venerdì, Settembre 18

Scuola al via con bastoni fra le ruote, referendum e Bonaccini alle calcagna Dai ‘Governatori’ ai sindacati: fino all’ultimo, tutti quelli che potevano, se appena hanno potuto, hanno messo i bastoni fra le ruote della scuola. E un referendum demenziale per la riduzione secca dello ‘spazio di democrazia’, è dietro l’angolo

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Chi leggerà queste righe, avrà sotto gli occhi la situazione di fatto. Io scrivo prima che si riapra la scuola, non per fare previsioni, sarebbe solo stupido, ma per commentare ciò che verosimilmente non si dirà, un po’ per carità di patria (molto poco), molto di più per indifferenza al problema, in un Paese come il nostro dove la cultura si riduce alla meraviglia di avere nominato un certo numero di direttori di musei anche stranieri.
La cultura, in Italia, è ormai l’arte della ‘necroforia’ si accudisce il morto, e solo se il morto paga bene, cioè se è famoso. Il nostro, credo, è il Paese con il maggior numero al mondo di stupende cose abbandonate al degrado, al furto o alla sovrapposizione di costruzioni da geometri … vedi Valle dei templi di Agrigento, e, mi perdoneranno alcuni cari amici che ho ad Agrigento, il disastro ambientale e paesaggistico di una cittadina che doveva essere di una bellezza folgorante. E sorvolo sulle delizie di Via dei Fori imperiali e dell’Altare della Patria!

Che il Governo, o meglio il Ministro, abbia realmente cercato di fare aprire regolarmente le suole oggi, è difficile dubitare: il Ministro di certo, il Governo molto meno. Sono disposto, e vi assicuro che mi costa uno sforzo enorme, perfino a riconoscere buona fede al Ministro, anche se, francamente, uno che apre la scuola la settimana delle elezioni, del tutto ‘compos sui’ non mi pare che sia. Ma tant’è, sapevamo tutti che non sarebbe stata quella la data vera, sempre che una ve ne sia!

Quanto a collaborazione, ma specialmente convinzione che si trattasse di una cosa fondamentale da parte dei tantissimi collaboratori del Ministro, francamente peggio di così non riesco ad immaginare. Fino all’ultimo, fino alla sera prima, e da oggi ancora di più, tutti quelli che potevano, se appena hanno potuto, hanno messo i bastoni fra le ruote. Dai ridicoli Governatori di sé stessi che pur di apparire, di fare dispetti, di ricattare politicamente il Governo, hanno fatto di tutto e di più: ponendo ostacoli, sottolineando le difficoltà, iritardi’, le insufficienze (la ridicolaggine dei banchi singoli: oltre un miliardo gettato nella spazzatura, che non avrà nemmeno effetto sull’economia, lo ha spiegato benissimo Renzo Piano … ma chi è Renzo Piano? un buon geometra al massimo, Domenico Arcuri e la signora Lucia Azzolina sono quelli che ‘sanno’), la mancanza di mezzi di trasporto, fino alla buffonata dei termoscanner … manco negli aeroporti! Manco a dirlo, il mitico virologo-con-vista-sul-colosseo-a-sua-insaputa afferma che misurarla a casa la temperatura non serve a nulla!
E non parliamo dei sindacati, infidi e viscidi fino alla fine, attenti a scaricare barili, scaricare responsabilità e scaricare lavoro. E i docenti? Quelli che (irresponsabili, vanno ad ‘insegnare’ ai nostri figli!) rifiutano di fare le analisiper non essere mappati’ … tra poco (forse mi illudo?) pagheremo le prestazioni sessuali con carta di credito e non ci facciamo fare le analisi per sapere se siamo infetti e se possiamo infettare? Quelli che sonofragili’ (altra parola inventata ad hoc) perché hanno superato i 50 anni e hanno ‘malattie pregresse’; quelli che sono già ammalati a prescindere; quelli che attendono di essere nominati e intanto fanno ricorsi; i presidi che si augurano di avere nella scuola il minor numero possibile di studenti; quelli che non riescono ad organizzare nulla perchémanca la gente’ … e potrei continuare, ma mi fermo qui.

Non uno, dico uno, che abbia detto: “sono vecchio, brutto, ho una gamba sifolina, mal di pancia permanente, ma mi faccio uccidere per non lasciare i mieistudenti senza di me”. Non uno. O meglio, siamo giusti: molti, non moltissimi temo, ma molti certo, ma di loro non parla nessuno e quindi è come se non ci fossero. Eh, cara Ministro Azzolina, non vi rendete conto che non solo sono molti, ma sono furiosi, perché sono ignorati e quasi sbeffeggiati, si sentono, me lo ha detto uno di loro, i baby-sitter dei ragazzi … e sono arrabbiati: hanno buona volontà, modestia e senso del dovere e quindi (quindi?, sì, quindi) non hanno malattie o non dicono di averle.

Ecco, appunto: i ‘miei studenti’, che dovrebbero essere il mestiere della signora Azzolina, che per riempirli ben bene con gli imbuti, si propone di aprire le scuole … poi, se mancano gli imbuti, fa nulla: l’importante è aprire, non insegnare. Anzi, l’importante è dire di avere aperto. Del resto anche Giuseppe Conte – pochette che parla agli studenti (forse per togliere lo sfizio a Sergio Matarella, in cambio della seconda candidatura!) davanti a una libreria, parla diaccrescimento del bagaglio di conoscenze’: eccolo lì, la conoscenza, la cultura, come bagaglio, come peso, come qualcosa che si porta addosso, non che si ha dentro: VERGOGNA!

Nulla, dico nulla, di ciò di importante che c’è da fare per la scuola (come per l’Università) è stato nemmeno annunciato come tema di discussione: riordino dei programmi e ampliamento delle discipline, scuola a tempo pieno (come nei Paesi civili che noi imitiamo solo nelle cose peggiori), ammodernamento e consolidamento delle strutture fisiche (i banchi sono l’ultima cosa), docenti di ruolo e capaci, e quindi anche aggiornamento vero, non le buffonate dei ‘corsi di aggiornamento’, organico completo, ecc.
Per tutto ciò, occorrerebbe un Governo, ma specialmente un Ministro, anzi due, visto che l’Università ne ha un altro. Di ciò, ahimè, non vi è traccia, e quindi, alla fine, tutto riprenderà come prima, anzi, peggio di prima, e non solo per la pochezza del personale politico.
Perché attorno ad esso, il clima è mefitico, avvelenato, pesante. La ‘classe dirigente’ di Gianni Cuperlo, si è nascosta in qualche cantina, ammesso e non concesso che esistesse, ma non mi pare.

Siamo ad un passaggio delicatissimo della nostra vita e storia politica.
Alle prese con un referendum demenziale, il cui risultato, se passa, sarà una riduzione secca dellospazio di democrazia nel nostro Paese in cambio di nulla, o meglio di Di Maio a fare il Ministro degli Esteri e a lasciare che sia la Francia (la Francia!) a difendere gli interessi europei e italiani in particolare nell’Egeo dall’aggressione turca … ma lui ‘sa’ che la Turchia è ai confini col Vietnam. Un referendum, non a caso, difeso con argomentirisibili e sconclusionati da gente del calibro di Di Maio e di Toninelli, ma purtroppo pur senza entusiasmo difeso dal PD, che ha fatto di tutto per tre volte per impedire l’adozione della legge sulla riduzione dei parlamentari, e ora, in ossequio alle geniali intuizioni politiche di Goffredo Bettini e date le mancate qualità di Nicola Zingaretti, lo ‘sostiene’ senza entusiasmo. Ma fa ciò, mettendo in campo altri elementi per la distruzione di sé stesso e del nostro Paese.

Alleato dei ‘leali’ stellini, corre da solo e in difficoltà enorme in almeno due Regioni importanti (ma per un politico che non sia un buffone, tutte le Regioni sono importanti) e che succede? Uno si aspetta che il partito, in pericolo, si unisca tutto come un sol uomo in una battaglia difficile e pericolosissima, specie se chiosata da una vittoria del SI’ al referendum, perfino Pier Luigi Bersani, visibilmente contro voglia, sostiene il PD, e invece (come, nel mio piccolo, vado dicendo da settimane) proprio ora parte la corsa furibonda del descamisado Bonaccini, ignaro o indifferente di essere stato salvato in extremis dalla sardine, contro Zingaretti. E con che argomenti! Il rientro di Matteo Renzi (da quanto lo dico che Bonaccini è la longa manus di Renzi?) nel PD e, guarda un po’, altre riforme costituzionali. Per contrastare gli effetti antidemocratici di questa oggetto di referendum? Eh no, qui dietro c’è Renzi. E dunque solo per citare alcune cose particolarmente assurde, abolizione anche del Senato (ma perché non seguire Grillo, e abolirlo del tutto il Parlamento? Tanto ormai … ) e ‘sfiducia costruttiva’, la cosa peggiore, perché impedisce ai parlamentari di esercitare il proprio mandato in nome e per conto del popolo, dato che di fronte ad un Governo cattivo (tipo l’attuale, per dire) non può cacciarlo se non ne ha un altro pronto … è così che nascono le dittature, che credete!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.