venerdì, Novembre 15

#Sharingdaddy, i papà ce la possono fare Intervista a Francesco Facchini, giornalista e padre single che dice 'I padri ce la possono fare'

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Ci sono padri e padri. Ci sono quelli del fine settimana, quelli del martedì-giovedì-sabato e ci sono quelli di tutti i giorni, quelli di tutta la vita. Ci sono quei padri che ‘decidono’ la paternità e la pongono al centro del loro mondo quotidianamente. Magari vi starete chiedendo: “Ma non è questo che fa un padre? Un padre non è colui che ti aiuta tutti i giorni, non è quell’uomo che quando hai bisogno di un consiglio è lì, pronto ad aiutarti prima ancora che tu lanci l’SOS?, Un padre non è quell’uomo che risponde sempre ‘presente’ quando hai voglia di giocare a calcio o di prendere il tè con la bambole?” Ecco un padre è tutto questo, ma anche molto di più e, purtroppo, in alcuni casi, molto di meno.

Ci sono quei padri del fine settimana che delegano alla madre (ormai ex moglie e considerata solo come tale) tutto quello che riguarda l’educazione e la crescita di quel figlio che anni prima avevano fortemente voluto. Ma fortunatamente non è sempre così. Ci sono sempre le eccezioni. Esistono (per fortuna) degli uomini che fanno della paternità la loro bandiera quando sono in coppia e quando sono single. I padri single sembrano una rarità, non sono una specie in via d’estinzione, sono una specie che conta ancora pochi esemplari. Sarà la giurisprudenza che mette sempre la madre al centro della famiglia, sarà che la cultura italiana tutta maschilista vuole farci vedere il padre come un uomo, e solo come un uomo, anche quando ha in braccio un pupo di quindici giorni, cosa che non accade con la madre che, sempre secondo questa cultura maschilista, smette di essere donna da quando il test di gravidanza segna la doppia linea rosa sul display.

Ecco in questo quadro i padri single ‘ce la possono fare’ come dice Fracesco Facchini, giornalista, ma prima di tutto ‘padre single’ che dal suo blog (francescofacchini.it) lancia il progetto, o meglio l’idea di #sharingdaddy, ovvero una community dove i padri single possono scambiarsi idee, progetti, possono chiedere e dare consigli. Il peggio incubo per un padre single è doversi confrontare con il ciclo delicati della lavatrice, o con i vetri delle finestre incrostati o ancora con una crostata alla Nutella ma, come dice Facchini, i padri ce la possono fare. “Lo scopo di questo luogo – si legge scorrendo le pagine del suo sito – è quello di condividere conoscenze, informazioni, esperienze e modi vivere la professione giornalistica. Il tutto senza limiti di costruzione, passando da un tweet a un articolo, da un link a un file, da una chiacchierata al telefono fino a una consulenza personale. Il secondo progetto è quello di condividere le esperienze di padre single dando voce a questa figura che in Italia non ha voce: troverete consigli, battaglie, tutorial, ispirazioni, sfoghi, urla ed emozioni di un babbo che vive con suo figlio e ce la fa”. Sfatiamo il mito che gli uomini sono dei buoni a nulla, sfatiamo l’idea che un uomo da solo viva necessariamente in una casa sporca, magari un uomo fa tutto questo ma un padre single no. Un padre single mette al centro del suo mondo i figli e, anche se vive in un monolocale, questo non deve necessariamente essere squallido. Facchini racconta un mondo, quello dei padri single, dove non c’è tempo per piangersi addosso, un posto dove l’allegria riesce a togliere ogni amarezza. Il sorriso del figlio sereno e beato che magari si addormenta tranquillo con una favola inventata su due piedi è l’obiettivo di ogni padre, anche di quelli single. Nel suo blog Facchini parla un po’ di tutto, dal suo lavoro di giornalista che è un lavoro senza orari ma, in particolar modo del suo essere padre e lo racconta con ironia, con la voglia di esserci, sempre, per quel figlio che ha voluto e con il quale vuole dividere la vita, e l’ironia (ma anche la paura) è la chiava di tutto. Che Facchini sia ironico e profondo lo si capisce appena si inizia la lettura del suo sito. La prima cosa che colpisce il lettore è una frase che all’apparenza fa sorridere. Nella frase è il padre single che parla e si chiede: “Come si mangia un elefante? A pezzettini”. Ecco cosa ci racconta in proposito.

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