venerdì, Ottobre 18

Signor Conte, chieda la fiducia alle Camere Solo così sarà evidente che Salvini vota contro o che è un buffone perché voterà a favore facendosi ridere dietro non da tutta Italia ma da tutto il mondo

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In attesa del discorso di Giuseppe Conte oggi al Senato, la confusione è massima, e la situazione assume anche risvolti comici, pur se, a ben vedere, stiamo davvero rischiando l’osso del collo: un Paese come il nostro, letteralmente alla frutta, anzi all’ammazzacaffè, che discute in maniera ridicola su una crisi annunciata e ritirata, riannunciata e resa possibile, forse certa, no, non più certa, soloforse’ … Tutta nel Palazzo, solo il Palazzo, il potere, insomma … viene da chiedere: ‘il potere di che?se tra un po’ l’Italia fallisce, ma certo andremo a vivere nelle Isbe, noi, non Salvini! C’è un dato che nessuno ricorda (al solito): oggi come oggi tra tutte queste follie abbiamo buttato dalla finestra cinque miliardi, grazie aigiallo-verdini’ (e l’assonanza non è casuale).

Innanzitutto, un PD alle prese con le follie di un uomo, Matteo Renzi, che pensa (come ha sempre fatto) solo a sé stesso, al modo di evitare le elezioni per non perdere il potere, che la sua sciagurata gestione del partito gli mette a disposizione in Parlamento, ma non in Italia, dove, invece, Nicola Zingaretti, per quanto debole e incerto, ha la stragrande maggioranza del partito, ma specialmente del consenso: non dimentichiamo che è stato votato anche da gente non iscritta al partito, da quasi due milioni di persone.
Certo, la sua già congeniale incertezza (non è mica Montalbano) è resa più incerta che mai, non solo e non tanto da Renzi, la cui idea banditesca della politica è ben nota e non sorprende più nessuno, tanto che ancora oggi ripete l’invito a Silvio Berlusconi, come, per altro, avevo previsto. Ma, poi, ci sono quelle parti del Partito aduse da sempre ai negoziati, alle trattative segrete, ai cambiamenti di casacca, alle ambiguità: sempre pronti a buttarsi dove credono che convenga, credono, magari anche di essere ‘giovani’ benché turchi, ma comunque barbuti e magari nobiliari come Paolo Gentiloni, con la sua ridicola pettinatura ‘a bandò’.
E sorvolo sulla solita deputata trentina, Maria Elena Boschi (meglio nota come MEB) che, parlando a nome del partito, dice ‘siamo disposti a governare con voi’, peraltro indicati come uomini inutili, incapaci e incompetenti per -e qui io sono stralunato- impedire che il Paese vada in mano a Matteo Salvini … -ma onorevole deputatessa, questa è solo la democrazia: certo sarebbe uno schifo e un dramma, ma, oltre ai meriti di Salvini, ci sono anche i demeriti vostri, lei inclusa … anzi tra i più responsabili: la gente vota Salvini anche perché nessuno gli sa dire come e perché votare per altri, e il fallimento è del PD e dei buffoncelli che credono di essere Berlinguer.
Sorprende -ma poi nemmeno tanto, sempre un democristiano è- la posizione di Romano Prodi, che inserisce una bomba imprevista nella macchina, affermando di essere d’accordo con Renzi, ma per fingere di essere diverso, se ne esce con le astruserie dei ‘patti Ursula’, anzi, Orsola, anzi Sant’Orsola o meglio la maga Ursula”.
Ma insomma, finitela, buffoni, state giocando sulla pelle di sessanta milioni di italiani: ripeto ancora, buffoni, buffoni e peggio, mascalzoni.

Perfino Carlo Calenda, il cui linguaggio sarebbe da fucilazione in piazza (‘se il PD va con gli stellini io me ne vado’, una cosa inammissibile) ha però la capacità di mantenere una linea logica e seria, contraria alle alleanze folli con gli stellini portate avanti dal suo (ex?) amico Renzi. Ed è ovvio, per lui, ma anche nel mio piccolo per me, che lo sto scrivendo da tempo: con gli stellini, e specialmente con questi stellini, non si tratta, mai e per nessun motivo, se non altro per non abbassarsi al loro livello.
Non per caso qualche giorno fa ho scritto che con costoro si potrà parlare solo dopo che avranno cacciato Luigi Di Maio e Dibba (Alessandro Di Battista), e, aggiungo, Beppe Grillo e Davide Casaleggio (una sorta di congresso, insomma, cosa sconosciuta all’azienda Casaleggio), gli altri sono comparse insignificanti, e andranno via da soli, Roberto Fico incluso, che a furia di uscire dall’aula per fare vedere come è coerente, si troverà la porta chiusa in faccia.

Credo che lo abbia capito anche Giuseppe Conte, che, immagino, si prepara a sparare a zero oggi contro Salvini, bruciandosi i ponti alle spalle, sì anche i suoi … almeno si spera, se è vero come è vero che ha avuto il ‘coraggio’ di pretendere lo sbarco dei minori a Lampedusa … -ma perché solo dei minori, perché non di tutti, perché scrive a Salvini che non ha eseguito le sue direttive e non fa nulla di più? perché non esercita il suo potere e decide lui cosa fare con quelle navi?, perché aspetta che sia il Procuratore di Agrigento ad accusare Salvini dopo avere imputato al Prefetto di non avere fatto sbarcare quella gente ed essersi sentito rispondere che lui, il Prefetto, ha obbedito agli ordini (il che lo rende egualmente colpevole)?, perché, inoltre, solo i minori gli altri possono crepare? perché tanta ipocrisia signor Conte? perché, perché, perchè? Quante scarpe ha a casa, Presidente? Finga di essere quella persona lineare, avvocato degli italiani che dice di essere: faccia il suo discorso e chieda la fiducia alle Camere; solo così sarà evidente che Salvini vota contro o che è un buffone perché voterà a favore facendosi ridere dietro non da tutta Italia ma da tutto il mondo.
Certo, potrebbe accadere che votino per la fiducia oltre agli stellini anche i renziani e … Berlusconi. Eh sì, perché Berlusconi tace e, siccome scemo non è, se tace vuol dire che aspetta di scegliere e magari di accogliere l’invito di Renzi e votare la fiducia.

Conte non credo che farà ciò, ma dopo il discorso andrà a dimettersi per non correre tutti i rischi descritti. Tutto ciò è il frutto della grande ambiguità e doppiezza di una persona che finora ha mostrato di non essere molto più di un pupazzo, con qualche momento di autonomia, forse ora interessato a continuare la carriera politica … comincia a piacergli il potere?

Intanto, a rendere il tutto più ridicolo che mai, gli stellini sono convocati nella villa holliwoodiana di Grillo, il comico da avanspettacolo, a prendere ordini da Casaleggio, quello che decide la “politica” di questi buffoncelli. E Casaleggio ordina di allearsi con il PD o con ciò che ne resta.
Rimane solo il pigolio ridicolo e pietoso di Di Maio che strilla che lui con Renzi e la Boschi non farà mai il Governo, dimenticando che nessuno gli ha chiesto di parteciparvi!
E, inoltre, il disperato tentativo di Zingaretti di riprendere le fila di un discorso sensato (attaccato come è da tutto e da tutti) arriva in tarda mattinata con un comunicato in cui si dice che non c’è nulla di deciso: sia come sia il Segretario del Partito è lui e la maggioranza in Direzione è sua. Ciò non toglie, però, che in Parlamento la maggioranza è di Renzi e Renzi vuole la morte del PD e prendersi l’eredità di Berlusconi.

Nel frattempo arriva, non a caso ignorata da tutti, come una staffilata l’intervista di Emanuele Macaluso. Un ‘grande vecchio’ del vecchio PCI e poi del seguito, ‘migliorista’, amico (nessuno è perfetto) di Giorgio Napolitano, che secco e schietto dice ‘ma che, avete paura del popolo?’. Un partito popolare, delle masse, per le masse, che ha paura del popolo e del suo voto, e che si chiude, o cerca di chiudersi in una politichetta ambigua tutta di Palazzo, per andare e restare e tornare al potere, per paura del popolo, per paura di affrontare le elezioni con le proprie parole d’ordine, con le proprie idee, con i propri progetti. Che vuol dire né quelli di Renzi (che a stento cita) né quelli di Calenda, ma, udite udite!, della sinistra. E, vivaddio, ha ragione da vendere: il PD deve avere e rendere nota una politica, che non sia la politicuccia di Renzi, la sua «povertà culturale».

E giù un altro affondo da lasciare senza fiato in chi di quel PD ha vissuto la storia, le battaglie e le disillusioni, e che di fronte alle ‘discussioni’ in atto, all’interno della maggioranza e tra il PD e la maggioranza, dice che lo colpisce, non i suoi contenuti, questa o quella proposta, ma: «La sua povertà culturale. Manca l’analisi di fondo della crisi italiana, per come si sta manifestando. La crisi di Governo è solo un pezzo di una crisi più ampia della politica. Basta guardare il personale: Conte sarà anche civile e perbene, ma ha rivelato la sua inadeguatezza in questo anno, in cui di fatto è stato governato dal suo addetto stampa. Come si chiama lo spogliarellista?» … io lo chiamo ‘l’innominabile’ e quindi non lo nomino. Ma il giudizio non solo sul Governo, ma su Conte è sferzante: se Conte sapesse leggere e avesse letto queste frasi, solo per quelle andrebbe via, non solo dal Governo, ma dall’Italia, dall’Europa … magari con lo spogliarellista.

Ma Macaluso non ha parole dolci nemmeno per il PD, anzi, lo schiaffeggia che di più non potrebbe quando dice: «In questo anno Lega e Cinque stelle hanno approvato leggi infami come quelle sulla sicurezza … Anziché guardare a cosa avveniva nella società, quali problemi maturavano nel profondo, quali rabbie, quali aspettative, ha teso ad andare al Governo attraverso manovre politiche e parlamentari». Chiaro? Vuole il PD, Renzi, Prodi, Gentiloni, ecc., andare al Governo con chi ha fatto il decreto sicurezza uno e bis? Questa è la domanda di fondo, la sferzata con il gatto a nove code perché equivale a dire che, in un modo o nell’altro, il PD quelle cose non le ha votate ma le ha permesse, quanto meno con la sua politica perdente che ha messo in sella il pre-fascista Salvini. E questa sferzata il ‘vecchio Macaluso’ dà al PD: forse i ‘vertici’ se ne fregheranno, ma ‘la base’ e chi vorrebbe votare PD no!
Leggi infami, dice Macaluso, non solo le avete fatte passare, ma volete andare al Governo con quelli che le hanno fatte, non fatte passare. Le porcate, le leggi capestro, e ora questa legge destinata a distruggere quel poco che resta del Parlamento e cioè della democrazia: la riduzione dei parlamentari.

Non è mica un caso, che il fidanzato Salvini scriva oggi alla fidanzata tradita e maltrattata ma incinta, Di Maio, dicendogli che è disposto a dargli la Presidenza del Consiglio (quasi fosse roba sua) in cambio di un ritorno alla casa coniugale … ma con il frutto della colpa! Come dire: ti rimetto in casa, ti faccio una camera da letto che non hai visto mai, ti regalo un’auto di lusso e due bei solitari, ma poi … me le porto in casa le amanti.
Questa, parliamoci chiaro, è la proposta di Salvini a Di Maio, cui risponde una faccia strana, scura, cupa, balbettante Riccardo Fraccaro, dicendo che, però, vuole ridurre i parlamentari … ma certo, stai tranquillo, tanto fra un anno il Parlamento non ci sarà più, ma tu, Di Maio con Fraccaro e qualche altro, starai lì in una bella gabbia dorata, dove ciò che conta è la gabbia.

Ho ascoltato qualche sera fa, a ‘in onda’, disgustato, un coltissimo, altissimo, bellissimo (beh bellissimo no, osceno) dibattito in TV sulle meraviglie del fascismo, quello vero, sulla sua cultura e sul suo amore per la cultura (sic!), sugli splendidi edifici realizzati, sulle meraviglie del Vittoriale, e chi più ne ha più ne metta, certo affetto da una lieve attitudine alla violenza (ma nemmeno un cenno alla attitudine a distruggere la democrazia!) ma è una cosa normale in un regime che si afferma, anche Fidel, anche Mao … hanno dimenticato Pol Pot, loro sono più colti di me, avranno avuto le loro ragioni! Ma tra quel (bel?) fascismo e le mene sovraniste e populiste dei fidanzatini Salvimaio non c’è paragone: questo odierno non è fascismo, non si può chiamare così, solo un ignorante come me, non pagato da nessuno per ‘partecipare’ a certi dibattiti, può farlo.
Poi, quando ci si accorgerà che non si vota più o che se sei amico di un nero e perché no di un ebreo o di un palestinese (forse piacerebbe di più, visto che ormai di loro si parla solo per elencarne le morti) rischi la galera, interrogheremo la Crusca per sapere come si chiama!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.