giovedì, Aprile 9

Sardine: rivoluzionari veri, senza capi, oratori e consulenti Ai politicanti si chiede di smetterla di fare chiacchiere, campagne elettorali perenni invece di stare al posto per il quale si è pagati profumatamente, fare il mestiere per il quale si è pagati. La richiesta più rivoluzionaria, nella sua apparente normalità, dell’assalto al Palazzo d’Inverno!

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Ciò che maggiormente mi colpisce e, stranamente (ora spiego il perché), continua a colpirmi nellesardine’, che mi ostino a non chiamare movimento, è che dopo un mese, ancora mi colpiscono, mi interessano. Ma spero che non commettano errori imperdonabili dei quali, non tanto loro, ma noi tutti, sì, proprio noi tutti italiani, dovremmo dolerci.

Stranamente, dicevo, perché la storia recente e meno recente del nostro disgraziato (sì, disgraziato) Paese ha visto spesso nascere movimenti, ondate, ondeggiamenti, che poi si sonoscioltiin partiti o partitoni o sono diventati partiti(ni), nell’augurio, tutto mio personale, che quella parola sia presto preceduta da ‘ex’. È evidente, e quindi non ci torno, che mi riferisco agli stellini, mai così lontani da ogni sentimento umanamente accettabile di politica vera e sincera, stellini, ma non solo.

Leggo in questi giorni che il sedicente (e pagato profumatamente per farlo) Ministro degli Esteri Giggino, presa coscienza (unitamente a Salvini, il suo vero amico del cuore) delle difficoltà della Banca Popolare di Bari, prende la spada in mano (beh, la spada, via, la spadina dei bimbini) e, rotandola al di sopra della sua facoltativa testa, afferma che se qualcosa non funziona vuol dire che è colpa di qualcuno’, e qualcuno’ (usato allusivamente, come ovvio) deve risponderne.
Il ‘qualcuno’ è la Banca d’Italia o la Banca europea, o chi sa chi, tanto per restare nella reboante e inutile guerretta da retrobottega all’Europa (grazie alla quale esistiamo), e alla Banca d’Italia senza la quale saremmo in guai ben peggiori. Ma il punto non è qui, il punto è che un uomo (il termine forse è eccessivo) politico che si rispetti, per prima cosa si pone il problema di sapere e decidere (cosa ignota a Giggino & co., a cominciare da Grillo) cosa fare per evitare che il guaio diventi più grosso che ci sia chi ci rimette ingiustamente, ecc. no, lui no, lui si preoccupa di fregare il Governatore della Banca d’Italia, espressione deipoteri fortidei quali si riempiono la bocca da anni (insieme a Salvoni: Salvini+Meloni) senza nemmeno avere una idea di cosa siano i poteri forti … si vive di ‘sentito dire’, di slogan, insomma, di sciocchezze. Poi ieri sera Giggino ha detto ok al decreto per salvare la banca, ovviamente precisando, ben impettito, che «Il Presidente del Consiglio solleciterà a Bankitalia e ai commissari un‘azione di responsabilità sui vecchi manager, prestando soldi agli amici degli amici che non li hanno restituiti», «Salvi i risparmi. Nessuna pietà per i manager e gli amici degli amici». E qui chiudo, stendo un velo….

Perché il punto è la riunione delle sardine a Piazza San Giovanni a Roma. Centomila, un milione, cinquantamila, mille, non importa: molti e di nuovo senza bandiere. Anche se, sempre più pericolosamenteavvicinati’ o ‘occhieggiati’ o addirittura ‘occhiolineggiatida politicanti di varia natura o dapersonaggi della cultura’, che farebbero bene a limitarsi a commentare (come faccio io … e vabbè, non sono un personaggio di cultura, d’accordo, però so leggere) quello che accade, cercando di capire, prima di definirne, loro, le strategie.

Questo, lo dico chiaramente subito, è stato un errore, lieve ma fatto, dalle sardine: cominciano ad arrivare personaggi, pronti a parlare (qualcuno lo fa anche) o comunque pronti a dare indirizzi. Terribile: attenzione, si comincia così e si finisce come Giggino. Attenzione.

Il ‘capo sardina’ … anche questo andrebbe eliminato, graziosamente con dolcezza, con un sorriso, ma niente capi, per favore. Siate quello che siete: gente che pensa, che ragiona di politica, ma che non fa politica e quindi non ha capi. Non ha capi che ‘prendono le distanze’ (perché di questo si tratta) dal fatto che la gente intoni ‘Bella ciao’: il capo voleva non so che altro. Eh no, mio caro: è la gente che decide, non nel modo becero e scemo dei grillini, ma nel modo più chiaro e naturale possibile. Sì, naturale: ci ‘scappa’ ‘Bella ciao’ e noi la cantiamo. Che poi prenderne le distanze è manifestazione di non avere capito (perfino il ‘capo’?) che quella canzone è una liberazione. E quella presa di distanze diventa preoccupante quando il ‘capo’ dice anche che forse prenderà (lui?) in considerazione di fare un partito ‘senza fretta’. Eh no, ripeto, siete sulla strada di Grillo. Non avete voi stessi capito cosa avete fatto? Passate da un salotto all’altro ma non avete ben capito? Fermatevi un momento, allora, chiudetevi in una camera a discutere, ragionare, non a chiamare oratori, e neanche consulenti.

Niente sussiego, scusate, solo due parole di spiegazione e poi, avrò acquisito qualche nemico anche tra le sardine.
Pubblicano un ‘secalodo’, insomma una lista di sei punti, in cui si dice che i politici (loro li chiamano ancora così) devono comunicare solo per vie istituzionali e che vadano a lavorarci nelle istituzioni. Scusate, lo avete scritto voi: vi rendete conto che è semplicemente rivoluzionario, non dico addirittura farlo, ma già solo dirlo. E allora ho ragione quando dico che il loro obiettivo (che è l’obiettivo degli italiani, come cerco di spiegare tra poco) non èsoloSalvini, ma anche i grillini, cioè i politicanti delle parole e di Facebook. Lì, si trovano quelli, pochette incluso. E vi stanno chiedendo (usando la parola ‘pretendiamo’, appunto il popolo sono loro, loro … non il capo, loro che cantano ‘Bella Ciao’ e il capo se ne faccia una ragione … .poi domani magari canteranno ‘Marietta monta in gondola’!) di smetterla di fare chiacchiere, di fare il mestiere (appunto, il mestiere!) per il quale siete pagati … certo se poi lo sapeste anche fare. Questa richiesta è più rivoluzionaria, nella sua apparente normalità, dell’assalto al Palazzo d’Inverno!

Tradurre in messaggi fedeli ai fatti: questo è rivolto alla stampa, quindi anche a me. E scusate, non è rivoluzionario? in un Paese come il nostro dove la stampa, oggetto di ‘conquiste’ commerciali, è praticamente tutta di parte e per conoscere una notizia veramente bisogna leggere trentadue giornali e ascoltare trentaquattro telegiornali? Per non parlare dei socialtalmente manipolati che quasi hanno l’orgasmo!

Poi la conclusione sul decreto sicurezza è un altro bel colpetto. Abrogare il decreto sicurezza e punire anche la violenza verbale.
Ve li vedete voi Giggino, i due Mattei, pochette, Grillo, ecc. a fare una cosa del genere?

Io non so fino a che punto e fino a quando e quanto, questa cosa stupenda reggerà e durerà. Sarà difficile farla durare, ci vuole tanto impegno perché alla fine la gente in piazza ci va da sola, non portata ammassata in torpedoni pagati con i 49 milioncini di Salvoni o i 67 di Matteo il giglio, ecc.
Ma, cari capi delle sardine, forse non ve ne siete resi ben conto, ma voi avete in qualche modosvegliato il popolo’, ma quello vero. Tutto quello vero, che non è ‘di sinistra’ o ‘di destra’, è il popolo che vuole politica e politici, e non ne può più di populisti fanfaroni e di politicanti da retrobottega.

Avete, secondo me, una responsabilità enorme tra le mani. Se deludete quella folla, dicendovi di sinistra o di destra, o, addirittura, ‘facendoun partito, non solo siete finiti voi (e francamente non me ne può importare di meno), ma deluderete per l’ennesima volta il vero popolo, non quello urlante slogan e odio, ma quello vero. Non scherzate col fuoco e sulle banalità del fatto che ci sono anche persone con i capelli bianchi: è vero, è così, anche io se ne avessi ne avrei di bianchi, che c’è di strano?

Ma il popolo che avete svegliato, non si fida di voi, attenti, non si fida di voi: spera solo che grazie a loro (sono loro, lo ripeto, che scendono in piazza … non ce li portate voi) e non a voi che dovetesoloorganizzare e lasciare cantare quello che vogliono, spera solo che questo possa spazzare via questa orrida e puzzolente genia di politicanti e grassatori da quattro soldi che ci hanno governato per anni e che oggi, identici a quelli di prima, fingono di governarci.
Pensateci bene: anzi, abbiate l’umiltà intelligente di dire ‘pensiamoci’ bene!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.