giovedì, Ottobre 22

Salvini-Saviano, è guerra (anche legale) Barnum Italia. Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 29

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Salvini è uomo capace. Capace di tutto. Il Matteo vincente ha ora individuato un ‘nemico’ per eccellenza. E’ Roberto Saviano che ha avuto l’ardire di contrastare le tesi del Ministro dell’Interno (e Vicepresidente del Consiglio) e specie in materia di migrazioni e migranti. Ora definendolo anche «Ministro della malavita» (assieme ad altre delicate considerazioni). Salvini, dopo tante querele annunciate (contro Saviano ed altri) ne presenta dunque realmente una. Il leader della Lega anche se fa di tutto per non sembrarlo è uomo colto: ha fatto, ed in maniera non disprezzabile, il Liceo Classico (il milanese e lombardissimo ‘Alessandro Manzoni’), anche se poi non ha finito il Corso di Laurea in ‘Storia’ alla ‘Statale’. Per rifarsi, adesso, la storia (anzi: la Storia) più che studiarla vuole scriverla. In ogni caso avrà certamente riconosciuto l’epiteto scagliato da Gaetano Salvemini contro Giovanni Giolitti: ‘Il ministro della mala vita: notizie e documenti sulle elezioni giolittiane nell’Italia meridionale’ è infatti il titolo del celebre saggio politico dello studioso di Molfetta pubblicato nel 1910 (rieditato aggiornato nel 1919) avente per oggetto i rapporti fra la società italiana nei primi anni del XX secolo e la politica impersonata allora da Giolitti.

Ricorrenze storiche. Anche inquietanti. Scrivevamo infatti già in ‘Da Pertini a Salvini, darwinismo al contrario’ su ‘L’Indro’ di giovedì 12 luglio 2018, ironizzando ma neanche troppo, che «Avevamo Pertini. (…) Ora abbiamo Salvini. (…) ll passaggio da Pertini a Salvini è di sconvolgente antidarwinismo. Ipotizzando il naturalista e biologo britannico ottocentesco (…) l’evoluzione delle specie animali, tra cui quella dell’’animale uomo’. In questo caso invece… L’uomo di Stella è quello di «Svuotiamo gli arsenali, riempiamo i granai», il ragazzone di Milano è per «Svuotiamo gli arsenali su di loro, e se osano fiatare riempiamoli di botte»».

Il confronto (meglio: il conflitto) fra Salvini e Saviano, e viceversa, è sempre stato durissimo, anche a colpi di tweet, post e video. Ma tra i due non si era mai passati alle metaforiche ‘carte bollate’. Nell’intervento ‘incriminato’ Saviano attacca le decisioni del Viminale su sbarchi e migranti. Un video in cui lo scrittore, che da anni vive sotto scorta, si rivolge a Salvini definendolo ‘buffone’ e rispolverando per l’appunto l’appellativo di ‘Ministro della malavita’. La denuncia-replica è stata presentata da Salvini proprio in veste ufficiale, su carta intestata del Viminale, ed inoltrata alla Digos «in quanto ministro dell’Interno». All’esposto sono allegati una serie di interventi sui social che secondo il vicepremier vanno oltre il diritto di critica e la polemica politica. Lo scontro da tempo in atto aveva già portato Salvini ad annunciare che si sarebbe valutato se togliere la scorta allo scrittore campano. Nel recente video il giornalista sostiene anche che il responsabile del Viminale «da codardo non ha detto niente contro la ‘ndrangheta e non ricorda i legami tra Lega Nord e la ‘ndrangheta» stessa. Frasi che secondo Salvini «generano così la convinzione che il ministro dell’Interno, anziché combattere la malavita organizzata, scenda a scellerati accordi con la criminalità organizzata stessa, calpestando così i propri compiti istituzionali» il che va oltre il «diritto di critica», «mancando qualsivoglia indice che denoti la sussistenza di patti tra il ministero dell’Interno e la ‘ndrangheta».

Le parole di Saviano, secondo Salvini, provocherebbero un danno all’istituzione «che più di ogni altra ha il compito di combattere le organizzazioni criminali». Proprio pochi giorni fa, con un post, Saviano aveva sfidato Salvini sostenendo che era la quarta o quinta volta che il leader neoleghista prometteva di passare alle vie legali. Poco prima il Ministro dell’Interno aveva annunciato che lo scrittore per le sue parole avrebbe meritato «una carezza e una querela». E una ‘carezza’ annunciata dal Ministro dell’Interno, e quindi Capo della Polizia, può ben suscitare apprensione nel destinatario della stessa. Ora la querela per Saviano è arrivata. Quanto alla ‘carezza’…

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’