giovedì, Novembre 14

Sea Watch: la GIP e la ‘graduazione’ delle norme che non piace a Salvini Gravissime le affermazioni del Ministro, perché si afferma che, visto che la Magistratura non fa ciò che vuole il politico di turno, va riformata in modo che da ora in poi faccia le cose che vuole il politico

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Tempo fa, non molto invero, fui apostrofato come ‘sessista’ e fui ‘bannato’ dai rapporti con un importante, cioè chiedo scusa, aspirante importante personaggio della ‘sinistra’ che più sinistra non si può (non ne faccio il nome, non ne vale la pena)- per avere suggerito che, a proposito degli insulti volgari rivolti in Parlamento (nota bene: in Parlamento) a delle parlamentari sedicenti di sinistra -‘sedicenti’, perché si trattava di stelline, che, oggi lo si vede, con la sinistra hanno poco a che fare … non per dire che vi abbia a che fare il PD, per carità…- che avevano risposto agli insulti invocando sanzioni parlamentari, espulsioni dall’aula, ecc., le parlamentari oltre a ‘chiedere aiuto alla mamma’, insomma chiedere azioni punitive varie, facessero anche un atto di … parità dei sessi, un bel pugno in faccia, magari collettivo a uno di loro. Ovviamente, scherzavo, ma con la ‘sinistra che più sinistra non si può’ non si scherza, senso dell’umorismo zero via zero. E dunque la cosa finì lì: il politicante non lo ho più visto né sentito e lui lo stesso con me. Evviva. Mi resta un tarlo che continua a rodermi: che cavolo significa ‘sessista’?
Ciò non toglie, ed è per questo che ho scritto quella roba, che trovo disgustoso che quando si ha a che fare con le donne, sia i complimenti che le ‘critiche’ hanno a che fare con il sesso. E così, le calciatrici sono ‘carine’, ‘fidanzatine’, ‘truccatine’ e, viceversa, le comandanti sono da stuprare, da strapazzare, ecc. Beninteso, e lo sappiamo bene, tutto ciò, nel bene o nel male, lo si può fare anche senza usare mai una parola di disprezzo o di odio … apparentemente.

Impeccabile, dunque, nella forma (almeno in parte, ma insomma), il messaggio della sera del 2 Luglio del signor Ministro dell’Interno rivolto a definire la predetta Comandante della Sea Watch una criminale.
Un messaggio lungo, verboso, livido in cui, a parte l’evidente disprezzo per la Comandante, si sentiva ripetere in continuazione la stessa cosa: ‘a casa nostra facciamo ciò che vogliamo’, ‘ha violato le leggi’, i ‘poverifinanzieri schiacciati dalla nave da 600 tonnellate loro in una barchetta in vetroresina’ (in realtà la nave stazzava 1371 tonnellate e la ‘barchetta’ ne stazzava 18, non esattamente una barchetta … solo per dire, e finiamola col vittimismo infantile), ignorati nella loro eroica sofferenza dalla solita giudice donna, parte di una Magistratura orrenda, da riformare subito … ecco il punto.
E’ gravissimo, davvero gravissimo. Perché si afferma che, visto che la Magistratura non fa ciò che vuole il politico di turno, va riformata in modo che da ora in poi faccia le cose che vuole il politico. Ripeto, gravissimo.
Ancor più grave che non vi siano state reazioni, non solo dalla stessa Lega, ma dai colleghi stellini, ma neanche dal bel Conte (reduce dalla débâcle brussellese, della quale parla come di un grande successo … contento lui!), e manco dalla ‘opposizione’, che esprime frasi vaghe, per non rischiare di attaccare il filo-renziano Marco Minniti.
Quando si studierà questo periodo, spero non dopo un tracolo della nostra Costituzione, il nome dei piddiini attuali, sarà considerato a dir poco spazzatura.
Infatti, quando si legge che Nicola Zingaretti -il fratello di Montalbano- pro-tempore segretario del PD (Calenda e Renzi permettendo) dichiara: «Vogliono far dimenticare l’aumento delle tasse o il calo della fiducia o il blocco della crescita. Vogliono far dimenticare gli anziani soli, i tagli alle pensioni. Vogliono far dimenticare chi non può andare in vacanza perché sta entrando in cassa integrazione, chi sta perdendo il lavoro, i giovani che non il lavoro non lo trovano e che se ne vanno dall’Italia, le imprese che pagano troppe tasse e non hanno infrastrutture e giustizia civile», cadono le braccia e nessuno più le raccoglie.

E quindi restano nella testa della gente frasi come: «Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Dalla giustizia mi aspettavo pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani, evidentemente sbagliavo». Frasi che non possono essere pronunciate da un Ministro, specie se seguite da un minaccioso ‘riformare la Giustizia’. Sorvolo sulla ridicolaggine, dell’immediato accompagnamento alla frontiera per essere scaraventata in Germania … balle, non si può finché il giudice di Agrigento non ha finito il suo lavoro, che, spero, Salvini non vorrà rendere impossibile … o forse sì?

Sta in fatto che subito dopo quelle frasi livide, la Magistrata, Alessandra Vella, è stata coperta di insulti e contumelie, comprensive delle solite che sarà violentata quanto prima, ecc. Spero che ora abbia l’intelligenza di evitare dichiarazioni, interviste e quant’altro: i Magistrati parlano con le sentenze.
Appunto, le sentenze. Nel caso una
ordinanza, con la quale la GIP, in maniera molto chiara e sintetica, spiega il perché non si possa arrestare la signora Rachete.

E siccome è un Magistrato, parla di diritto, rigorosamente di diritto e solo di diritto. Lo sto ripetendo da un bel po’: il tema è giuridico nonumano’ o ‘umanitario’ o altro, giuridico. Mi spiace per il solito Marco Travaglio che sul foglio ufficiale degli stellini (ormai più oltranzisti dello stesso Salvini) sbeffeggia il PM di Agrigento col solito titolo semi-velenoso e poi parte per la tangente per dire che sulla questione si dividono i ‘legalisti’, che sarebbero quelli che, correttamente, vogliono che si applichino le regole del diritto (insomma ‘i buoni’, per capirci) e gli ‘umanisti’, che si strappano il cuore, piangono, pensano ai poverelli disperati, ma ignorano il diritto (i ‘cattivi’) e quindi non sono, sembra di capire, raccomandabili. Beninteso (se no mi querela) io ho solo parafrasato le cose che ha scritto, ma credo sia una parafrasi corretta, anche se, dio mi scampi, non ha parlato di buoni e cattivi. Ma, quanto a citare l’ordinanza del GIP, neanche per sbaglio.

E sì. Perché la GIP, nella ordinanza, parla di diritto e sottolinea ed elenca e cita, una per una, le norme applicabili, obbligatoriamente da applicare al caso. A cominciare -ecco dove sbagliano i vari ‘salvimaiani’ e probabilmente anche i ‘renzominnitiani’- dalle norme e più precisamente dalla lorograduazione’. Lo ho scritto anche io qualche giorno fa e, vi giuro, non conosco la GIP, non le ho dato suggerimenti, non conosco la signora Rachete, non conosco il suo avvocato … conosco Agrigento, ma che c’entra!
Perché tutto, ma proprio tutto, dipende da quello. Le norme si applicano in ordine cioè prima quelle piùimportantie poi le altre. Ho detto ‘importanti’, per dire quelle che prevalgono sulle altre. E, dunque, mi dispiace per Salvini, che ora oltre che dalla UE vorrà uscire anche dalla Comunità internazionale (e trasferirà l’Italia su Marte, penso), e naturalmente per Di Maio e il bel Conte che sono fuori della partita, le norme internazionali vengono prima e prevalgono su quelle italiane. Lo dice la Costituzione, mica io o qualche sfegatato comunista folle, no lo dice l’articolo 10 co.1 della Costituzione (che la GIP cita con riferimento al principio ‘pacta sunt servanda’, cioè se fai un trattato lo devi rispettare, se no che lo fai a fare?) e il primo comma dell’articolo 117 della medesima.

Poi la GIP, fa anche di più, e interpreta correttamente le norme sia del codice della navigazione che del codice penale, per mostrare come la violenza, di entrare a forza nelle acque territoriali italiane, non vi sia stata perché si stava seguendo una norma diversa, e di rilevanza maggiore, che obbligava a entrarvi. Semplice, addirittura banale.
Quanto, infine allo ‘schiacciamento’ del barchino, a parte che non mi pare un barchino un ‘coso’ di 18 tonnellate (Vedetta V. 808, dislocamento 17.5 tonnellate) la GIP descrive l’avvenimento (documentato da decine di filmati … qualcuno ricorderà che perfino io avevo accennato a questa possibilità, guardando di sfuggita uno spezzone di filmato) con chiarezza, spiegando che il ‘barchino’ si era intenzionalmente frapposto tra il molo e la nave per non farla attraccare. La stessa Rachete, del resto, si era scusata, dicendo che aveva sbagliato a calcolare il movimento, pensando di scapolare, per così dire, il ‘barchino’.
Insomma, caro Salvini, non c’era neanche intenzionalità e quindi almeno la fucilazione, penso sia esclusa.

Ma, eh sì c’è un ‘ma’, perché la GIP, e anche il PM, di un tema non discutono affatto; un tema, tra l’altro, richiamato sprezzantemente da Salvini nel suo livido messaggio: la possibile incriminazione dello stesso Salvini. Per i reati di crimine contro l’umanità dello Statuto di Roma della Corte Penale internazionale, determinati dal trattenimento in mare aperto, dall’opposizione allo sbarco, ecc., e, probabilmente, anche dal tentativo di massacro, proponendo il rientro a Tripoli.

Va bene, non si può avere tutto nella vita, ma, suvvia, almeno una citazione di sfuggita della Corte Penale internazionale si poteva ben farla!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.