venerdì, Aprile 10

Sardine, attente al Giggino Di Maio in ritirata I grillini sono soltanto Salvini che ha scoperto la magia della ‘democrazia diretta’, fatta da quattro gatti di Rousseau

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Le sardine le ho criticate l’altro giorno. Mi odieranno … gentilmente, o, più semplicemente, se ne ‘fregano’. Sì, ogni tanto, un linguaggio da Giggino e Mattei è utile -per altro: il ‘ragazzotto’, detto Luigi Di Maio, secondo i ‘giornaloni’, oggi dovrebbe battere in ritirata …. da ‘capo politico’, mica dal potere, attenti; sarà, vedremo, magari ne parleremo.

Ora, tutta l’Italia sta lì, col fiato sospeso, ad aspettare le elezioni in Emilia Romagna (e l’uscita di scena -si fa per dire- di Giggino), come se da esse dipendesse la vita del mondo. Tutta l’Italia? L’Italia chi? ma quando mai! Sono quei quattro politicanti, che si autodefiniscono ‘la classe dirigente’, che ne parlano e si misurano e si dibattono e si insultano, ma non fanno nulla. Loro, ‘la classe dirigente’. Ma la gente, quella che loro chiamano la ‘gente comune’, alla quale io orgogliosamente appartengo, mi permetto di fare una previsione senza sondaggi e sondaggisti autorevoli, la gente in realtà se ne frega sostanzialmente. Sono loro, i politicamiti, che ne parlano e si agitano e schiamazzano, nel loro mondo chiuso, nel loro linguaggio improbabile, nei loro giochi di terz’ordine: marziani incomprensibili.

La gente, credo, ha paura, ha mille preoccupazioni, i figli che non trovano lavoro, i figli devastanti e carissimi di Mattia Torre, il traffico folle, il rischio di perderlo il lavoro quando ce l’hanno, lo smog, le malattie, la pioggia, i nonni, e quindi urla, scappa, inseguita dalle urla dei politicanti che gli creano e moltiplicano le paure. Urla e scappa perché, per usare un’espressione efficace di Bersani, vuoleprotezione’. E lapoliticadellaclasse dirigentegli dà solo chiacchiere insulse, gli dà un improbabilepremier’ buono per tutto e per tutti (geniale Dandini: il Marcorè ‘Conte ter’!), un ragazzotto dalla giacchetta troppo stretta e dal sorriso furbetto che straparla allusivo di tutto senza sapere niente, un Ministro delle Finanze con chitarra (ed è uno dei migliori!), un gruppo di strani figuri, tutti regolarmente barbuti, che si riunisce in un convento senza riscaldamento, a discutere … di come sono bravi, di come sono diversi, di come hanno cambiato, cosa?

E la gente scappa dove può e finché può: va dalle donne un passo indietro di Amadeus, va dalle scelte di vita dorata di Meghan e Harry che vogliono una vita normale (!), va dalle avveniristiche proposte economiche di Baggio e dalle candele della ‘signora’ Paltrow e, infine, va dalle piazze e piazzette dove può urlare odio, rabbia, disprezzo … paura.

Uno, magari, si aspetta che da quel convento gelido esca qualcosa, o almeno che qualcuno ci resti fulminato dal freddo. E invece ne viene fuori il solito intramontabile doroteo sotto mentite spoglie, Dario Franceschini con barbetta, e, mentre il turco non più giovane scalpita, eccovi l’ennesimo insulso Nicola Zingaretti, che propone scelte rivoluzionarie, pace nel mondo esclusa, perché quella la proporrà Amadeus la settimana prossima, insieme al cantante violentatore … solo questo ci mancava! E intanto, da Lilli Gruber, Maria Elena Boschi parla della coerenza sua e di Matteo (Renzi), raccontando pudica dei suoi amori.

Ma, scusate, vi sorprende tanto che la gente si incazza?

Nadia Urbinati si affanna a spiegare che Matteo Salvini è il peggio del peggio, è pericoloso perché ha una concezione autoritaria della politica, vuole la democrazia come ‘aizzamento’ della parte peggiore del popolo: il popolo come strumento del suo potere. Nulla.

Gianfranco Pasquino, a rischio di una polmonite, va nel Convento pure lui a cercare di spiegare al pubblico intirizzito (e distratto), che si deve fare il centrosinistra senza trattino, che ci si deve incentrare sui valori, sui progetti. Niente da fare.
E per di più, anche lui continua con il centrosinistra’, anche lui ha paura di dire le cose come stanno: destra, da una parte, sinistra, dall’altra, il centro non esiste. Non esiste teoricamente, ma qui il discorso sarebbe lungo e tedioso. Non esiste politicamente, perché la gente vuole scelte, scelte chiare, riconoscibili, comprensibili, magari semplici … sta poi a chi le realizza non renderle semplicistiche.

E le sardine sembrano averlo capito, o forse sembrava che lo avessero capito. Quella piazza piena e contenta vuole sentire e vedere politica, vera, non Franceschini e simili.
Sì, contenta, quella piazza è piena di gente allegra, non perché improvvisamente quei problemi che la incupivano e ci incupiscono siano scomparsi, no, anzi, al contrario. È che lì quella gente, che magari canta con passione ‘Bella ciao’ e, mi permetto di immaginare -io non c’ero ma bravissimo Alessandro De Angelis ad averlo colto-, immagino con ironia canta ‘Contessa’, dove appunto (grazie, me la sono andata a risentire!) si canta: «Se il vento fischiava ora fischia più forte / le idee di rivolta non sono mai morte; / se c’è chi lo afferma non state a sentire, / è uno che vuole soltanto tradire … », dove l’ironia non nasconde che lì quella gente avanza una richiesta durissima e inequivoca di politica, di partecipazione, di non essere ancora tradita, la richiesta di avere voce (ma con gli altri, questa è la novità) di avere voce in capitolo, cioè di contare per quello che si è, ma non per meno … non più il popolo bue che vorrebbe Salvini. Sì, ‘vorrebbe’, perché Salvini, anche lui, si illude, quella gente che lo acclama e che odia con lui, vuole anche cose, e Salvini urla, lo sa fare benissimo, ma dopo se ne va ad urlare altrove.

È perciò che continuo a non capire il senso che possa avere saltare tutti i passaggi intermedi, e cercare direttamente l’incontro col potere, per trattare col potere e a nome di chi?
Si rischia una replica di quel populismo che proprio loro criticano: quello di Salvini e quello dei grillinio (e lo dico con sincero spavento!) pensano davvero che i grillini siano vicini a loro?

Attenti sardine, attenti: i grillini sono soltanto Salvini che ha scoperto la magia dellademocrazia diretta’, fatta da quattro gatti di Rousseau. Sono esattamente la stessa identica cosa: sfruttare la piazza, la rabbia, la paura, per il proprio potere.

Non lo vedete come si polverizzano i grillini, ora al potere, in una lotta furibonda tra di loro? con i coltelli fra i denti, per cercare di conservare il potere che hanno conseguito e senza il quale tornerebbero a casa senza arte né parte.

Questa è la differenza di fondo, strutturale. Voi non siete avventurieri senza, appunto, arte né parte; anzi, voi rivendicate con orgoglio il vostro lavoro, magari precario e mal pagato, ma … competente. C’è un abisso, miliardi di anni luce tra voi e Giggino e Giggetto e anche Giuseppi.

Andare a parlare col potere, e che potere! cinismo allo stato puro, in nome di nessuno per parlare di … già, di che? Di come cambiare i decreti sicurezza, e di come gestire la libertà di espressione sulla rete …? con Giuseppi e Giggino, reduci da quella figuraccia da straccivendoli a Berlino, con Giuseppi alla ricerca di un posto e Angela Merkel (quella che aveva invitato al bicchiere della staffa, lo ricordate? … il piacione) che finge di non vederlo.

Se con qualcuno dovete parlare, è con i partiti, cioè con l’unico che c’è ormai, ma solo per dirgli che ora sarà bene che si cambi a fondo, non solo e non tanto il partito, non è un problema di nome del partito, ma di nomi dei dirigenti del partito, di quella ‘classe dirigente’, cioè, che ha fallito e fallisce ogni giorno e ogni giorno di più, che si agita dispersa e disperata, capace solo di cercare di mantenere qualche scampolo di potere.
Ma non le vedete le facce di questi ‘politici’, politicanti, di questa ‘classe dirigente’? non li vedete gli occhi vitrei, le parole vaghe e insulse, le idee, i progetti … quali idee, quali progetti? Silvio Berlusconi, almeno, puntava alle olgettine, questi manco a quelle, ma solo al potere, alla gestione dell’oggi, dell’esistente!

Pare che gli stellini vi abbiano telefonato. Chi?, chi sono gli stellini? Giggino o Dibba, Patuanelli o Paragone, Buffagni o Lombardi, … Grillo o Casaleggio?
Non cadete in questa trappola. Voi avete una cosa che nessuno oggi ha: il popolo. Non fate l’errore (Masaniello, lo ricordate?) di ‘guidarlo’ alla conquista del potere, fatevi guidare dal popolo, portate il popolo al potere, altrimenti la ‘partecipazione’ tornerà ad essere oggetto di una stupenda canzone, e struggente.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.