giovedì, Ottobre 1

Sheila Abdus-Salaam, una giudice vicina ai più deboli

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E’ avvolta nel mistero la morte di Sheila Abdus-Salaam, giudice associata dell’Alta Corte di New York, nonché la prima donna afroamericana a ricoprire questo ruolo. Il suo corpo è stato rinvenuto mercoledì nel fiume Hudson.

La polizia ha aperto un’inchiesta per capire come la donna sia finita nel fiume e quanto tempo sia rimasta immersa nell’acqua. Di sicuro, dopo i primi accertamenti, sul suo corpo non sono stati rinvenuti traumi o segni di violenza. Gli investigatori dicono che per il momento non sono state trovate prove che facciano pensare a un omicidio.

Nata e cresciuta a Washington, Sheila Abdus-Salaam aveva conseguito la laurea in Giurisprudenza presso la Colombia University nel 1977. Dopo la scuola di legge, era diventata un avvocatessa a Brooklyn, che difendeva le persone che non potevano permettersi un legale. Dal gennaio 1992 al dicembre del 1993, aveva svolto l’incarico di giudice al tribunale civile della città di New York. Ma non solo: ha ricoperto il ruolo di consigliere generale per l’Ufficio dei servizi sul lavoro di New York City dal giugno 1988 al dicembre 1991. È stata anche assistente procuratore generale nel campo dei diritti civili e del finanziamento dei beni immobiliari dall’agosto 1980 al maggio 1988.

Dal 2013 poi Sheia Abdus-Salaam era stata uno dei sette giudici della Corte d’Appello dello stato di New York, mentre per 15 anni è stata membro della Corte Suprema dello stato di Manhattan. Era considerata una delle voci più liberali, si schierava con le persone più vulnerabili, poveri, immigrati impoveriti, individui affetti da disturbi mentali, difendendoli dai poteri forti. Sapeva affrontare casi complessi in una maniera umana, come di rado capita purtroppo. Ecco una piccola scheda che la riguarda.

(video tratto dal canale Youtube della CNN)

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