giovedì, Ottobre 29

Siamo ad una svolta, speriamo non guidi Grillo Conte si pavoneggia, tutti gli dicono ‘bravo’, anche Renzi, il ‘stai sereno’; mentre Grillo paga perché venga rimossa, dopo 39 anni, la sua auto nel burrone; e Zangrillo ha «le palle piene» perché un morto in Lombardia non significa niente

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Tre piccole notizie vorrei commentare brevemente oggi, lasciando forse un po’ da parte i vari temi del giorno a decantarsi, mentre Giuseppe Conte si pavoneggia ovunque e le opposizioni balbettano stupidaggini … ma anche la maggioranza.

La prima: il professor Alberto Zangrillo si è rotto le palle. Lo dice proprio lui, testualmente, senza dubbi e senza equivoci. Si è rotto le palle, anzi, ne ha «le palle piene» perché «un morto in Lombardia» (ieri credo) per Covid-19 è irrilevante, non significa nulla e, anzi, siccome è molto stanco (Zangrillo non l’irrilevante morto) non vuole discutere, ma si aspetta che il Comitato tecnico scientifico «dica la verità», e cioè che si può andare in giro, al ristorante, al mare, in banca (e lo capisco), al massimo mettete la mascherina se entrate in un luogo chiuso.
Il fatto che in Lombardia c’è stato solo un morto irrilevante
per lui i morti sono irrilevanti, almeno questi ma che nel resto di Italia ce ne sino stati dodici, mi pare l’altro giorno, e oggi non so, eccetera, è irrilevante … sono mesi che muore gente per poco più di una banale influenza, siamo a quasi 40.000, ma è irrilevante. Lo dice lui che dice la verità, gli altri evidentemente mentono e basta così, perché è stanco: badate bene, dire ‘dite la verità’ equivale a dire ‘siete dei bugiardi’, ma poi nessuno manco reagisce.
Poi spiega anche che
si deve andare in giro a spendere e spandere, «altrimenti Conte tra due anni, se ci sarà, dovrà chiedere 800 miliardi in Europa»: è anche un fine economista ed un giurista di vaglia, ha capito tutto anche lì, beato lui. È la benedizione dei grandi, sanno tutto, capiscono tutto prima di tutti, magari accudendo Silvio Berlusconi.
Dall’altra parte, un altro vate dell’epidemiologia universale,
Andrea Crisanti, si sente isolato e Luca Zaia non gli dà più retta, lo ignora: come la mia fidanzata che ogni tanto fa lo stesso, e allora lui che fa? Se ne va dalla Commissione che so io? forse sì, forse no, alla fine no. Una volta si diceva ‘in tempo di tempesta ogni pertuso è porto’ o meglio ‘ogni lasciata è persa’!
Ormai
saremmo al ridicolo se non fossimo al tragico.
E finora abbiamo sentito solo questi due galletti, perché ora arriveranno i commenti dell’altro stanco, il prof. Massimo Galli, della sua collega critica Maria Rita Gismondi e così via, inclusi i virologi esuli e, naturalmente, Vittorio Sgarbi, quello non manca mai. Il battibecco continuo tra scienziati’ e ‘uomini superiori’. Qualcuno forse ricorderà i battibecchi acidi, che so, tra Liz Taylor e Ava Gardner … siamo lì.
Mentre
nella chiacchiera si dimentica (abilmente?) il tema più importante che ha messo in luce l’epidemia: il rapporto malato e sbagliato tra medicina pubblica e privata e l’indifferenza ai malati, pardon ‘pazienti’. E specialmente che, ora o mai più, o si investa seriamente nella medicina pubblica o finiremo come in USA, dove se non hai una assicurazione milionaria, crepi per strada!

La seconda: Grillo Beppe, comico di seconda scelta (a mio modestissimo parere) e inventore sciagurato del partito degli stellini, e in particolare di Giggino e Dibba (e sorvolo sulla Castelli, quella del ‘cambiate mestiere’), risponde con infastidita ma generosa degnazione al sindaco di non so dove, che protesta rumorosamente perché una enorme auto incidentata in un dirupo non viene rimossa da appena 39 anni (trentanove!!); anzi, per la precisione quel raffinato di Beppe così si rivolge al sindaco: «Fallo pure rimuovere e se c’è da pagare qualcosa, nessun problema, ci penso io», che generoso. Direte che c’entra? L’auto ècadutanel burrone 39 anni fa, mentre alla guida c’era il sig. Grillo, e nell’auto sono morte tre persone.
Da allora l’auto è rimasta lì abbandonata e quindi il sindaco ne ha parlato, anzi, per essere di nuovo ben precisi, il sindaco dopo 39 anni scopre (lui, Grillo no) che «il rottame attira troppa gente in un punto dove è facile scivolare e farsi male … Quello non è un trofeo da mostrare ai turisti, e bisogna avere rispetto per le persone coinvolte in quella tragedia» … dopo 39 anni! E, generoso, Grillo è disposto apagareper la rimozione, non a rimuoverla, ma solo a pagare, perché i ‘vili meccanici’ locali la rimuovano finalmente. Anzi, per la precisione, è sempre il sindaco che parla, commosso: «Lui è stato molto gentile e disponibile (sic!!!), oltre che comprensivo (sic, sic!!!). Mi ha riferito che gli era dispiaciuto ricordare un fatto terribile avvenuto tanti anni fa, e mi ha invitato a procedere subito, aggiungendo che si accollerà le spese della rimozione» Che crudeltà, sindaco, a ricordargli quello spiacevole incidente, ma diciamolo via, che generosità, che degnazione, dopo appena 39 anni visto che nessuno lo fa, fa provvedere lui a sue spese; e il sindaco (evidentemente non si ascolta quando parla, o forse sì) aggiunge sempre più commosso: «Lo faremo al più presto. Sono contento che Grillo abbia compreso che non c’era nulla di personale. La tragedia l’ha segnato profondamente e lo capisco. Tutto si è risolto per il meglio, con buonsenso».
Avete capito bene, vi rendete conto? L’auto è la sua, nel burrone ce l’ha buttata lui, i morti li ha fatti lui, è stato pure condannato, e si degna dopo trentanove anni di pagare perché ivili meccanicidi cui sopra la vadano a ritirare … e poi fa l’ecologista. Vi rendete conto? È lui che fa un favore al sindaco, perché se no chi la dovrebbe togliere da lì. Una volta non si diceva ‘chi rompe paga e i cocci sono suoi’? embè! C’è voluta la strillazzata del sindaco per farti ricordare che la devi togliere da lì, o ti aspetti, Tu creatore del partito post-ideologico, quasi santo, vate indiscusso dell’ecologia e della difesa del territorio, proprio Tu vorresti che sia lo Stato a raccattare le schifezze che tu getti nei burroni? Questa, badate bene, questa è la mentalità di chi ha potere, che alla fine … si degna di pagare e si dispiace pure che gli abbiano ricordato quel brutto marginale episodio della sua integerrima vita. Guardate se domani qualche commerciante locale non protesti col sindaco perché togliendo il ‘cimelio’ non arriva più gente a guardarlo e a consumare un paio di caffè e un panino lì!

La terza: Matteo Renzi, pare, ha detto che Conte a Bruxelles ha fatto bene. Ehilà, deve avere bevuto, o c’è sotto qualcosa? Qualcuno ricorda che così cominciò la cacciata di Letta: «stai sereno». Appunto, Conte, stai sereno, hai l’appoggio di Renzi, o meglio no, hai l’apprezzamento di Renzi per ciò che hai fatto e qualche parlamentare berlusconiano se la svigna verso Renzi … ma no, via , è solo un caso, una coincidenza. I commentatori politici bravi, si sbizzarriscono nell’analizzare l’affermazione, nello scarnificarla: che avrà voluto dire? cosa nasconde la frase? è il passo decisivo per una alleanza definitiva (con Renzi?) tra Conte e Renzi? il sottile disegno politico di Renzi sottintende un accordo con Berlusconi o no? e Zingaretti che ne pensa dell’apprezzamento renziano di Conte? E insomma, potete immaginare il resto.

Forse mi sbaglio, ma tre cose più disgustose di così è difficile trovarle tutte insieme.
Mentre ora tutto il mondo politico sta lì a spellarsi le mani in applausi a Conte, detto pochette, per il grande successo avuto.
Nessun commento acido, giuro, ci devo pensare, devo cercare di capire, ma specialmente devo guardare che si fa prima di esprimere un commento, mica sono Zangrillo io che in un ‘fiat’ capisce tutto, giudica e magari si trova le palle piene: io le palle al momento le ho tranquille (un po’ intirizzite, invero), ma, prudentemente, io un qualcosa per proteggerle lo ho ancora lì, elementare precauzione.

Solo per dire, senza ironia stavolta, che ora la cosa si fa davvero seria: ora si tratta di vedere se e cosa si vuole, ma specialmente cosa si sa fare, specie col MES che, dice san Conte, è un morbo. L’ho scritto ieri: siamo ad una svolta che può essere decisiva non solo e non tanto per il nostro Paese, ma per l’intera Europa: visti i precedenti, speriamo che non guidi Grillo.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.