domenica, Giugno 7

Sarebbe opportuno, e non è opportunismo, ricordare agli ‘amici’ dell’Europa Alla Germania debiti e inadempienze, all’Olanda il suo paradiso fiscale, e se si offendono ce ne faremo una ragione. Perchè l’Europa o è ora oppure non ha più senso che ci sia

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Sarebbe opportuno.
Sarebbe opportuno per noi e per l’Europa.
Sarebbe opportuno guardare in faccia la realtà e farla guardare agli italiani, a tutti gli italiani che vogliano davvero farlo, senza mediazioni, senza interpretazioni, senza grida, senza polemiche. Così com’è.

Sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre la inutile foto del Presidente in camicia e cravatta che ‘lavora’, sarebbe opportuno, anzi, sarebbe doveroso, anzi, è urgentissimo che vi sia una bozza, l’attuale bozza del decreto annunciato e, naturalmente, tutt’altro che pronto. Gli italiani sono abbastanza maturi per capire e vedere. Per vedere, dunque, il decreto mano mano formarsi nel suk di Palazzo Chigi; per vedere chi si oppone, chi pone difficoltà, chi tira da una parte o dall’altra, chi vuole per sé qualcosa togliendolo ad altri, per vedere e mostrare gli interessi nascosti che ci sono.
Sarebbe opportuno
, insomma, trattare gli italiani da maggiorenni, quali nonostante tutto si sono dimostrati in questi giorni terribili del virus, e fargli vedere che il decreto trova ancora ostacoli tecnici, trova ancora specialmente contrasti nel Governo e nell’opposizione, invero patetica.
È venuto il momento della trasparenza vera, completa, totale, integrale e perfino sfacciata. E quindi di mettere tutto in chiaro, nero su bianco; nero su bianco riportare le telefonate di questo o di quello, le e-mail di quell’altro, i ritardi dell’Ufficio x o y, le ‘perplessità’ di questa o quell’altra banca, gli egoismi di qualche pescecane. Tutto insomma. Chiaramente, senza polemiche. Una operazione di verità, di schiettezza.
Perché quel decreto annunciato clamorosamente con la solita insulsa onano-conferenza stampa di Conte e compagni, e ben lungi dall’essere pronto, implicherebbe un impegno finanziario enorme, che sarà pagato dagli italiani, da tutti gli italiani, o almeno da quelli che pagano le tasse, per decenni è bene saperlo, e sarà alla visione di mezzo mondo e dell’Europa, dalla quale vogliamo un aiuto, ma, spero di averlo reso chiaro, assolutamente nessuna solidarietà, Schröder incluso.

Bisogna che gli italiani, maturamente, guardino il decreto formarsi, vedano chi dice cosa e magari anche perché, possano fare a meno dei ‘commenti’ più o meno interessati, di questo o quel quotidiano, di questo o quel giornalista, di questo o quel politicante e, specialmente, di questo o quell’esperto, e pertanto potere uscire tranquillizzati dalle inevitabili e già partite proteste e lamentazioni degli imprenditori, disperati per la troppa ‘burocrazia’ (memori delle illuminate considerazioni del prof. Luttwak), delle banche perplesse perché devono metterci i soldi e aspettano prima di vedere se ci sono, se sono già arrivati, quelle banche che dovrebbero investire e rischiare, ma che ancora oggi fanno pagare un euro per una ricarica di carta e due per un prelievo da altra banca e sorvolo sul resto e impongono un altro esoso prelievo a chi paga con la carta, invece di dargli un premio.
Sarebbe opportuno, magari spiegandolo bene da parte dello stesso Presidente, in modo comprensibile, non le solite chiacchiere fumose e ambigue ma ‘piacione’, perché così gli italiani potrebbero rendersi conto di cosa voglia dire questo impegno strepitoso, di quanto l’Italia, e quindi noi tutti stiamo rischiando.

Sarebbe opportuno anche nei confronti dell’UE.
Perché la stessa possa valutare cosa si sta facendo e come e con quali garanzie. E su questa base aprire senza remore ulteriori una trattativa seria che abbia ad oggetto non quattro soldi in più o in meno tra i pochi che ‘ci vogliono dare’, ma per dire a chiare lettere che l’UE siamo noi, anche noi, e che ne siamoproprietariesattamente quanto lo sono i tedeschi o gli olandesi.
Sarebbe opportuno mostrare chiaramente che siamo disposti a fare duri sacrifici anche per mettere a posto i conti, ma che non stiamochiedendo aiuto’, un aiuto peloso, a nessuno.

L’Europa siamo noi, abbiamo contribuito a fondarla, e se non è in grado, ora non domani, di diventare ciò che doveva essere fin dall’inizio, cioè l’Europa dei popoli e non l’Europa di stupidi Stati ormai superati dalla storia, allora non ha più senso che ci sia, meglio metterci una pietra sopra, piuttosto che continuare in questo mercanteggiamento da suk, a chiedere e dare sconti, a promettere e negare scampoli.
L’Europa, se c’è, è questo il momento che si dimostri esistente, perché non siamo solo noi italiani ad essere in crisi per il virus e le sue conseguenze, e lo siamo anche (diciamolo, lo diciamo?) per la finta austerità voluta da contabili incapaci, certo resi più contabili e più incapaci anche per le nostre inadempienze, anzi, per i nostri imbrogli, ma non solo i nostri.

Per le inadempienze della Germania, che non investe quanto dovrebbe a norma di trattati, dei quali pretende da altri il rispetto puntiglioso, mentre attraverso la sua Corte Costituzionale mette esplosivo sotto i pilastri dell’Europa unita, dopo avere dimenticato -distratta!- di come siamo stati insolentiti e minacciati da loro noi italiani quando faticavamo a rendere applicabile il diritto europeo -dal caso Enel alla sentenza Italgrani.
Quella Germania che usa e ha usato della sua forza per ottenere vantaggi per sé quando faceva il Parmesan Käse a danno di altri, cui impediva di fare la birra. E quindi poco ci importa, caro sig. Schröder, della sua generosa disponibilità ad ‘essere solidale’, perché noi vi abbiamo condonato i debiti e -ma questo non lo dice sig. Schröder mentre afferma di essere «felice che la Germania abbia deciso di accogliere e curare pazienti italiani» … lo vedete che avevo ragione a dire che non si doveva fare?- abbiamo permesso, chiudendo entrambi gli occhi, che l’operazione della unificazione tedesca accadesse anche, se non solo, a spese dell’Europa. Noi non vogliamo solidarietà, e quel debito lo abbiamo condonato volentieri perché era politicamente necessario per fare crescere l’Europa e cancellare gli odi del passato, per rafforzare cioè l’idea della unità europea, non solo nel nome. Ma poi la Germania ha dimenticato del tutto di pagare il debito, anzi, si è battuta sprezzante per non pagare il debito prima di tutto d’onore, perché si trattava di quattro soldi, verso i soldati italiani prigionieri in Germania e costretti ai lavori forzati, in violazione delle convenzioni di Ginevra, o sbaglio? E sorvolo sulla ‘causa’ dinanzi alla Corte internazionale di Giustizia. Per non parlare degli amici austriaci, che hanno fatto di tutto per crearci problemi in Alto Adige, anche ‘favorendo’ persone non proprio di altissima pratica democratica e che ancora oggi fomentano la ‘singolarità’ degli altoatesini ‘sudtirolesi’, forti degli enormi finanziamenti italiani.

Sarebbe opportuno, sempre sul sito della Presidenza del Consiglio, togliendo quella ridicola foto del bel Giuseppi in maniche di camicia, ricordare agli amici olandesi, che il loro paradiso fiscale ha tolto molti soldi all’Italia e molte imprese, a cominciare dalla FIAT, che il latte olandese e non solo, si vende a preferenza del nostro, per solidarietà europea, solidarietà nel senso di cooperazione, e così via.

Così come agli amici belgi, dimentichi dei molti operai italiani morti nelle loro miniere, dove le misure di sicurezza non esistevano. E agli amici lussemburghesi, simpatici e buone forchette, si potrebbe ricordare che è comodo avere leggi tali che vi si creano imprese fasulle solo per nascondere i guadagni italiani più o meno illeciti che non si riescono a mascherare del tutto in Olanda.

Sarebbe opportuno ricordare agli amici spagnoli l’appoggio alla lotta contro Franco e la poco onorabilità del voltafaccia sugli eurobond. Per non parlare degli amici, pardon dei cugini francesi, a loro volta pronti a cambiare opinione e proporre un pasticcetto economico per tirare fuori un po’ di soldi da dare anche alla povera Italia, ma sempre difensori strenui delleproprieimprese, legittimamente comprate e pagate dagli italiani, per non parlare delle manovre sulla Libia e sul relativo petrolio.

Sarebbe opportuno ricordare ai nostri amici, e amici della Germania, dell’Europa dell’est, che l’UE è terreno di democrazia e che solo uno come Matteo Salvini può parlare di ‘democratica decisione di dare i pieni poteri’ e che, a proposito, l’art. 7 del trattato UE prevede cosa fare in situazioni simili, per non ricordare che l’unica volta in cui fu usato, lo fu contro l’Austria, accusata di razzismo.

Sarebbe opportuno tutto ciò metterlo a chiare lettere sul sito del Governo, insieme a impegni seri di risanamento non solo del debito, ma specialmente della disamministrazione di uno Stato ormai preda di guerre di corsa di potentati diversi, quando non della criminalità, e spolpato dagli approfittatori ladri dei soldi di chi paga le tasse. Certo, occorrerebbe avere gli ‘attributi’, non basta solo fare gli occhi dolci alla Merkel.
Si offenderà qualcuno? Forse, ce ne faremo una ragione. Qui si gioca un progetto di vita e di futuro per tutti, per tutti gli europei: se non lo si capisce ora e subito, dopo sarà troppo tardi e forse sarebbe venuto il momento che Giuseppe Conte, o se preferisce Casalino che presume di sapere anche o solo il tedesco, lo dicesse: chiaro e forte.
Sarebbe opportuno. E quindi non avverrà.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.