che, mentre si dimenavano ad accogliere Silvia, impedivano di vivere a decine di migliaia di migranti, che continueranno ad essere pagati tre o quattro euri l’ora, in nero, ovviamente!
Chi ha obbligato a fare quella scena? la Jihad?
Non stavano nella pelle quei tipi per farsi vedere, sentire, ammirare.
È colpa di Silvia se da noi tra ipocriti e buffoni c’è solo da scegliere?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.