venerdì, Novembre 15

Servizi segreti: 4 spie italiane top Eugenio De Rossi, Arturo Bocchini, Luca Osteria, Amleto Vespa: 4 uomini che hanno fatto la storia

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Non esiste una formale ‘graduatoria’ dei servizi segreti dei vari Paesi. Ma a detta di molti esperti l’intelligence italiana, soprattutto dopo la riforma del 2007, in un’ ideale classifica internazionale si situerebbe senz’altro tra i primi dieci posti. In genere i nostri servizi hanno goduto di maggiore considerazione all’estero che non in patria, dove alcune derive causate dalla contaminazione politica hanno minato qualche volta la loro credibilità. Ma sul piano della collaborazione internazionale i nostri servizi non hanno mai sfigurato. Anzi, spesso il loro apporto è stato considerato di altissima qualità tecnica, soprattutto nelle iniziative di prevenzione del terrorismo, qualità ampiamente riconosciuta dalle principali Agenzie dei Paesi amici e alleati.

Il cinema ci ha trasmesso la ‘spia’ James Bond, la storia italiana ci ha riservato personaggi che probabilmente allo 007 di Ian Fleming non avrebbero molto da invidiare.
Quattro figure, a titolo puramente esemplificativo, di persone che, con metodi, modalità e finalità del tutto diverse, hanno conquistato un posto nella storia dei servizi segreti italiani: Eugenio De Rossi, Arturo Bocchini, Luca Osteria, Amleto Vespa.

 

Eugenio De Rossi

Capitano dei bersaglieri, agente dell’Ufficio I dello Stato Maggiore intorno agli anni 1890. Compie una serie di ‘escursioni ciclistichein Savoia, Valle del Rodano e Alpi Marittime per osservare i movimenti delle truppe francesi negli anni in cui l’Italia era impegnata nella Triplice Alleanza. Si procura persino un esemplare del fucile ‘Lebel 1886‘.
Continua, alla vigilia della Prima guerra mondiale, le sue ‘escursioni‘, questa volta, però, in direzione dell’Impero austro-ungarico, sempre riuscendo a procurarsi notizie di estremo interesse per lo Stato Maggiore. Effettua attente ricognizioni di strade, ferrovie, porti, osserva le truppe in movimento e in addestramento e ne valuta anche il morale. In Corsica attiva con successo una fitta rete di informatori, con grande soddisfazione dei suoi superiori. De Rossi è anche un coraggioso ufficiale e un sincero patriota.
Nel giugno 1915 è protagonista, con i suoi uomini, ai piedi del monte Mrzli di una rischiosa operazione che gli vale la medaglia d’argento al valor militare, ma gli costa l’uso delle gambe. Così il promotore della ‘mobilità’ dei bersaglieri in bicicletta si ritroverà inchiodato su una sedia a rotelle.

 

Arturo Bocchini

Il ‘ponteficedella Pubblica Sicurezza durante il fascismo. Il creatore dell’OVRA il cui motto preferito era ‘l’investigazione deve prevalere sull’azione‘.
Gli uomini di Bocchini furono in effetti addestrati a infiltrare piuttosto che arrestare, prevenire piuttosto che reprimere, sapendo peraltro di poter contare sulla delazione, pudicamente ribattezzata ‘informazione fiduciaria, immancabile prodotto degli Stati di polizia.
Con i suoi metodi di pugno di ferro nel guanto di velluto, sarà l’uomo più nefasto per l’opposizione antifascista, immobilizzata, ‘narcotizzata’ e messa in stato di sostanziale impotenza. Attraverso l’OVRA Bocchini poté portare a termine con successo le due sostanziali missioni che gli erano state affidate: preservare il regime e proteggere la persona del Duce.
Riformò significativamente la Pubblica Sicurezza e i metodi di lavoro e di indagine della Polizia politica.
Morì nel novembre 1940 e quindi mai sapremo come si sarebbe comportato il 25 luglio 1943, quando il suo successore, Carmine Senise, scelse Badoglio e abbandonò Mussolini. Chissà, forse la Storia avrebbe avuto un corso diverso se ‘Don Arturo’ fosse stato ancora in vita…

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