lunedì, Marzo 25

Sesso, instrumentum Regni

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Colui che per mezzo secolo fu additato come il machiavellico burattinaio della politica italiana e che sottilmente insinuava: ‘A pensar male si fa peccato, ma s’indovina sempre’, così tante volte Ministro degli Esteri, forse avrebbe evitato di relazionare in Parlamento in maniera così candida e ingenua come ha fatto il suo epigono, Paolo Gentiloni Silverj, sulla questione Greta e Vanessa.

Le indagini stanno dimostrando quello che io, ispirandomi al ‘pensar male…’ ho sempre in cuor mio ruminato, e non per misoginia, bensì per le dissonanze che si avvertivano nella vicenda, se solo ci si soffermava a rifletterci.

In realtà, io sono andata, con la mia analisi, e in considerazione del ‘piatto ricco, mi ci ficco’, persino oltre a quanto ‘finora’ emerso… Ma non sto qui ad argomentare ulteriormente, altrimenti mi infilo in un tunnel senza uscita, e, per di più, a rischio querela… specie perché le mie sinapsi vengono semplicemente dalla lettura dei giornali e non da notizie inedite di cui potessi essere in possesso.

Ne so quanto tutti voi   -se non meno-; ho solo l’ingovernabile tendenza a costruire teatrini (talvolta rivelatisi esatti). Come adesso, ad esempio, che, in un caravanserraglio di notizie, apparentemente slegate fra loro, ne traggo un affresco d’insieme inquietante che si riconduce ad un unico concetto: se la Bilderberg c’è, non tiene sotto scacco l’umanità con la guerra (o non solo), bensì insinuando nelle popolazioni una sopravvalutazione delle questioni sessuali. Potrebbe trattarsi di un’evoluzione del ‘Panem et circenses’, poi tradotto dalla dinastia borbonica nelle tre F di ‘Feste, Farina e Forca’. Dopo la moratoria della pena di morte, quaggiù la terza F è diventata l’iniziale di un’altra parola, pensate voi quale… è facile.

Detta così, senza pezze d’appoggio, la può sembrare pura dietrologia fantascientifica; ma io ho tratto questa mia elucubrazione mettendo in fila una serie di cose che mi hanno colpito, in particolare dall’emergenza di certi fatti.

Primo: lo schiacciamento delle pubblicità su un canone sessista, dove impera una convinzione che la tetta o altri particolari parasessuali  -l’ultima audacia, l’impolitically correct dell’omo-  faccia vendere di tutto, dalle pagliette d’acciaio per pulire le padelle al profumo, dai calzini da uomo ai mobili da giardino. Immagini, doppi sensi  -come quella di una pubblicità locale di una ‘schiava’ nuda che stira i pantaloni a un ‘sultano’ stravaccato sul divano-  tutto congiura per dare alla sessualità una priorità assoluta; si ricorre persino al subliminale, spalmando degli apparentemente impercettibili ‘sex’ sullo sfondo di pubblicità a prima vista innocue.

Ma qui avrei scoperto l’acqua calda, se non aggiungessi dell’altro. Mi viene dalla cronaca, ovvero l’idea di realizzare a Roma ilquartiere del sesso’; una sorta di ghetto, una casa di tolleranza en plein air che contraddice in toto la legge Merlin. All’Eur, ovvero in quel quartiere nato come una nuova Roma, a gloria del Dux che lo decise, e viene ridotto a Suburra.
Malgrado siano passati ormai 57 anni e il pubblico maschile sopravvissuto, che ce la fece a frequentare i bordelli di Stato, dovrebbe essere ormai sulla 75ina…, vi è una sorta di imprinting che spinge al sesso scacciapensieri e all’oggettizzazione della donna.

In base ai miei calcoli, il Sommo Sacerdote del puttanesimo (capite al volo a chi mi riferisco), essendo classe 1936 e poiché la frequenza era consentita ai maschi che avessero superato il 18.mo anno di età, pur diventando maggiorenni, all’epoca, a 21, -ma c’era pure chi chiudeva un occhio per i ragazzini intraprendenti-, dovrebbe avercela fatta a frequentare almeno per 4 anni quel suo Eldorado, che tenta disperatamente di riprodurre, forse per rievocare il vigore e l’arrapamento di quei dì. Così si dà un ‘si licet’ ad un allargamento a macchia d’olio dell’utilizzo del corpo (femminile, maschile): leggo l’impressionante denuncia di Suor Eugenia Bonetti, missionaria di strada contro la tratta.

Partecipando alla Plenaria delle culture femminili, in Vaticano, svela numeri drammatici: «Nella cristiana e civile Italia», attacca, «si contano 9-10 milioni di prestazioni sessuali a pagamento al mese. Sulle strade delle nostre città migliaia di ragazze e di donne vengono ridotte a schiave, stracci da buttare insieme alla loro dignità». La suora, autrice di un testo fondamentale sulla tratta delle donne nigeriane (‘Schiave’), è venuta anche ad annunciare la prima giornata mondiale contro la tratta che sarà celebrata domenica da Papà Francesco. «Voglio ringraziare, è un’iniziativa straordinaria, la prima volta che la Chiesa tutta dirà forte ‘mai più schiave’ e non sarà solo uno slogan».

Questo intervento conferma le dimensioni del fenomeno e, dunque, il ruolo prepotente del sesso come uno strumento di storno dell’attenzione da altro, la dice lunga sulla possibilità che esso venga utilizzato come arma di distrazione di massa.

Basta diffondere la convinzione che esso sia un codicillo ai diritti umani garantiti  -e chi vi si oppone è un libidocida-  ed il gioco è fatto. Prendete la notizia che viene dalla Toscana della nuova figura professionale degli assistenti sessuali per disabili, a garanzia del diritto a una loro sessualità. Hanno persino coniato un nome per loro, i ‘love giver’.

Si legge in un articolo: «Le persone con disabilità, soprattutto i giovani, hanno impulsi sessuali ed è necessario trovare il modo per soddisfarli», spiega Enzo Brogi, Consigliere regionale del Pd». Leggo che c’è anche un disegno di legge ad hoc, per omologare a livello nazionale l’iniziativa. L’ha presentato al Senato, nell’aprile dell’anno scorso, il piddino Sergio Lo Giudice. Dall’articolo di cui sopra, non si capisce granché: si osanna l’impegno per una preparazione professionale, che coinvolge 30 aspiranti love givers, etero, ma anche omo, tra i 30 e i 50 anni, nel frequentare un corso su molte materie, visto che si possono trovare di fronte a un tetraplegico o a una persona affetta da spina bifida e occorre agire in maniera differenziata. A fare cosa? Copio, per poi capire con voi: «Alcuni sono educatori, altri operatori socio sanitari, altri ancora assistenti sociali. Tutti hanno voglia di rendersi utili e di aiutare il disabile a essere più sicuro, consapevole del proprio corpo e dei propri limiti. Il corso, che verrà probabilmente avviato nei prossimi mesi e che prevede dodici fine settimana (dal venerdì alla domenica) per un anno, alternerà lezioni teoriche, tenute da sessuologi, psicologi, medici, ed esercizi pratici».

Sulla questione esercizi pratici’, sgrano gli occhi: ‘Esercizi pratici’ di che? E come si fa a rendere il disabile più sicuro, consapevole del proprio corpo e dei propri limiti?’ E non si tratterà di love givers (ma mica si tratta di love, siamo seri…) monogamici; avranno tutti una loro agenda con degli ‘assistiti’, magari saranno anche a carico della mutua. Certo, da sani non è possibile essere giudici della grande tragedia che vive chi non lo è. Però, a mio avviso, anche questo è un tassello della strategia sessuocentrica che ci sta invischiando.

Poiché il sesso non vuole pensieri  -lo dice in maniera più greve un proverbio dalle parti mie-, magari focalizzare l’attenzione degli individui sulle loro inquietudini e desideri non fa loro pensare, ad esempio, che alle porte dell’Europa sta covando un conflitto (e non solo uno, in verità) che può imprevedibilmente evolversi in guerra guerreggiata. A tentare una mediazione europea, son volati a Mosca, dall’enigmatico Vladimir Putin, Angela Merkel e François Hollande. C’era un convitato di pietra, che non si spiega perché non sedesse anche lei al tavolo delle trattative (peraltro di scarso esito): ovvero colei per cui l’Italia ha rinunciato a qualsiasi ruolo nella UE, pur di ottenerne la nomina, ovvero Federica Mogherini. Sì, Lady PESC, che, da questa sortita dei due leader europei, mi sa che dorma e non pigli PESC.

Inquietante, poi, una proposta, su cui mi pare di aver posato gli occhi: ovvero che una conferenza in merito si svolga a Monaco…Se avessero guardato un attimo i libri di storia  -giusto quelli del secolo scorso- avrebbero capito che era un’idea peregrina. La precedente non ha certo portato fortuna alla pace ….

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