domenica, Marzo 24

Sanremo: 'Musica italiana? In mano alla politica' field_506ffb1d3dbe2

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Se c’è una persona geniale in ambito artistico e non solo, quello è proprio il veronese doc Alessandro Casadei. Laureato, musicista, produttore, autore, polistrumentista, noto per essere anche il compagno e manager di Gerardina Trovato, una fra le artiste più significative degli ultimi vent’anni, nonostante la lunga assenza dai riflettori, legata ai troppi dispiaceri che la cattiveria e la falsità specchiata di case discografiche e mondo musicale le hanno ingiustamente riservato.

Ecco che cosa, in esclusiva, Casadei ci ha confidato, in maniera intelligente, profonda e documentata, con la simpatia e le vis comica che ne fanno un unicum.

 

Alessandro, che cosa pensa di Sanremo 2016?

Una bellissima scenografia, e soprattutto penso vi siano artisti veri. Non capisco le scelte politico-ideologiche di un Festival che dovrebbe essere della canzone italiana, e non di cose che con la canzone italiana non c’entrano nulla, ma l’hanno solo uccisa.

A che cosa si riferisce, più precisamente?

Intendo dire  che finalmente si rivedono su quel palcoscenico artisti veri, come Patty Pravo, i Pooh, gli Stadio, Ramazzotti. Mentre, per il resto che ho detto, se è vero che la musica è un linguaggio universale, e come ha riferito anche il grandissimo Maestro Ezio Bosso: «Noi siamo la musica», non si comprende bene perché in quel contesto debba per svariati anni inserirsi in maniera preponderante quella melma maleodorante che è la politica.

Ritiene, dunque, che il 90% degli artisti in gara fra in Big siano raccomandati?

Io personalmente credo che non esista la gara a Sanremo, ma i giochi siano fatti a tavolino ben prima. Oramai è così da molti anni.

C’è voluta la brava giornalista Barbara Mosconi di ‘Tv Sorrisi e Canzoni’, e la voce di Gabriel Garko, per ricordare sull’autorevole settimanale di musica e spettacolo che a Sanremo è esistita una stella di nome Gerardina Trovato. Come ha accolto questa menzione?

Con molta sorpresa, di sicuro. E’ stato un fatto completamente inaspettato, della quale non si può che ringraziare pubblicamente. Anche se, a parte voi de ‘L’Indro‘, nessun altro ci permetterà di farlo, siamo egualmente grati alla valente giornalista e allo splendido Gabriel nazionale. Ai quali auguro, vista l’attenzione riservataci, di non essere cacciati immediatamente dal mondo della televisione.

Perché dice questo?

In questi anni ho scoperto che parlare di Gerardina Trovato, semplicemente proporla anche semplicemente alla sagra della salsiccia di Canicattì o Carrapipi, sicuramente due note località turistiche, è come cercare di spargere l’Ebola in un ambiente sterilizzato.

Si spieghi meglio.

La signora Trovato, qualcosa ha fatto, per la musica italiana. Mentre la sua casa discografica storica  -la sola, importante che ha avuto-, pur di farla dimenticare, caso conosciuto unico in tal senso, l’ha tolta dal catalogo discografico. Tradotto in italiano, significa a priori che l’artista non esisterà più. Dischi compresi.

Secondo Lei, perché? Trovato è una che i dischi li vendeva, e li ha venduti. In termini di Siae, è follia rinunciare a un simile introito, no?

Sì. Io non so se si tratta di arroganza e ingiustizia, oppure di altro …

Da parte chi? E, soprattutto, per qual motivo?

La sua casa discografica era Sugar, nella persona della signora Caterina Caselli …

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