giovedì, Aprile 25

Scuola, 500mila in piazza contro la riforma

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Circa mezzo milione di persone in sette città, oltre centomila solo a Roma, manifestano contro il disegno di legge ‘buona scuola‘ presentato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: sotto accusa le poche assunzioni previste e i troppi poteri dati ai presidi degli istituti, che potranno nominare i docenti a piacimento. Ma il Ministro va avanti per la sua strada e difende la riforma. All’indomani dell’approvazione della nuova legge elettorale, il Partito Democratico fa i conti con i dissidenti: Rosy Bindi parla di ‘vittoria di Pirro’, Pippo Civati medita la creazione di un nuovo gruppo politico. E se il MoVimento 5 Stelle auspica che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non controfirmi l’Italicum, Roberto Calderoli della Lega sostiene di avere già pronto il testo del referendum abrogativo, così come il segretario del Partito Matteo Salvini punta a questo stesso istituto per la legge Merlin, per tornare a regolamentare la prostituzione, su cui il Partito Democratico ha presentato al Senato un disegno di legge. La Camera dei Deputati intanto elimina il divieto di uso delle trivelle ‘air gun‘ in materia di ecoreati e introduce il ‘ravvedimento operoso’. Dal  TrentinoAlto Adige il Premier Matteo Renzi parla delle politiche del Governo, che va avanti «con la testa dura». Ma l’accoglienza è accompagnata da lanci di uova e pomodori da parte di un gruppo di studenti. Il Commissario generale di Expo Giuseppe Sala traccia un primo bilancio a pochi giorni dall’apertura, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano torna sugli scontri di venerdì scorso difendendo l’operato delle forze dell’ordine, troppo morbido secondo alcuni. Infine il consueto sondaggio settimanale dell’Istituto Piepoli per Ansa segnala una ripresa del Pd dello 0,5%, stesso incremento per la Lega, cala Sinistra, Ecologia e Libertà.
Studenti, professori, personale scolastico, politici e sindacati sono scesi in piazza ad Aosta, Milano, Roma, Cagliari, Bari, Palermo e Catania per un totale di circa 500 mila persone secondo gli organizzatori – centomila nella sola Capitale – per esprimere il dissenso contro la riforma buona scuola‘ promossa dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che difende le misure del disegno di legge. «Porteremo il precariato al 2,5%, un dato fisiologico», spiega il Ministro, contro il «18% del 2007». Restano esclusi gli idonei, «non hanno vinto un concorso, una cosa è avere la patente, una cosa è acquistare la macchina». Sotto accusa, oltre le assunzioni, le detrazioni fiscali per chi ha figli iscritti alle scuole paritarie, «equivale a riconoscere la libertà educativa», sostiene la Giannini, «è un principio sacrosanto per chiunque pensi che debba esserci, in Veneto il 67% dei bambini della scuola dell’infanzia e della primaria va alla paritaria. Se chiudesse, saremmo in difficoltà». Una frecciata va anche ai sindacati, «tre volte sono stati in riunione con me, da settembre a gennaio, è stato un confronto serrato con l’arroccamento su alcune posizioni che ricordano stagioni ormai passate, è un’agitazione che non ha presupposti. Sono stati assegnati 3 miliardi più 4 miliardi per l’edilizia scolastica, non capisco. Da sette anni non ci si occupava di scuola per cambiarla».
Per i Cobas si tratta dello «sciopero più grande della storia della scuola italiana». Il portavoce Cobas per la scuola Piero Bernocchi definisce il pacchetto «inemendabile». La lotta, insieme agli altri sindacati, proseguirà perché tutti i vacanti siano assunti, «è necessario un piano per i prossimi cinque anni». Non sono gradite nemmeno le misure sull’organizzazione scolastica, «i presidi padroni potrebbero intervenire anche sulla didattica e sui contratti dei docenti», mentre sugli investimenti «alla fine degli anni ’80 erano il 13% della spesa dello Stato, oggi sono l’8,6%». «Qui c’è il mondo che la scuola la fa», dichiara il Segretario della Cgil Susanna Camusso, «sarà una minoranza rumorosa del Paese ma è quella che costruisce il futuro. Un Paese normale guarderebbe alla reazione che c’è nel mondo della scuola e proverebbe a discutere scelte diverse». Anche la Cisl insiste sull’assenza di dialogo, «lo sciopero è una risposta importante che segna il deficit di confronto con il Governo su una materia così delicata», afferma il Segretario generale di Cisl Lombardia Osvaldo Domaneschi.
«Una vittoria di Pirro». Il commento di Rosy Bindi sull’approvazione dell’Italicum, ormai legge, è drastico. «Pagare questi prezzi alla qualità della democrazia assomiglia molto a una sconfitta politica per il Governo. L’Italicum nasce con molti vizi d’origine, gli stessi del Porcellum», dice la Bindi riferendosi a premio di maggioranza e liste bloccate, «tuttavia il Porcellum ha garantito il bipolarismo. L’Italicum è la legge del partito unico». Ma per una Bindi che non intende fuoriuscire dal Pd, c’è un Pippo Civati che valuta quest’opzione. «Non intendo più sostenere questo Governo, vediamo cosa succede con gli altri colleghi e nelle prossime ore saprete. Ho votato contro la riforma del lavoro, contro le politiche sulle infrastrutture, non condivido l’idea di politica e il linguaggio che usa Renzi. O ci sarà un atteggiamento determinato e compatto della minoranza del Pd oppure questo Governo non potrà più essere sostenuto. I nodi sono arrivati al pettine: nel Pd ormai si è rotto tutto». L’unica certezza è la permanenza fino alle Regionali del 31 maggio.
Su Twitter il MoVimento 5 Stelle lancia la campagna #MattarellaNonFirmare, l’appello al Capo di Stato Sergio Mattarella affinchè non controfirmi la nuova legge elettorale, mentre il leghista Roberto Calderoli dichiara di avere «già scritto una bozza di referendum per abolire pezzi dell’Italicum», come i 100 capilista bloccati, le pluricandidature e il ballottaggio: «se una lista supera il 40% ha il premio di maggioranza, altrimenti scatta il proporzionale». Lega che pensa anche all’abolizione della legge Marlin, in tema di prostituzione. Il segretario Matteo Salvini si dice fiducioso sul raggiungimento delle 500 mila firme, obiettivo fallito in passato. Il 16 e 17 maggio si potrà firmare in tutta Italia, se lo Stato potrà regolamentare la prostituzione «potremmo raccogliere due miliardi che potrebbero essere utilizzati per dare asili gratis a tutti i bimbi in tutto il Paese», l’idea di Salvini, «prendiamo esempio da Paesi come la Svizzera e l’Austria». E la disciplina dei reati connessi alla prostituzione riguarda anche il disegno di legge che sarà presentato dalla senatrice del Pd Pina Maturani il prossimo 11 maggio.
Alla Camera, in materia di riforme, sono stati approvati gli emendamenti che sopprimono il divieto dell’air gun, il disegno di legge sugli ecoreati torna così al Senato per la quarta lettura. Prevale la linea del Governo di consentire questa tecnica di trivellazione per la ricerca di idrocarburi sui fondali marini. Non è da escludere che verrà posta la fiducia. Ok dell’aula anche all’inserimento del ‘ravvedimento operoso‘, che prevede sconti di pena per chi si ravvede dopo aver inquinato e provvede alla bonifica e messa in sicurezza del territorio. «C’è la volontà del Governo di approvare entro il mese di maggio in via definitiva il disegno di legge al Senato», commenta il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, «ribadisco l’importanza di avere una normativa sui delitti ambientali in via definitiva. Ce lo chiedono le vittime delle distruzioni ambientali, le associazioni ambientaliste, ma soprattutto la gente».
Critiche le opposizioni, soprattutto sul ripristino dell’air gun. «Il Governo ha realizzato l’ennesimo colpo di mano per modificare la legge sui reati ambientali», lamentano i senatori pentastellati Gianni Girotto e Gianluca Castaldi, la procedura avrebbe secondo loro «effetti devastanti sull’ambiente. Le lobby del petrolio non hanno digerito la sua soppressione e ora l’esecutivo si sta dando da fare per accontentarli». Sulla stessa linea Sinistra, Ecologia e Libertà, «Renzi cede alle lobby dei petrolieri, in barba a tanti cittadini che da anni chiedono che il Parlamento approvi una legge che punisca gli ecoreati», accusa Serena Pellegrino.
Presidente del Consiglio Matteo Renzi che a Bolzano è stato accolto da un lancio di uova e pomodori da un gruppo di circa 200 studenti staccatisi dal corteo della scuola. L’operatore di Sky Simone Furlani è finito all’ospedale per un trauma cranico causato dal lancio di una bottiglietta, forse mezza piena di sabbia. Nella sua visita in Trentino-Alto Adige il premier ha affrontato diversi argomenti, a partire proprio dalla scuola: «Siamo disposti ad ascoltare tutti». Poi la legge elettorale, una «promessa mantenuta», con riferimento al dissidente Civati, «viva Civati! Noi siamo per tenere tutti dentro», contro le voci di possibili scissioni. Altro impegno è rafforzare le autonomie, valorizzando le specificità di alcune terre come il Trentino. In gioco c’è la ripartenza del Paese, «i segnali sono tanti, basta lamentarsi, mettiamoci in gioco», la crisi si supera «andandosi a prendere il futuro senza aspettarlo. Andremo dritti fino al punto, con la testa dura».
11 milioni di biglietti già venduti, per arrivare al pareggio di bilancio sull’Expo servirà arrivare a 24 milioni, «sui numeri abbiamo vinto noi. Adesso però pensiamo ai contenuti», commenta soddisfatto il Commissario generale di Expo Giuseppe Sala, ma «serviranno ancora dieci giorni di rodaggio». Mentre il Ministro dell’Interno Angelino Alfano torna sugli scontri dell’inaugurazione il primo maggio, «lo so che poteva andare meglio, ma anche molto peggio». Ministro che difende l’operato delle forze dell’ordine, «ho provato dolore per le critiche a caldo, tutti quelli che pontificano dicendo che avremmo fatto bene a versare del sangue dimenticano che l’Expo non si concludeva il primo maggio, durerà sei mesi e in una logica di ritorsioni sangue avrebbe chiamato sangue. Bisogna che i prefetti impediscano manifestazioni in cui ci sono infiltrazioni di violenti, anche se i cortei sono pacifici e per se stessi legittimi. Serve poi alzare la pena, rendere temibili questi reati».
Il Pd recupera dopo la tendenza negativa delle ultime settimane, secondo il sondaggio dell’Istituto Piepoli per l’agenzia giornalistica Ansa, il partito di maggioranza riprende mezzo punto percentuale e sale al 38%. In positivo anche la Lega, che guadagna sempre lo 0,5% e arriva al 15,5%, sempre dietro al MoVimento 5 Stelle, secondo stabile al 20,5%. A calare, insieme ad altri partiti minori, è Sel, che scende al 4%. Forza Italia si conferma quarta forza con il 10%, Fratelli d’Italia e Nuovo Centro Destra chiudono lo schieramento delle principali forze politiche con 4% e 3% rispettivamente.

 

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