giovedì, Ottobre 22

Serbia: sinistra sulla carta, destra disunita

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Belgrado – La domanda riguardo la necessità di unificazione della destra è stata posta dopo che l’imputato del Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia ICTY, Vojislav Seselj, è tornato in Serbia e si è ripreso il suo Partito Radicale Serbo SRP. Sebbene molti esperti pensino che Seselj possa diventare il fondatore o il capo della destra unita, le affermazioni che lui ha fatto in seguito al suo ritorno da L’Aia lo screditano davanti agli altri partiti del blocco di destra. La sua ideologia non è cambiata molto in confronto a vent’anni fa e il suo partito si colloca ancora nella destra radicale. Sicuramente troveranno alleati in qualche piccola organizzazione politica, incluse le organizzazioni ultra-nazionaliste ed estremiste, i cui rappresentanti hanno accolto Seselj all’aeroporto al ritorno dalla prigione de L’Aia.

La destra in Serbia è stata disunita per anni, anche se le ricerche sull’opinione pubblica stimano che i partiti insieme raggiungerebbero il supporto del 10-15% dei votanti. Ad ogni modo, ognuno di loro ha fallito il tentativo di entrare in Parlamento nelle ultime elezioni. I radicali di Seselj sono stati mandati via presto dall’Assemblea Nazionale così come accadde nel 2012. Il Partito Democratico di Serbia dell’ex Presidente e Primo Ministro serbo Vojislav Kostunica ha fallito nel mantenere i seggi nel nuovo Parlamento dopo le elezioni che sono state tenute nella primavera di quest’anno. Il partito adesso è diviso in altri tre. Uno di loro ha recentemente formato una coalizione di destra con il Movimento Dveri. Tutti loro sono partiti di destra moderata e non considerano l’SRP come un partner politico accettabile.

Le caratteristiche principali dei partiti di destra in Serbia in questo preciso momento sono l’opposizione all’adesione all’Unione Europea e alla NATO, l’attaccamento al nazionalismo e ai valori tradizionali, il conservatorismo, l’avversione nei confronti dell’Occidente e l’impegno con la Russia. Credono ancora che il Kosovo faccia parte della Serbia e sostengono che i partiti al governo rinneghino il Kosovo sebbene continuino a dire in pubblico che non lo riconoscono come paese indipendente. Alcuni di loro si oppongono fortemente anche alla promozione dei diritti della popolazione gay in pubblico. Ad ogni modo, molti di loro sono classificati come partiti di destra moderati e conservatori. D’altra parte, il partito di Seselj rappresenta la destra radicale grazie alla sua idea di creare la “Grande Serbia”. Ci sono anche molte organizzazioni estremiste minori.

Nonostante il fatto che il più grande partito al comando, Partito Progressista Serbo SPP del Primo Ministro Aleksandar Vucic, non sia stato menzionato in Serbia riguardo la divisione dei partiti in destra e sinistra, il sociologo Jovo Bakic sostiene che sia un tipico partito di destra. “Malgrado ciò, l’SPP viene associato a volte alla demagogia sociale, altre volte alla demagogia nazionalistica e altre ancora a svariati altri elementi di demagogia. Perciò, l’intero programma del governo serbo è ideologicamente vicino a questo partito, sebbene il Partito Socialista Serbo SPS faccia parte del governo( il presidente dell’SPS era Slobodan Milosevic; il presidente attuale è il Ministro degli Esteri Ivica Dacic). L’SPS ha abbandonato la sua ideologia iniziale e la sinistra, di cui non è rimasto nulla”, dice Bakic per ‘L’Indro’.

D’altra parte, la sinistra social-democratica non esiste in Serbia, nonostante molti partiti si classifichino in questo spettro politico. Ciò è evidente nei programmi economici di tutti i governi che sono stati al potere dal 2000 ad oggi e questi programmi sono neoliberali. Inoltre, nessuno degli autoproclamati partiti di sinistra ha mai criticato, per esempio, il modo di finanziare l’educazione o i sistemi pensionistici, che non sono in accordo con i valori social-democratici.

Ci sono molti partiti serbi che si denominano come sinistra o social-democratici. Ad ogni modo, si può dire che la parola sinistra stia solo nel loro nome poiché nessuno di loro sostiene le tipiche idee social-democratiche. Tra questi, molti partiti sono al potere. Insieme all’SPS, al comando c’è una coalizione formata dal Movimento dei Socialisti e dal Partito Social-Democratico. I partiti di opposizione che hanno rappresentanti in Parlamento – il Partito Democratico, il Partito Social-Democratico di Boris Tadic, e la Lega dei Social-Democratici di Vojvodina – si classificano anch’essi in questo spettro politico.

E’ chiaro che la sinistra in Serbia non esiste, escluse quelle poche organizzazioni di sinistra totalmente marginalizzate che sono in cattivi rapporti tra di loro. Coloro i quali si definisco social-democratici non creano una sinistra genuina perché sostengono il capitalismo e le riforme neoliberali. Se sostieni qualsiasi misura imposta dal Fondo Monetario Internazionale, fai il contrario di ciò che storicamente farebbe la sinistra. Quest’ultima dovrebbe essere estremamente anticapitalista e dovrebbe propugnare l’uguaglianza. Il capitalismo esclude la categoria dell’uguaglianza”, spiega Bakic, aggiungendo che la democrazia sociale è in crisi in tutta l’Europa.

D’altra parte, Neven Cveticanin, membro dell’Istituto per le Scienze Sociali, crede che l’idea di divisione tra destra e sinistra sia obsoleta nel 21° secolo. Mostra a ‘L’Indro’ che i partiti oggi sono classificati in partiti di centro e partiti “tradizionali”, che rappresentano sia il centro-sinistra che il centro-destra, e i margini o i nuovi movimenti sociali. “Al momento i partiti tradizionali dominano in Serbia – l’SPP come tipico partito di centro-destra e l’SPS che cerca di essere un partito di centro-sinistra. Possiamo aspettarci che nuovi movimenti emergeranno in Serbia in un futuro vicino, come quelli in Spagna, Croazia e Slovenia”. Secondo Cveticanin, la divisione tra destra e sinistra alla fine si risolverà in una sintesi nel 21° secolo.

In conclusione, nonostante la divisione formale, i partiti tipicamente di sinistra e di destra non esistono più in Serbia. Le organizzazioni politiche oggi sono classificate principalmente in quelle che supportano l’adesione all’Unione Europea e quelle che sono contrarie. E ci sono solo scarse differenze in tutti gli altri concetti ideologici dei partiti serbi.

 

Traduzione di Sara Merlino

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