sabato, Dicembre 7

Sardine: Politica cercasi disperatamente Sono la pietra dello scandalo, la prova vivente e parlante che si può fare politica seria, vera. Anzi. sono quelli che chiedono di farla ai politici di professione. Però: quanto possono durare così? Quanto ancora si può sperare nelle sardine?

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Ora tutti li tirano per la giacca, insultandoli pure con l’aria di parlarne bene: sono come le piazze dei grillini o dei girotondi, ecc. Eh no, eh proprio no, per carità, ma di che parlate?
Le sardine, sono tutta un’altra cosa … se restano quello che sono oggi. Ma se cedono alle pressioni, alle sirene di questo o di quello, al Green Friday, o magari al Black Friday o non so che altro, sono finiti. Succede tutto di Venerdì ormai … sapessero che ne pensano a Napoli!

Hanno -lo dico con un brivido nella schiena, ma lo dico chiaro- una responsabilità enorme, storica, sì proprio così, storica. Sorvoliamo sui girotondi e le altre manifestazioni più o meno correttamente definibili radical-chic che sono state tutt’altro, ma anche solo accostarli ai grillini o alle masse urlanti di Salvini è, nonché un errore, un vero e proprio insulto. E piacciono a Carlo Rossella, attenti, si comincia così e poi … !

Come si fa a non vedere la differenza enorme, siderale? Non diconovaffa’, non imitano un attorucolo da avanspettacolo, non seminano odio contro gli stranieri, gli ebrei, i neri (anzi i negri), i tossicodipendenti, e nemmeno contro gli affetti dal morbo di Asperger o gli autisti o gli handicappati (scusatemi il temine poco politically correct), o, magari, i meridionali, ecc., e non sonovolenterosi’, questa è un’offesa!

Nulla di tutto ciò. Scendono in piazza contro la Lega, come concetto e strategia, scendono in piazza, in verità, contro il populismo, contro la sopraffazione, contro il qualunquismo, contro l’incultura intesa come ignoranza crassa.
Tutta un’altra cosa, se restano ciò che sono.

Sono, per così dire, la pietra dello scandalo, sono la prova vivente e parlante, ma non ‘primadonnante’ (qualche neologismo ogni tanto non guasta) del fatto che si può fare politica seria, vera. Anzi. sono quelli che chiedono di farla: non loro, i politici di professione. Vi pare poco? È la rivoluzione copernicana della società. Il contrario esatto di Grillo o Salvini e compagnia cantante, chiedono alla politica di agire, non chiedono ad un ‘capo’ o a un capetto da cortile, di ‘dettare la linea’, cioè le ‘parole d’ordine’.
Anzi, non vogliono parole d’ordine, lo volete capire o no, politicanti da strapazzo che invadete ogni giorno gli schermi TV, con chiacchiere insulse, disinformate, incompetenti, arroganti. Volete capirlo o no?

Voglionopolitica’, con la P maiuscola, come hanno scritto nel manifesto’ … che è ‘solo’ una bella sintesi di richieste di razionalità e di coerenza in una prospettiva chiara: non è il Manifesto di Marx e non ambisce ad esserlo. È un’altra cosa anche rispetto ad esso. Non ne possono più di chiacchiere, di sceneggiate, di sorrisi allusivi, di ammiccamenti, di ‘trastole’, di alberghi trasformati in ponti di comando da operetta, di frasi violente e allusive.

Certo, se riescono a restare tali. Se non cedono all’emozione del proscenio e continuano così come hanno cominciato. Certo. Però: quanto possono durare così? Quanto possono resistere ai richiami che arriveranno, se già non sono arrivati, da questo o da quello?

Il tema è questo: chi è capace di offrire Politica a questa gente? che, poi, non sono soltanto giovani, altro che. Anche su questo occorrerebbe riflettere: non sono i soliti ragazzini invasati, non sono i giovanotti che vanno a ‘sballare’ il Sabato sera con la macchina di papà, quelli per fortuna sono ancora una minoranza di fessi. Sono gente che pensa, che lavora magari in maniera non regolare, che vuole un futuro, che non vuole (almeno finora, vedete quante volte lo ho ripetuto) un ‘leader’, vuole politica e vorrebbe vedere ogni tanto qualche politicante, sì, professionale, anche ‘lavorare’ sul serio come fanno tutti loro.

Ma, la risposta? Franceschini con la sua voglia di poltrone? Cuperlo con i suoi discorsi fumosi? Orlando, il ‘sinistro’? Orfini, il giovane turco? Ascani, la vice filo-Renzi? E sorvolo su Renzi. Eh sì, anche perché un fatto è certo e chiaro: forse non sono di sinistra, o qualunque cosa sinistra significhi, ma certamente non sono di destra. Strano (o forse no?) l’unico che sembra averlo capito è Matteo Salvini, che ne è terrorizzato anche perché non ha la cultura per capirli: gente che non urla, non insulta, non ha ‘nemici’, non odia nemmeno la signora Cucchi (che brutta, a proposito, la richiesta pubblica di ‘protezione’, che caduta di stile!) e nemmeno i ‘drogati’, ma ha capito che dalla politica attuale non ha prospettive reali, non ha lavoro, non ha serenità, specialmente quella; è gente normale, lo hanno detto fino alla nausea, vogliono vivere, serenamente, ma vivere, solo vivere magari con allegria.

E la ‘politica’ che fa? Basterebbe vedere il bombardamento mediatico di questi giorni da parte di Giggino e Matteo (Salvini, l’altro manda avanti le salmerie per ora) sul MES, del quale non sanno nulla, visibilmente non ne hanno capito nulla e, purtroppo, sono ‘aiutati’ dalle parole prudenti (ma inopportune) di alcuni, o da ‘prima donna’ di altri, che fanno trapelare perplessità o dubbi, che non sanno (o lo sanno?) che verranno sfruttati nel clamore assordante dell’odio, della ripicca, del qualunquismo … dell’autarchia, che sarebbe la nostra fine.

Fa pena, in questo quadro, ladiscesa al sud del comico, che forse ha ‘parlato’ con Nicola Zingaretti, ma credo di no, sarebbe stata da parte di Zinga una mossa troppo lucida, quasi suggerita dal commissario Montalbano-Camilleri, non mi illudo, anzi, si ricomincia a blaterare di contratti.
Il comico, novella madre all’inseguimento del figliolo scapestrato al quale deve dare uno scapaccione, ma che non si fa trovare. Se ne scappa a Palermo (a spese dello stato del quale sarebbe Ministro) per evitare la tirata di orecchie anche se, conscio di meritarlo lo scapaccione (sì, oscillo tra scapaccione e tirata di orecchie … che mi suggerite?) freudianamente si rapa a zero metà testa (ah, se sapessero anche leggere questi politicanti) e torna con la coda bassa dalla mamma arrabbiata. Sì, la mamma, che in fondo non perde mai di vista che quello è il suo figlietto, frutto di qualche diversione perfino appassionata, ma comunque suo frutto e loscapacciona e lo bacia insieme, mentre, ispirato pronuncia: «non è l’anima bassa che ci serve adesso, questo è un momento magico, se non lo capite … ». No, non lo capisco.
E, comunque, la mamma ordina al predetto, rasato di fresco, di fare tutto il contrario di quello che sta facendo, didiventaredi sinistra (come se Giggino sapesse che significa … beh, non che Grillo lo sappia meglio!) e di sorridere. Cosa, quest’ultima che il ragazzo non sa fare (possibile che Grillo non lo capisca? eppure dovrebbe avere esperienza di teatro, sia pure sulle botti!) perché quando sorride (a me) fa paura: c’è sempre un che di allusivo, di ambiguo, un ammiccamento, un lasciare intendere ‘faccio questo ma penso quello’) l’aria di superiorità, di cinismo, e lui lo fa, essendo stato rinominato capo, ma ormai solo di una traversa della via Pal, anzi, nemmeno, perché la mamma-Grillo dice chiaro che dietro il capetto ci sarà lui. E si ringalluzzisce tutto e rivola (a spese nostre) a Palermo.

Ma a me vengono i sudori freddi perché questo capetto da cortile comincia a fare paura davvero, il suo cinismo è siderale, in tre giorni cambia tre linee politiche, che nemmeno pochette! Temo assai che il capetto (che non ha né arte né parte, non dimentichiamolo mai) apra solo la strada al capo vero, che, puntando sull’odio e la violenza delle piazze che aizza, potrebbe farlo sul serio, magari non in stivali ma in felpe, invero disgustose.

E riprende la politicuccia di sempre: mosse, contromosse, agguati, difese, allusioni, insulti, promesse, fantasie, odio, bugie, odio, clamore, odio, disprezzo, odio … alla fine resta solo quello.
Ma quanto ancora si può sperare nelle sardine?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.