venerdì, Agosto 23

Salvini – Shylock e la sua libbra di carne sanguinolenta da sbranare, la Sea Watch Tanto si aggira una regola che alla fine sembra normale fare ciò che non si ... poteva! Mentre la violazione della Costituzione si tende a farla diventare normalità in questo Paese, il Ministro è reo confesso, e ora la Magistratura, piuttosto che la CPI, potranno intervenire

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Premetto, per correttezza, il mio grande rispetto (e stima, ma specialmente, non si offenda, affetto) per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al quale va riconosciuto l’eroico tentativo (sì, eroico, spero proprio che non si sia costretti a doverlo ‘ricordare’) di rallentare la deriva autoritar-strafalcionesca di questo Governo, fortunatamente ancora di inetti, ma certamente -lo ho ripetuto qui mille volte- di persone lucidamente (beh, si fa per dire) intenzionate a modificare profondamente il nostro sistema costituzionale, senza intervenire direttamente sulla Costituzione (ecco il punto!), ma innestando in essa un disegno, che non esito a definire politicamente criminoso, di progressivo svuotamento non della forma, ma del contenuto, del contenuto così come fino ad oggi fortunatamente ‘sentito’ della nostra Costituzione.

Non si modificano, infatti, le norme -a parte lo stupido progetto di ridurre i parlamentari mangiapane a ufo degli stellini, sempre in fondo alla classe con le loro lunghe orecchie- ma si abitua la gente (quella vera, la gente che vive ogni giorno, che opera e che soffre) a passare solo un po’su un principio, ‘eccezionalmente’ su una regola, ‘solo momentaneamente’ su un istituto, ‘distrattamentesu un valore, specie quest’ultimo. E così, poi, quando la situazione è cambiata nell’anima e nell’intelligenza (cioè nella comprensione) della gente, cambiare le regole è solo una formalità.

Non si riesce a comprendere le ragioni di necessità e urgenza intese a legittimare l’emissione di un decreto legge, in materia di ‘sicurezza’: il cosiddetto decreto sicurezza bis‘.
Come tutti ben sanno, infatti (chi sa quanti meno rispetto a un anno fa!) un decreto legge è un atto legislativo del tutto eccezionale, che può essere emesso dal Governo, solo in casi eccezionali di ‘necessità e urgenza’. Diversamente è illecito, cioè rappresenta una violazione della Costituzione, in quanto tale, in astratto perseguibile, perfino come un suo tradimento: è il Parlamento che fa le leggi, non il Governo. Tanto è vero che la Costituzione, proprio per ovviare all’inconveniente della eventuale incostituzionalità dell’emissione del decreto, che potrebbe essere fatta valere solo dopo la sua emissione, ha conferito al Capo dello Stato il potere-dovere di confermarne la legittimità, sottoscrivendolo, il che non esclude che possa essere illecita la sua decisione (peraltro, ovviamente, in gran parte discrezionale o di ‘buon senso’) ma poi tant’è. Come dicevo, tanto si aggira una regola, che alla fine sembra normale fare ciò che non si … poteva!
Probabilmente l’idea di Mattarella è stata quella di dare a Matteo Salvini -particolarmente aggressivo e assai poco auto-controllato anche per i suoi manutengoli desiderosi di mandare tutto all’aria- la sua libbra di carne sanguinolenta da sbranare, forse anche perché, mi si consenta l’ironia, avariata. Sbagliando, a mio modesto e rispettoso parere, perché Shylock non è mai sazio!

La libbra di carne è quella con cui si modificano le leggi vigenti, affermando che una nave che entra o attraversa le acque territoriali italiane se trasporta migranti è perseguita in vario modo: insomma la solita cosa in odio a quei poveri disgraziati. Inoltre (art. 2), se la nave entra o attraversa il nostro mare territoriale, può essere multata (o meglio il comandante e l’armatore) con una somma non particolarmente grave (al massimo 50.000,00 euro) o addirittura, questo è ciò che in realtà si vuole, può essere confiscata.

Siccome tutti abbiamo perfettamente capito a cosa miri Salvini-Shylock, parliamone direttamente senza perdere tempo.
Migranti. Perché una persona possa essere consideratamigrante’, occorrono una serie di accertamenti, che non fanno capo al Ministero o al Ministro, ma ad un Magistrato, che è l’unico che può decidere se si sia o meno nelle condizioni di cui alle leggi richiamate nel decreto in questione. Oltre ai migranti, esistono i profughi, i rifugiati, i viaggiatori e i turisti.

La nave, stiamo parlando di nuovo della Sea Watch -sempre la stessa !- ha raccolto delle persone in mare, dichiarando che stavano per affogare (cosa che spesso accade a chi si trovi su una barca che affonda) e ha rifiutato l’ordine, proveniente da Tripoli (!), di riportarle in Libia, e alle sollecitazioni (un po’ isteriche) anche dello stesso Shylock nostrano, si è semplicemente rifiutata. Motivando col fatto che Tripoli non è un porto sicuro, sbagliando. Perché Tripoli è ben più che un porto insicuro, è il porto di un Paese nel quale è in atto una guerra, incidentalmente iniziata proprio da noi. Porto sicuro non è certamente il porto di un Paese in guerra. Ma, e questo è fondamentale, quei naufraghi (o presunti tali dice Shylock, infatti, potevano essere andati a fare il bagno) sono partiti esattamente dalla Libia: cioè, un fatto è certo, non vogliono stare in Libia. E, come ho detto molte volte in precedenza, non solo ogni persona ha il sacrosanto diritto di andarsene dal Paese in cui si trova, anche se è il suo, ma a causa di una serie di norme ben note (non le ripeto qui per la centesima volta) è certo al di là di ogni possibile dubbio, che in un luogo non può sicuramente essere portata: quello dal quale proviene (divieto assoluto di refoulement), specie se si tratta di un luogo nel quale i diritti dell’uomo non sono rispettati e quindi l’interessato rischi maltrattamenti, torture, rapine, ecc. Si può anche, volendo, sostenere che non è così, e che la Libia è il Paese di Bengodi, ma non lo può stabilire Shylok, ma un giudice e la validità della sua sentenza è definitiva solo dopo il terzo grado di giudizio: non vale solo per Siri o per Rixi!

Inoltre, posto che per norma di diritto della navigazione ben nota e riconosciuta da tutti, è solo il comandante della nave quello che può decidere dove portare la nave stessa, il comandante non può rischiare, a sua volta, l’imputazione di crimini contro l’umanità, qualora sbarchi quelle persone, che potrebbero essere oppositori del ‘governo’ libico, in Libia, dove verrebbero a dir poco torturati.

Le limitazioni che un Paese ponga alla libertà di navigazione, sia pure solo nelle acque territoriali (e quindi 12 miglia dalla costa) devono essere comunicate agli altri Stati, che a dir poco ne devono prendere nota, perché possono anche contestarle, aprendo una controversia internazionale. Inoltre, altro è impedire l’accesso, altro il transito: il transito non può essere impedito per nessuna ragione al mondo. Altro, infatti, è sorvegliareuna nave pericolosa durante il transito, altro è impedirgli di passare, perché in quest’ultimo caso si violerebbe il principio fondamentale (anche per l’Italia, Shylock incluso) della libertà di navigazione. Anzi, proprio e solo per quelle che nel decreto sono definite «naviglio militare o navi in servizio governativo non commerciale» può essere impedito l’ingresso (anche se non il transito ‘con i cannoni brandeggiati’ come si diceva una volta): dottor Shylock (o forse dottoressa Giulia Bongiorno) attenti, forse avete commesso un piccolo errore? Magari glielo ha suggerito l’avvocato Bonafede … sorvolo sull’avvocato del popolo, lui fa l’avvocato, mica il giurista.

Affermare che la nave sta violando questa o quella legge, permette allo Stato italiano, e quindi ai manutengoli di Shylock, solo di portarla in un porto, perquisirla, denunciare gli eventuali reati e poi trasmettere gli atti ad un giudice, che è l’unico che può assumere decisioni in merito: niente di più.
Ma Shylock immagina (e come gode, dicendo che la nave ‘ciondola’ nel Mediterraneo … neanche ha capito che solo a dirlo peggiora la propria posizione) o di potere impedire alla nave di attraversare il mare territoriale o di attraccare in un porto o addirittura di accusare la nave e il suo equipaggio di sequestro di persona perché … non sbarcano quella gente in Libia. Sulla seconda cosa, è troppo da ridere per essere presa sul serio: uno accusato di sequestro di persona, che accusa una nave di sequestro di persona è semplicemente surreale. Se è la Bongiorno che glielo ha suggerito, cambi avvocato.
Quanto all’attracco, se il comandante decide di attraccare per motivi di sicurezza, che lui solo ha il diritto di valutare finché è in mare, Shylock non può impedirglielo, o meglio, lo può fare solo in un modo: affondando la nave, ma avrà bisogno della collaborazione della Ministro Trenta e di vari ammiragli anche se avrà un bacio dalla Meloni.

Le uniche cose certe e chiare sono che: a) delle persone in cattive condizioni di salute e sotto stress sono a bordo di una nave in mezzo al mare; b) Shylock ne ordina l’invio a Tripoli e, quindi, alle torture ecc.
Se si tratti di migranti illegittimi, se la nave abbia o meno proceduto a un salvataggio in mare, se abbia o meno violato un ordine lecito di Shylock, se la nave ‘ciondoli’, se la nave possa o meno entrare in un porto italiano, lo può decidere solo un giudice, anzi, una serie di giudici. Shylock no!

Infine, come ho già scritto più volte: questi atti, nelle loro varie formulazioni e sfaccettature, rientrano tra i crimini di cui allo Statuto della Corte Penale Internazionale, da attivare con (anche con) atti della magistratura ordinaria, pena (in mancanza) la responsabilità dello Stato verso la Comunità internazionale. È appena il caso di aggiungere che, nel caso, oltre a Shylock, sono responsabili anche i funzionari, ufficiali ecc. (non è la prima volta che Salvini ‘viola’ per interposta persona) che abbiano messo in pratica tutto ciò.

Ma intanto Shylock, che non sta più nella pelle, dichiara (via Facebook, Twitter o non so cosa): «Ho appena firmato il divieto di ingresso, transito e sosta alla nave Sea Watch 3 nelle acque italiane, come previsto dal Nuovo Decreto Sicurezza. Ora il documento sarà alla firma dei colleghi ai Trasporti e alla Difesa: stop ai complici di scafisti e trafficanti», reo confesso, e finalmente un momento di gloria anche per Danilo Toninelli, e Elisabetta Trenta: l’avvocato del popolo ‘è avvisato’.

Ultima, ciliegina sulla torta, che io non prenderei troppo sotto gamba: posto che la magistratura italiana non faccia nulla, e posto che la Corte penale internazionale nemmeno faccia nulla, nulla esclude che un magistrato o un poliziotto di un altro Stato pensi che sia opportuno agire e … magari il capo della nostra Polizia va, che so, in Lussemburgo ad una riunione di poliziotti, e il suo collega lussemburghese, lo saluta, gli offre un (pessimo) caffè e … lo arresta. L’immunità non vale, in questi casi, l’arresto è consentito in qualunque Stato si trovi l’imputato e il mandato di arresto europeo (oddio, ora do un altro motivo di odio verso l’Europa a Shylock) lo permette.

Ma lo scopo di tutto ciò qual è? Semplicemente quello di apparire come quelli che difendono il sacro suolo italiano, gli interessi degli italiani, ecc., violando di fatto norme e valori costituzionali fondamentali, per poi dire ‘beh lo abbiamo già fatto, perché non farlo ancora, e per sempre?’

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.