giovedì, Dicembre 12

Salvini pallone sgonfiato dal Conte dimezzato Le Forze dell’Ordine non ne possono più e ai manifestanti che lanciano palle piene di acqua contro Salvini, supplicano: ‘almeno mirate bene’; la Guardia costiera ignora gli ordini di Salvini, la Guardia di Finanza dimostra fastidio, la Magistratura comincia a reagire, il TAR Lazio si muove; … e Conte scrive al suo Ministro accuse da codice penale

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Mai, credo, come in questi giorni di agosto caldissimi e convulsi, si è visto un ceto politico che più di seconda scelta non si può, avvoltolarsi in un turbinio di pressapochismi, e di ‘giochi’ di ‘forza’ e di ‘abilità’, tutto fatto di trucchi, colpi bassi, avanzate e ritirate, un pasticcio inusitato e, francamente, insopportabile, maleodorante. Ma non incomprensibile e meno che mai, quello proprio no, strategicamente raffinato: una banda di topi impazziti e terrorizzati, che corrono intorno senza meta senza scopo … corrono per salvarsi e basta. Dal PD di Matteo Renzi a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, senza eccezioni; tutti accomunati, però, da un unico desiderio, anzi, frenesia, mantenere la poltrona.

Se dovessi citare due immagini, se dovessi dire, insomma, le due cose che mi hanno colpito di più in questi giorni, esse sarebbero le seguenti: le palle di acqua contro Salvini e la calata a Roma del papà della fidanzata di Salvini, Denis Verdini, discesa, peraltro, decisiva.
Quest’ultima è solo la immagine visiva dello sfascio e del lerciume intellettuale (e etico) di questo gruppo di politicanti incapaci e arroganti, pieni di potere e incapaci di gestirlo, ma specialmente di capirlo. Per loro il potere non è servizio o politica, è semplicemente ‘si fa ciò che dico io’ e dei ‘contropoteri’ me ne frego, anzi, cerco di sopprimerli … magari a cominciare dallo stesso Parlamento. Appunto: il Capo del Governo (va bene un po’ ridicolo) ti dice di fare una cosa e tu te ne freghi, non obbedisci perché pensi di poter fare quello che vuoi e hai fatto scrivere (e votare senza un borbottio) che il Ministro dell’Interno decide e … informa il Presidente del Consiglio … e l’articolo 95 della Costituzione?

Nel pieno delle convulse ‘trattative’ con il PD dopo l’‘uscita’ volgare e violenta di Renzi -trattative che poi si riducono, secondo Lucia Annunziata, a qualche colloquio (pardon: interlocuzione) tra Fico e Franceschini, due giganti della politica italiana)- papà Verdini piomba a Roma per dare consigli ai dirigenti leghisti sul modo migliore di uscire dal cul de sac in cui si sono messi con le insulse manovre delcapitano’ (come ama farsi chiamare) che stanno portando, invece che alla crisi e alla vittoria immediata del medesimo, alla possibile formazione di un pastrocchio putescente tra residuati del PD, disperati di LeU e terrorizzati stellini. Ciò, per malignare, trasformerebbe la fidanzata del futuro Presidente del Consiglio e probabile ras italiano in una semplice fidanzata di un ex capo bastone leghista in fase calante, e quindi papà Verdini accorre; non che possa fare molto, ormai, salvo fare l’unica cosa che sa e può fare: consigliare (forse anche con qualche pressione attraverso, come vedremo subito, il solito cane da guardia Giancarlo Giorgetti) di fare marcia indietro e in gran fretta e cercare di recuperare il Governo con gli stellini, che, a loro volta, hanno una paura tremenda che si vada davvero a votare con la conseguenza di doversene tornare a casa. Sia ben chiaro: questo è il livello effettivo della nostrapolitica’: avevo parlato di onanismo, mi pare. Altro che, come dice con una faccia di bronzo incredibile, il capitano: la politica fatta alla luce del sole!

Sta in fatto che, onanisti o no, lucidi o no, re (beh, palafrenieri, va’) più o meno nudi o no, due meccanismi scattano subito, credo grazie all’arte culinaria di papà Verdini: Giorgetti, sempre imbronciato come se la moglie gli avesse somministrato una pizza napoletana, borbotta che lui con la crisi non c’entra nulla, che ha fatto tutto il capitano e, insomma fa capire che lui la crisi non la vuole poi tanto. La logica e la storia insegnano che uno che dice così, vuole solo dire che dietro la crisi c’era appunto lui e che ora sta cercando di svincolarsene, scaricando la colpa sugli altri: excusatio non petita, dicevano, sia pure nel medioevo, i giuristi che di politica si intendevano eccome! Salvini che (per tutta sua colpa di ignoranza delle regole e incapacità, prima di tutto) comincia a biascicare (fateci caso, è proprio così: invece di ringhiare e ruttare come al solito, biascica in modo stanco e untuoso su ‘quelli del sì’ e ‘quelli del no’, e sul suo telefono sempre aperto. Però, la mozione di sfiducia sta lì, e anche Conte, ma vediamo meglio dopo.

Intanto gli stellini, come appunto quei toppi impazziti, lanciano insulti, minacce, accuse da bambinetti nei cortili (‘traditore’, tanto per dire, ingannatore, bugiardo), singhiozzano ‘cattivo, ci avevi promesso la riduzione dei parlamentari’, e mobilitano perfino Dibba (che, a sua volta non sa più che fare, perché se il Governo non cade, lui resta a studiare falegnameria comparata) che se la prende con Salvini: insomma, il clima è da sedotta e abbandonata’, come se non avessero fatto proprio loro di tutto e di più per ‘sedurre’ la Lega.

L’altra immagine che mi ha colpito, è stata quella dei carabinieri e/o poliziotti che, di fronte ai manifestanti antiSalvini (è solo così che abbiamo scoperto che ce ne sono, e non sono poi tanto pochi, in TV non se ne parla mai!) che lanciano palle piene di acqua a Salvini, supplicano: ‘almeno mirate bene’.
Guardate, è una immagine stupenda nella sua cruda realtà e anche nella suaspossatezza’: non ne possono più. Prendersi pure una palla piena d’acqua, magari nemmeno troppo pulita e poi magari non è proprio acqua, in faccia e sulla divisa non è proprio l’ideale per chi, in particolare, a mio parere, comincia a soffrire il clima di abuso di potere continuo, di indifferenza alle regole, di decisionismo a … fin di male, di mancato rispetto delle regole, insomma di tutto ciò che consegue alla ‘politica’ salviniana del pugno di ferro contro i più deboli di tutti.

Molti, vedo, ne parlano di questo episodio, come di un fatto su cui sorridere, una immagine scherzosa, una scenetta comica. Forse. A me non sembra, francamente non sembra proprio. Non ho né prove, né interviste o documenti, ma i militari, e quindi anche le forze dell’ordine, cominciano a non gradire più tanto di essere sempre alla fine quelli che fanno la parte dei cattivi per colpa dei politici. Ripeto, forse mi sbaglio e mi sbaglio di grosso, ma io ci farei maggiore attenzione. È di questo giorni la Guardia Costiera che ignora gli ordini di Salvini e porta migranti a Lampedusa, e il fastidio della Guardia di Finanza

Per di più, almeno finora, la Magistratura, in tutte le sue manifestazioni, comincia a reagire, nel senso che afferma il rispetto delle regole, pervicacemente stracciate dai politicanti.
Anche il TAR Lazio, con una ordinanza stringatissima, riafferma proprio i principi già affermati da altri giudici, in particolare quelli di Agrigento e, questa è una novità prevista ma non marginale, con stringatissima durezza dal Presidente della Repubblica, in sede di promulgazione della legge di conversione del decreto sicurezza bis.
E, di nuovo, lo sprezzo delle regole (e quindi della Costituzione) colpisce e colpirà le Istituzioni: invece di limitarsi, come doveroso, al ricorso al Consiglio di Stato per appellarsi con la decisione del TAR, il Ministro cerca di aggirare le regole, cioè cerca di stracciarle, proponendo un nuovo decreto per impedire alla nave di approdare.
Sorvolo sullo sprezzo della Costituzione e della Magistratura, ma non su quello della logica e della legge, evidentemente frutto anche di scarsa conoscenza delle regole (ignoranza, in altre parole): riproporre un decreto sub iudice è già di per sé una violazione delle regole, ma illudersi che, solo per quello, si possa impedire l’applicazione di una ordinanza del TAR non è solo ignoranza, ma sprezzo della Costituzione, anche se i timidissimi Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta non firmano, in nome dell’umanità, tanto per confermare sprezzo e ignoranza delle regole. Il risultato è ‘solo’ che, a mio parere illegittimamente, dalla nave, pur in porto, si fanno scendere solo i malati … tanto sono ‘migranti’ nella terminologia di Salvini, mica esseri umani.

Questo è il clima politico del nostro Paese oggi.

In questa situazione, ormai da follia allo stato puro, si inserisce la lettera del 15 agosto dell’avvocato Giuseppe Conte immagino inviata anche all’avvocato Giulia Bongiorno, dove quest’ultima certamente avrà fatto notare a Salvini vi sono accuse da codice penale, ma che sconfessano innanzitutto chi le fa. Che essendo, dice, un avvocato, non ha potuto non accorgersi che contestare a Salvini di non avere messo in pratica alcune indicazioniformali’ (lo dice testualmente, Conte) dello stesso Conte e del Governo intero (!) equivale ad accusarlo nonché di tradimento (cosa ridicola fatta rilevare da Dibba & co, che non sanno ciò che dicono) di un reato sia per non avere eseguito le disposizioni del Governo, sia per avere così scientemente determinato situazioni penalmente rilevanti come il sequestro di persona. E Conte e l’intero Governo sapevano perfettamente come si comportava il Ministro.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.