mercoledì, Settembre 30

Sierra Leone alla prova del voto Si parla di un ballottaggio a due tra Samura Kamara, delfino dell'attuale presidente Koroma, e Julius Maada Bio

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In Sierra Leone è andato in scena ieri il primo turno di presidenziali. Si parla di un ballottaggio a due tra Samura Kamara, delfino dell’attuale presidente Ernest Bai Koroma giunto alla fine di un secondo e non più rinnovabile mandato, e Julius Maada Bio, sconfitto da Koroma alle presidenziali del 2012.

Si tratta delle quarte elezioni dopo la sanguinosa guerra civile finita nel 2002, e una delle più indecise: nessuno dei due infatti dovrebbe poter superare la soglia del 55% e il secondo turno è previsto per questo mese.

Kamara è già stato ministro degli Esteri e delle Finanze oltre che governatore della Banca centrale dello Stato costiero dell’Africa occidentale. Maada Bio, della formazione Slpp, è invece un ex-capo militare che nel 2012 prese il 38% e nel 1996 governò la Sierra Leone per tre mesi.

La campagna elettorale, considerata dagli osservatori tutto sommato pacata, si è concentrata principalmente sul tema della corruzione, una piaga che impedisce alla Sierra Leone di sfruttare al meglio le materie prime di cui abbonda. Pur avendo un suolo ricco di diamanti, infatti, rimane uno dei Paesi più poveri al mondo.

Altri temi che hanno occupato il dibattito pubblico l’ingerenza di Paesi stranieri nell’economia nazionale. Il governo uscente, infatti, è stato accusato di essere stato foraggiato dalla Cina che avrebbe finanziato alcuni dei progetti di punta del presidente Ernest Bai Koroma, tra cui un nuovo aeroporto e un’autostrada che attraversa il Paese. A preoccupare anche la presenza sempre maggiore di aziende che provengono dalla Nigeria e che starebbero assumendo un ruolo centrale nell’economia della Sierra Leone.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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