mercoledì, Ottobre 28

Sardine … di Toscani, volete il cambiamento o il potere? Siete scesi in piazza per associarvi al Signor pochette o ad altri nella gestione del potere o per determinare un cambiamento della e nella politica?

0

Fin dal primo giorno in cui sono comparse, sono stato entusiasmato, benché razionalmente e misuratamente, da quella che chiamo solo per comodità ‘azione delle sardine’. Preciso subito, nonmovimento’ e non solo perché non riesco a capire cosa sia un ‘movimento’, visto che non è un partito né una azione; ma perché io sono restio alle raffinatezze terminologiche delle frasi fatte e dimovimenti’, pure con lavmaiuscola, ne abbiamo visti e abbiamo visto dove ci portano. Ancora oggi, mi viene da ridere quando sento di lavoratori (quali che siano, dai muratori ai professori … sì anche quelli lo fanno!) che ‘entrano in agitazione’, mi fa pensare al frullatore e mi viene da ridere. Insomma certe parole di uso comunemente insensato, non mi piacciono.

Ma insomma, qualunque cosa sia e sia stata l’azione delle sardine è stata per me, e credo per molti, appunto questo: azione.

Si sono  -permettetemi ora il Tu rispettosissimo- vi siete dal primo momento manifestati per quattromatti entusiasti’ che facevano cose, che portavano gente in piazza. E, me ne darete atto, dal primo momento ho detto e ripeto che ciò che mi sembrava vi caratterizzasse era il fatto che in realtà eravate (spero siate ancora) lo stimolo e gli organizzatori di un popolo che, di sua iniziativa e a sue spese e su sue idee, va (non scende) in piazza non per protestare, ma per chiedere: chiedere politica con la ‘P’ maiuscola, chiedere un linguaggio adeguato e civile, opporsi alla violenza verbale e fisica di tanti politicanti italiani di destra (e talvolta non solo), pretendere (parola da voi usata all’inizio, poi un po’ scomparsa) civiltà e scelte giuste e comprensibili, genericamente definibili ‘di sinistra’, ma principalmente ‘non di destra’ come è oggi la destra in questo Paese: Salvini e Meloni e Berlusconi, il peggio del peggio, Gobetti si torce nella tomba!

Ho salutato in voi anche -anche se forse a voi non piace tanto e non vi piace di sottolineare- ma ho salutato in voi chi dice ‘sinistra’ e propone azioni di sinistra, in opposizione non solo alla destra, ma anche e principalmente a chi, novello Wolf, risolve problemi senza essere né di destra né di sinistra. Vi ho, forse nella mia mente soltanto, attribuito una fortissima valenza contraria, o se preferite, una grande diversità dai brillantirisolutori di problemi’ (per lo più sconosciuti) come Giggino, felice solutore delle questioni dell’ILVA e della Whirlpool e … fate voi l’elenco, o della fallimentare operazione del reddito di cittadinanza e di quota 100, ma anche della assurda e devastante azione contro la prescrizione, giustissima, ma fatta in maniera dilettantesca e superficiale, e che finisce per gettare in pasto alle belve (ridicole, quelle ammanettate a Napoli, e ancora più ridicole, anzi, offensive, quelle a Milano con gli articoli della Costituzione, di fronte alla quale dovrebbero inginocchiarsi e chiedere perdono, altro che, per non parlare delle buffonesche intemerate di Renzi, puah!) gettare, dico, in pasto alle belve un ‘valore’ della Repubblica (forse stavolta un po’ ingenuo) come Davigo, costretto a trasformarsi in difensore acritico di una cosa superficiale e inetta, che in lui contiene un principio, ignoto a chi la fa.
Vi avevo, insomma, attribuito una valenza contraria non solo a Salvini, ma anche, e forse principalmente, agli stellini senza destra e sinistra, così come al solutore principe del nulla, Calenda, per non parlare dell’onnipresente Renzi. Vi avevo definiti ‘la tosse del ‘fumo‘ che sono i politici (intesi come politicanti). Avevo difeso il concetto di ‘non un partito, ma la pulizia dei partiti‘.

Insomma, avevo visto in voi un vento innovatore, un vento di scelte, diposizionisenza paura di essere definiti prevenuti: dove voi non è i quattro fondatori e capi, ma (dovete darmene atto, l’ho scritto molte volte) il popolo in prima persona, il popolo che partecipa, sì il popolo di cui parla Gaber, il popolo che, anche se i ‘capi’ non vogliono, canta ‘Bella ciao e aumenta lo scandalo cantando a forza ‘Contessa’.

Poi, dicono i capo-sardine, un ‘errore‘! e che sarà mai!?

Eh no, piano. Oliviero Toscani è sicuramente, a modo suo, un genio della comunicazione, almeno in quella più strettamente pubblicitaria, un incontro con lui lo farei a occhi chiusi anche subito, figuriamoci. Luciano Benetton è un grande industriale che ha creato una azienda famosa nel mondo e un’altra meno positivamente famosa ma che tiene al lavoro migliaia di persone, ma oggi come oggi è una persona perbene, come dice la Costituzione, e io sono garantista nel senso della Costituzione, non nel senso dell’impunità come vorrebbero i fautori della prescrizione -lo ripeto, io sono contrario a questo modo di risolvere il problema della prescrizione- e quindi oggi come oggi non rifiuterei, all’occasione, di stringergli la mano: non accetto (e lo ho detto, qui, a chiarissime lettere!) che un guaglioncello scalmanato lo chiami assassino, prima di sapere se lo è e quindi dopo che sia stato processato, ma in fretta, e se del caso condannato, specie se il guaglioncello rappresenta lo stato, cioè la Costituzione.

Ma non mi accadrà il caso, perché, lo dite voi in persona: «la visita è stata organizzata su invito di Oliviero Toscani … », ecco il punto. Non voglio assumere i toni durissimi (eccessivi, forse, ma corretti, nella scorrettezza del dimenticare il testo della nostra Costituzione), ma è un fatto certo che me non mi avrebbe invitato Toscani, né avrebbe invitato voi tre mesi fa. Questo è il punto. Non è questione di essere caduti in una sorta di trappola, né di essere stati ingenui come dite. Siate onesti, siate leali, siate quello che predicate degli altri, di quella che anche voi (ah, che caduta!) chiamate ‘classe politica’, e ammettete l’errore di orgoglio: non vi è parso vero di entrare nel salotto buono; e come suona male quella precisazione secondo cui, però, non vi siete seduti accanto a Benetton, dove vi avevano invitato (ancora!) a sedere. Dire come dite che avete fatto un errore e che siete ingenui, duole dirvelo ma lo dico chiaramente, è peggio di una confessione di colpa, è così ipocrita: voi che dovreste essere il contrario dell’ipocrisia!

Avanti, siamo seri. Siete stati invitati perché siete noti e interessanti (sì, interessanti, per uno come Toscani siete interessanti come una blatta per un entomologo) non per altro.
Vedete io non penso nemmeno (non sono così grossolani e ingenui Benetton e Toscani) che vi si sia cercati per usarvi, no, non ci credo. Ma voi non avreste dovuto andarci, perché essere invitati là dove mai lo sareste stati, può non essere un tentativo di subornazione, ma è peggio: è piaggeria e voi di quella avreste approfittato.

E quindi veniamo all’altro punto, sul quale me ne darete atto, già ho detto la mia. Volete andare da pochette, a fare che? Lo ripeto ancora, ancora una volta, lo grido: voi non rappresentate nessuno e se lo dite abusate di chi non vi ha nominati a rappresentarli. La Costituzione, che invocate, parla di altro, parla di rappresentanza politica non di masanielli: e voi, oggi, rischiate solo di essere dei masanielli, invitati a corte per tagliarvi la testa … solo che con la vostra testa cadrebbero anche quelle del popolo, di quel popolo che ha creduto di potere finalmente fare politica. È già cominciata la sarabanda, non lo vedete? Già dicono che siete solo degli approfittatori che cercate il potere aizzando il popolo … proprio come i populisti dei quali parlate così male.

Per di più, andare da chi? Da pochette, l’uomo dai mille volti, l’uomo che la sera sta con Salvini e la mattina sta con Zingaretti? L’uomo che la sera sevizia i migranti e la mattina li accarezza chiamandoli stranieri? Non è questione, la sua, di cambiare idea: tutti possono cambiare idea, è perfino una cosa positiva, perché significa capacità di riflessione. Ma qui dalla sera alla mattina, qui è, è stato e sarà, solo potere, non per caso Neri Marcorè prevede il ‘pochette ter’, con chi, con voi?

Voi chiedete al Governo, a pochette, una risposta, anzi, varie risposte (un po’ generiche, ha ragione Flores d’Arcais, ma tant’è) chiedete scelte, proposte, opere. Pretendete, a nome di chi?, ma pretendete. E dove, come? Non lo vedete che il Parlamento è ormai ridotto ad una barzelletta dove, se va bene, come osserva Falci su ‘Huffington‘, si parla di Fentanyl … forse ne volete distribuire un po’ nelle vostre piazze?

E allora, care sardine, sono io a chiedere una risposta a voi, qui e subito: siete scesi in piazza, inducendo tanti a venirci grazie a (non con) voi, per associarvi a pochette, o altri, nella gestione del potere o per determinare un cambiamento della e nella politica? un cambiamento di idee, di progetti, di capacità … o forse solo di potere?
È venuto il momento di scoprire le carte, prima di ‘essere invitati’ da pochette!

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.