martedì, Marzo 26

Sanzioni Iran: Trump avverte gli alleati (che si smarcano) Hamas, minacce a Israele. Nuovi scontri in Sudan, falso allarme terrorismo all'aeroporto di Francoforte

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«Le sanzioni iraniane sono state lanciate ufficialmente. Queste sono le sanzioni più pungenti che siano mai state imposte e in novembre aumenteranno ancora ad un ulteriore livello. Chiunque faccia affari con l’Iran NON farà affari con gli Stati Uniti. Io chiedo la PACE NEL MONDO, niente di meno!». Donald Trump, con un nuovo tweet, torna sulle sanzioni all’Iran e lancia un messaggio chiaro al mondo e ai suoi alleati.

Ma c’è già chi si smarca. Ed è Londra, che ribadisce la sua fedeltà all’accordo con l’Iran sul nucleare in risposta alle nuove sanzioni americane. «Non seguiremo gli Usa sulle sanzioni», ha tagliato corto oggi a ‘Bbc Radio4Alistair Burt, viceministro degli Esteri. «Come abbiamo già chiarito, noi consideriamo l’accordo sul nucleare parte importante non solo della sicurezza nella regione, ma nel mondo».

Parlando di Iran, il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, è arrivato oggi a Teheran per una visita di due giorni. Secondo l’agenzia Isna, Ri ha incontrato il suo omologo iraniano Mohammad Javad Zarif.

Passiamo a Gaza, perché Hamas minaccia di replicare all’uccisione oggi di due suoi miliziani da parte dell’esercito israeliano dopo che, secondo la versione di quest’ultimo, avevano sparato su soldati al confine. «Possiamo far sì che il nemico non conosca pace», ha detto Fawzi Barhoum, un dirigente di Hamas. Intanto il presidente dell’Anp Abu Mazen si recherà domani ad Amman per consultazioni con re Abdallah in cui ribadirà l’opposizione dei palestinesi al cosiddetto ‘Accordo del secolo’ di riassetto politico regionale a cui lavora l’amministrazione Trump.

E’ di 4 soldati indiani e due ribelli uccisi invece il bilancio degli scontri in Kashmir, a ridosso del confine tra India e Pakistan. Lo scontro sarebbe scoppiato dopo il tentativo di infiltrazione di un gruppo di combattenti nel settore di Gurez.

In Sudan invece scontri tra l’esercito e ribelli del Movimento di Liberazione Sudanese di Abdul Wahid Nor (Slm/Aw) nella regione di East Jebel Marra. Migliaia le persone in fuga. Secondo l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu (OCHA), gli sfollati sono stati ospitati nelle scuole elementari di Golo. Ma non è tutto: in un’altra zona del Darfur centrale, un gruppo ha attaccato il villaggio di Kambo Di, uccidendo un uomo e una donna.

Continua lo scontro diplomatico tra Arabia Saudita e Canada.  La compagnia di Stato saudita Saudia ha deciso di interrompere i voli da e per Toronto.

Paura oggi a Francoforte, in Germania, dove all’aeroporto un uomo che non si era sottoposto ai controlli ha fatto scattare l’allarme terrorismo, con la parziale chiusura della zona. L’attività è ripresa qualche ora dopo. Secondo la ‘Bild‘ è stata intercettata una famiglia francese di 4 persone, che era scomparsa nell’area di sicurezza, dopo esservi entrata senza autorizzazione.

In Gran Bretagna, il Partito Conservatore ha intimato oggi le scuse a Boris Johnson, dopo l’ennesima gaffe sfociata in accuse di islamofobia. Johnson aveva preso di mira le donne musulmane che indossano il velo integrale, paragonandole sarcasticamente a ‘rapinatori di banche’ e a ‘cassette per la posta’ in un articolo sul ‘Daily Telegraph‘ scritto peraltro per dire ‘no’ a ogni forma di divieto. Oggi a prendere le distanze si è aggiunto il presidente del Partito, Brandon Lewis, ma per altri deputati Tory la decisione sembrava esagerata.

Chiudiamo con l’Onu che si dice preoccupata della ‘persecuzione sistematica’ da parte di estremisti di destra della comunità rom in Ucraina. Le violenze sono iniziate nell’aprile scorso in diverse zone del Paese, compresa la capitale Kiev. Alcuni campi rom sono stato incendiati da membri di gruppi di estrema destra, e gli occupanti sono stati aggrediti e costretti ad abbandonare le loro case.

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